SUSANNE GOGA.
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I misteri di Chalk Hill.
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Parte 1.
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Titolo originale: Der verbotene Fluss. 2014.
Traduzione di: Lucia Ferrantini.
2015. Giunti Editore, Firenze - Milano.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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NELLA PIOVOSA CAMPAGNA INGLESE, UNA STORIA ROMANTICA E MISTERIOSA, DOVE BRIVIDO E SENTIMENTO SI INTRECCIANO IN UN CRESCENDO DI COLPI DI SCENA.
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La prima volta che Charlotte si trova davanti alla splendida tenuta di Chalk Hill, sulle verdi colline del Surrey, rimane senza fiato: l'imponente villa, sormontata da una torretta e circondata da alberi secolari,  il luogo pi affascinante che abbia mai visto. Qui potr finalmente iniziare una nuova vita, dopo aver lasciato Berlino a causa di uno scandalo che ha compromesso la sua reputazione di istitutrice. Chiamata a occuparsi della piccola Emily, Charlotte si rende subito conto che una strana atmosfera aleggia sulla casa: la quiete  quasi irreale, il pap di Emily  gelido e altezzoso, la bambina  tormentata ogni notte da terribili incubi e dice di vedere la madre, scomparsa un anno prima in circostanze misteriose. L'affetto per Emily spinge Charlotte a voler capire cosa stia succedendo a Chalk Hill, ma nessuno dei domestici osa rompere il silenzio imposto dal vedovo sulla morte di Lady Ellen. Solo con l'aiuto dell'affascinante giornalista Thomas Ashdown, Charlotte si avvicina alla verit, una verit sconvolgente, sepolta tra quelle antiche mura.
Un romanzo pieno di mistero e romanticismo. Una storia che alle atmosfere di Jane Eyre unisce una suspense unica ed elettrizzante.
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L'Autrice.
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SUSANNE GOGA
 nata nel 1967 in Germania, a Mnchengladbach, dove vive con la sua famiglia. Dopo una lunga esperienza come traduttrice letteraria,  diventata un'affermata autrice di gialli e romanzi storico-sentimentali. Con I misteri di Chalk Hill  riuscita a fondere magistralmente entrambi i generi letterari, ottenendo un grande successo di pubblico.
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Per confutare l'affermazione che tutti i corvi sono neri non  necessario dimostrare che nessuno lo ; basta trovarne uno bianco; ne basta uno.
William James.
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Prologo.
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Quella notte la luna sembrava sbiadita. La donna camminava sul prato ancora umido per la pioggia, sfiorando l'altalena appesa all'olmo per poi scomparire tra gli alberi che circondavano la casa come guardie silenti. Il vestito strusciava per terra, l'orlo era sporco di fango e i sassolini le pungevano i piedi scalzi, ma lei avanz incurante, spalanc la porta di ferro che si apriva nel muro di cinta, e come un automa segu il sentiero inoltrandosi nella foresta.
Il silenzio era assoluto, come se tutti gli esseri viventi si fossero nascosti per sfuggire alla luce pallida della luna. Poi un fruscio... forse un topo che guizzava tra le ultime foglie d'autunno. Per il resto, solo i suoi passi sul terreno morbido.
Si avvolse la sciarpa intorno alle spalle, mentre sulla corteccia liscia degli alberi si allungavano ombre sinistre. Conosceva ogni angolo di quel bosco, lo aveva sempre considerato casa sua. Ogni cespuglio sembrava chiamarla, ogni svolta del sentiero le era familiare. Eppure quella notte c'era qualcosa di diverso.
Si gir. Aveva sentito un rumore, ma vide solo le ombre dei tassi nodosi, i rami tesi verso di lei come braccia contorte. Tra quegli alberi c'era forse qualcuno, nascosto, che la stava seguendo? Tese l'orecchio... niente. Cerc di respirare con calma e di dare ai suoi passi il ritmo del respiro, uno dietro l'altro. Ormai era quasi arrivata.
All'improvviso scivol su una foglia umida e fu sul punto di cadere, ma riusc ad aggrapparsi a un albero, mentre il cuore le batteva all'impazzata. Strinse i denti e per un attimo chiuse gli occhi: sentiva i piedi freddi, la gelida umidit che le saliva alle caviglie, lungo i polpacci, fino alle ginocchia...
Eppure si costrinse a proseguire. Era il suo bosco, fin da quando era bambina. Le era stato sempre amico, non doveva avere paura di lui. Appena gli alberi si diradarono, si ferm e fece un respiro profondo. Sollev la testa e guard in alto, verso il cielo, verso la luna. Poi allarg le braccia, come ad accogliere la notte.
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1. Dover, settembre 1890.
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Charlotte Pauly era in piedi sul ponte della nave, lo sguardo oltre l'acqua grigia, verso un luccichio biancastro che affiorava tra la nebbia. A poco a poco i contorni sfumati assumevano tratti pi definiti, svelando una catena di scogliere bianche, incoronata dall'erba verde brillante. La costa sembrava troncata di netto, come da un colpo d'ascia: non digradava dolcemente verso il mare, ma terminava a picco sul vuoto. Charlotte s'immagin quel lembo di terra crollare, sprofondando tra i cavalloni.
Quelle scogliere bianche non la inquietarono, anzi sembravano darle il benvenuto nel Paese straniero che presto sarebbe diventato la sua casa. Charlotte respir profondamente per placare il tumulto di emozioni contrastanti che lottavano dentro di lei: aspettative, tensione, nostalgia, determinazione, dubbi. La terra che si era lasciata alle spalle la attirava indietro e allo stesso tempo la spingeva avanti. La Germania era e rimaneva la sua patria, era l che aveva vissuto fino ad allora, e il pensiero di non tornare per molto tempo, di non sentire pi quella lingua familiare, si allungava sul suo cuore come un'ombra. D'altra parte, per, gli ultimi mesi le avevano lasciato ferite che in quella terra non sarebbero mai guarite. La ricerca di un posto di lavoro in Inghilterra, l'addio alla famiglia, le valigie e la prenotazione della traversata per Dover erano stati gesti necessari, un taglio netto, ma meno straziante di una separazione lenta e dolorosa.
Sua madre non aveva mostrato la minima comprensione per quella scelta. Bambina mia, ma cos' successo?
Charlotte aveva scosso la testa, nient'altro.
Non puoi andare via solo perch sei infelice o insoddisfatta del tuo lavoro,  insensato. Avresti potuto cercarti un altro posto qui in Germania. In Baviera, magari. Dicono che Monaco sia molto bella, avresti potuto accompagnare i tuoi alunni sulle Alpi o in Italia...
Per evitare altre domande scomode, Charlotte aveva replicato che per lei era un bene collezionare esperienze all'estero, in modo da poter insegnare meglio l'inglese ai suoi allievi in futuro.
Ma chi ha bisogno dell'inglese, oggigiorno? La lingua della buona societ  il francese! aveva risposto la madre. Se vuoi fare carriera, invece di sposarti come le tue sorelle, potresti farlo qui in Germania. Non sta bene che una giovane donna vada all'estero da sola. E con un buon lavoro pu sempre capitare che qualche giovanotto come si deve...
Prima che potesse terminare la frase, Charlotte si era chiusa la porta del salotto alle spalle. Nei giorni seguenti la madre aveva tentato pi volte di farle cambiare idea, rinfacciandole di essere senza cuore a lasciare sola una vedova. La ragazza era riuscita a ignorare il senso di colpa pensando che in fondo entrambe le sorelle vivevano a due passi dalla casa materna. Ed era partita. Anche se le dispiaceva che si fossero lasciate in quel modo, sapeva che era inevitabile.
Che bel panorama, non smette mai di stupire... non trova? disse una profonda voce maschile accanto a lei.
Charlotte riemerse dai suoi pensieri e guard l'uomo apparso all'improvviso al suo fianco. A parte i folti baffi ingialliti dal tabacco, aveva un aspetto curato. Si era tolto il cappello, come al cospetto di una vera signora.
Lei vive in Inghilterra? domand Charlotte.
Proprio cos. Lasci che mi presenti... William Hershey, commerciante. Sto tornando da un viaggio molto lungo e molto lontano. Indic la terra alle loro spalle, alludendo alla Francia, all'Europa e chiss a quale altro angolo di mondo. Ma niente tocca il mio cuore come la vista di queste scogliere. Posso? Sollev la mano destra, in cui teneva una pipa. Charlotte annu.
S,  molto bello, davvero.
E lei da dove viene? Se mi permette la domanda... Aspir pi volte, fino a quando la pipa non inizi a tirare, poi butt il fiammifero oltre il parapetto. Sento un leggero accento. Olanda? Scandinavia?
Charlotte Pauly. Vengo dalla Germania.
Oh, la Germania, incantevole. Capito spesso nella sua terra, a Berlino, Hannover o Amburgo. Un ottimo popolo con cui fare affari, parsimonioso e ironico. Amburgo mi piace moltissimo: il porto, l'eleganza, lo stile di vita raffinato... Anche Berlino, a suo modo,  impressionante, bench poco accogliente. Maestosa, ma un po' fredda, se capisce cosa intendo. Sar il rigore prussiano...
Io ci ho lavorato per un po' replic Charlotte.
Lavorato? Mr. Hershey sembr stupito, come se solo in quel momento avesse capito che Charlotte non era una signora.
Come istitutrice, in una famiglia.
Capisco, una specie di governante.
Per un attimo lei ebbe l'impressione di cogliere una leggera nota di disprezzo in quel commento. Ma era abituata allo snobismo, e rispose con calma: Prima di tutto, io mi considero un'insegnante. In Germania il concetto di governante  legato a un'educazione rigida e conservatrice che, a mio avviso, non rispecchia quello che faccio. Molti genitori impongono ai propri figli regole di comportamento asfissianti, che rischiano di soffocarli. Ecco, io non lavoro cos.
Mr. Hershey la sorprese con una fragorosa risata. Ma bene, Miss Pauly, molto bene. Una donna che dice quello che pensa.
Non dovrebbero farlo tutte?
Mmm... a me sembra che la maggior parte venga educata a fare l'esatto contrario rispose lui altrettanto diretto. Io, da parte mia, ho solo figli maschi, con i quali  tutto pi flessibile. Anzi, l'insolenza viene considerata addirittura indice di un carattere forte, una qualit da incoraggiare. Lei come si comporta con i suoi protetti, se mi  lecito chiedere?
Charlotte sorrise. Un uomo curioso, ma tutto sommato simpatico. Be', io cerco di educare le ragazze alla sincerit e alla cortesia. Ma ci sono situazioni in cui un'eccessiva sincerit pu ferire. Insegnare loro a riconoscerle e a mantenere un certo tatto  uno dei miei compiti pi importanti, oltre a impartire delle nozioni, ovvio.
L'uomo si tolse di nuovo il cappello. Chapeau, Miss Pauly. Lei  una donna intelligente. Sar sincero: in realt sono ben felice che io e mia moglie abbiamo avuto solo maschi, con cui  tutto molto pi facile. Scuola, sport, qualche zuffa per imparare a imporsi... Due sono entrati nell'azienda di famiglia, il terzo ha preso la via del mare. Presto avr il suo brevetto di capitano. Poche smancerie, ognuno fa il suo lavoro e si guadagna da vivere.
Sa, in Germania ho dato lezioni anche a dei ragazzi comment Charlotte esitante. Ecco, ripensandoci, sono state tutte esperienze positive... se uno li sa prendere nel modo giusto, anche i maschi lavorano sodo e danno soddisfazioni. Da noi  inconsueto mandare i ragazzi in collegio a otto anni, al contrario che in Inghilterra. Qui mi occuper di una bambina.
Posso chiederle in quale zona lavorer?
Nel Surrey, vicino a Dorking rispose Charlotte.
Oh, le colline del Surrey! Che bel paesaggio, ci sono angoli incantevoli, boschi mai tagliati dai tempi di Cromwell. Pu ritenersi fortunata. Lanci un'occhiata al porto di Dover, sovrastato dal maestoso castello, sempre pi vicino. Allora le auguro ogni bene e spero che si trover a suo agio, nella nostra terra disse, e se ne and togliendosi per l'ennesima volta il cappello.
Di nuovo sola, Charlotte guard verso la costa e pens a quante persone, prima di lei, dovevano aver compiuto quella traversata, chiss con quali intenzioni e speranze: monaci devoti che volevano diffondere il cristianesimo tra i pagani inglesi; guerrieri normanni su navi di legno, pronti a conquistare la terra oltre le bianche scogliere; soldati francesi, commercianti olandesi, riformatori, fuggiaschi. Zattere, barche a remi, velieri, chiatte e battelli a vapore, una catena infinita che aveva traghettato da una sponda all'altra della Manica persone, merci e armi. Charlotte chiuse gli occhi cercando di immaginarsi come potesse essere stato il canale secoli addietro, una strisciolina d'acqua, ma pur sempre pericolosa: non tutte le navi, infatti, giungevano a destinazione. Ottocento anni prima, per esempio, l era affondata la nave dell'erede al trono della Corona inglese. Per non parlare delle flotte da guerra, avanti e indietro per lo stretto alla conquista dell'altra sponda, all'apparenza facilmente raggiungibile e vicina.
E lei, cosa stava cercando lei, in Inghilterra? Chi si metteva in viaggio verso un mondo sconosciuto di solito lo faceva per lasciarsi qualcosa alle spalle. Continuare a lavorare in Germania le sarebbe piaciuto, ma il bisogno di un nuovo inizio era stato pi forte: evitare di incontrare le vecchie facce berlinesi, vivere lontano da sguardi che giudicano e bocche che sparlano. Aveva scelto un lavoro in campagna, proprio adesso che si era abituata alla grande citt, perch fosse tutto diverso.
Charlotte sospir e raddrizz le spalle, la faccia contro il vento. Una nuova terra, un nuovo inizio. Una vera avventura.
Sull'edificio della stazione ferroviaria, nelle immediate vicinanze, svettava una graziosa torretta in stile italiano. Charlotte aveva trovato un facchino che portasse fin l le valigie pesanti. C'era un gran viavai nei pressi del porto. Navi di ogni dimensione attraccate ovunque, vaporetti e vecchi velieri, carri che venivano caricati e scaricati, persone che salivano a bordo di carrozze in attesa, un treno merci che si era appena fermato, con un fischio, sulla banchina adiacente. Le orecchie furono travolte da un vortice di parole inglesi che avevano un suono completamente diverso dalla pronuncia delle sue insegnanti. Del resto, quella non era un'aula di scuola, ma la realt. Dove la straniera, la cui lingua non era compresa da nessuno, era lei.
Prima di cadere nello sconforto, strinse a s la borsa proteggendola dalla calca, e acceler il passo per stare dietro al facchino. Gli diede qualche penny, che lui si mise in tasca annuendo per poi scomparire tra la folla. Charlotte guard l'ingiallito manifesto delle partenze appeso dentro una teca di vetro.
Il segretario di Sir Andrew Clayworth, membro del Parlamento e suo futuro datore di lavoro, le aveva inviato una lettera con indicazioni precise. Da Dover doveva prendere il treno per Dorking, nella contea del Surrey, dove sarebbero venuti a prenderla in carrozza. Treni e traghetti erano ben collegati, non avrebbe aspettato molto, ma not con preoccupazione che sarebbe comunque arrivata a Dorking con il buio.
Il treno era previsto per le cinque e mezzo, ed era in ritardo. Altri passeggeri in attesa iniziarono ad agitarsi, fumavano, continuavano ad alzare gli occhi verso l'orologio o ricontrollavano il cartellone delle partenze. Le ombre si allungarono e un frescolino autunnale spazz via gli ultimi scampoli di quel tiepido pomeriggio di settembre. Una raffica di vento arriv sulla banchina sollevando un mucchietto di foglie e facendo vacillare i cappelli delle persone assiepate.
Alle sei e otto minuti comparve il capostazione, con la sua divisa elegante, e passando tra la gente annunci che, a causa di un incidente nei pressi di Dover, quella sera il treno non sarebbe partito. Una carrozza era rimasta incastrata nei binari: per sgomberare il passaggio e ripristinare la linea ci sarebbe voluto fino a notte inoltrata.
Charlotte rest immobile sulla banchina, imbambolata. Alcuni passeggeri se ne andarono con una semplice alzata di spalle, altri continuavano a guardarsi intorno titubanti.
Deglut. La cosa pi importante era mantenere la calma. Doveva trovare un alloggio per la notte e prendere il primo treno il mattino successivo. Non c'era modo di avvertire il suo datore di lavoro. O forse... con un telegramma? Ma l'ufficio postale probabilmente era gi chiuso...
Miss, posso aiutarla in qualche modo?
Charlotte descrisse la situazione al capostazione, e l'uomo annu comprensivo. S, l'ufficio postale ha gi chiuso. Ma il telegramma non sarebbe arrivato in tempo comunque, se la destinazione, come dice,  un po' fuori Dorking. La cosa migliore  che si prenda una stanza. Il primo treno, domani,  alle otto e mezzo. Pu usare lo stesso biglietto.
Grazie, molto gentile disse Charlotte riprendendo coraggio. Potrebbe consigliarmi una pensione con camere... a buon mercato?
Lui sorrise. S, Miss. Che buffa coincidenza: ho una sorella, vedova, che abita qui vicino al porto e affitta camere ai viaggiatori. Nel prezzo  compresa anche una bella colazione.
Grazie, la ringrazio moltissimo ripet Charlotte. Poi diede un'occhiata ai bagagli.
Prenda solo quello che le serve... se vuole pu lasciare le valigie qui in stazione, le metto sotto chiave.
L'uomo non volle sentire ulteriori ringraziamenti, scrisse su un foglietto il nome e l'indirizzo della sorella e accompagn Charlotte fuori dall'edificio per indicarle la strada.
Rimasta sola, sospir pensando che la carrozza di Sir Andrew l'avrebbe aspettata a Dorking invano. Essere inaffidabile gi all'arrivo non era certo un buon inizio; sperava solo che il cocchiere venisse a sapere del treno annullato. Si morse un labbro, gli occhi le bruciavano per le lacrime.
Come per magia, proprio in quel momento il sole si apr un varco tra le nuvole, illuminando le scogliere dall'altra parte del porto. Il grigiore del castello brill di una luce dorata. Charlotte rest senza fiato a osservare le imponenti mura orlate da torrette, che da lontano apparivano cos solide, inespugnabili, come se l'epoca dei cavalieri non fosse mai finita.
Raggiunta la casetta in mattoni rossi indicatale dal capostazione, Charlotte sbatt il batacchio della porta dipinta di verde, vicino alla quale si apriva un ampio bovindo da cui filtrava un flebile raggio di luce.
Mrs. Ingram, una robusta donna di mezza et, apr con il fiatone, come se avesse appena sceso le scale di corsa. Si sistem una ciocca di capelli sfuggita alla crocchia e guard Charlotte con aria interrogativa.
Buonasera Mrs. Ingram. Le porto i saluti di suo fratello. Il mio treno  stato annullato, e mi ha detto che forse potrebbe avere una camera per me.
Mrs. Ingram la squadr con un'occhiata severa. Viaggia da sola?
S, domani proseguo per il Surrey.
Non  di queste parti?
Charlotte scosse la testa e si present.
Tedesca? Ma allora ha alle spalle un lungo viaggio. La donna parve ammorbidirsi. Entri, prego. Martin  un uomo di cuore. Mi manda sempre i passeggeri in difficolt.
Il corridoio aveva un buon profumo, di cera per pavimenti e limone. Mrs. Ingram indic una porta. L verr servita la colazione, dalle sette alle otto e mezzo. La sua stanza  di sopra.
Charlotte s'inform sul prezzo, ma quella cifra in scellini e penny le diceva ben poco, per cui dovette sforzarsi di calcolare il cambio. Tutto sommato un prezzo onesto.
Si paga in anticipo aggiunse la donna, cos l'altra apr subito la borsa, tirando fuori i soldi dal portamonete.
Purtroppo stasera non posso offrirle pi nulla da mangiare, perch attendo visite. Le mostro la stanza e poi le indicher la strada per una piccola locanda qui vicino, adatta anche a una donna che viaggia da sola. L potr consumare un pasto caldo.
Charlotte segu la padrona di casa, che la guid, alla luce di una lampada a petrolio, su per una scala stretta. La casa era pulitissima, ma buia. Le pareti erano rivestite di legno, le tappezzerie e i mobili alternavano toni marroni e verde scuro, tanto che sembrava di essere in mezzo a un bosco. Mrs. Ingram apr una porta e lasci entrare la sua ospite. La camera aveva una finestra con vista sul porto, era ordinata ma buia come il resto della casa. Perfino i quadri alle pareti, raffiguranti paesaggi autunnali, erano perfettamente abbinati all'atmosfera.
Charlotte era lieta di aver trovato un alloggio economico. Va benissimo, Mrs. Ingram, la ringrazio molto. S, andr a mangiare qualcosa prima di ritirarmi.
La padrona di casa la riaccompagn di sotto e, dall'ingresso, le indic una casa che distava nemmeno cento metri. Vede,  l,  vicinissimo... Un'ultima cosa: quando torna, sar impegnata. Le lascio la chiave sotto questo vaso; per favore faccia piano quando sale.
Charlotte ringrazi ancora una volta e si avvi verso la locanda.
Come previsto da Mrs. Ingram, la accolsero senza troppe domande, le offrirono un posto vicino al camino e la servirono con rapidit e premure. Ordin un ottimo pasticcio di carne e verdure e un bricco di t e, una volta sazia, si appoggi allo schienale per godersi qualche attimo di tranquillit.
Se qualche mese prima le avessero detto che si sarebbe cercata un impiego all'estero e avrebbe attraversato da sola la Manica, non ci avrebbe mai creduto. Trasferirsi dal paesino del Brandeburgo in cui era nata in una citt come Berlino era stato gi un passo coraggioso, ma era nulla a confronto di quel salto nel vuoto.
Dopo aver pagato, Charlotte s'infil la giacca e si avvi verso casa di Mrs. Ingram. La gonna fu sferzata da un vento freddo, mentre in lontananza, sulla superficie del mare, i gabbiani garrivano... Nonostante la stagione, era stata una traversata relativamente tranquilla. In caso di tempesta probabilmente avrebbe rinunciato.
Il castello troneggiava come un'ombra scura sulla citt. Charlotte si ripropose di tornare l in estate e fare una passeggiata lungo le scogliere: la vista sul canale sarebbe stata magnifica. Forse con il bel tempo avrebbe potuto vedere addirittura la Francia.
Arrivata a destinazione, recuper la chiave sotto il vaso e apr la porta, ma mentre iniziava a salire le scale un rumore la ferm. Veniva dalla stanza sul davanti, quella con il bovindo affacciato sulla strada.
Charlotte non voleva origliare, ma avvertiva suoni cos strani che non pot fare a meno di tendere le orecchie.
Ud una voce di donna, una specie di cantilena che sembrava una preghiera. Aveva un che di inquietante e Charlotte sent il cuore accelerare i battiti mentre saliva un altro gradino. Il mormorio divent pi forte, ora poteva distinguere qualche frase: Parla con noi, Ti stiamo chiamando... Fiss la porta con sospetto: quanto avrebbe desiderato poterla trapassare con lo sguardo.
Quelle voci non le piacevano per niente, e tutto a un tratto l'idea di trascorrere la notte l le sembr molto meno invitante. Forse poteva salire di sopra in punta di piedi, prendere la borsa e andarsene - s, ma dove? - oppure uscire e cercare di dare un'occhiata attraverso il bovindo, nella speranza di calmarsi. Cos torn verso l'ingresso quasi senza respirare, sgattaiol fuori e si appoggi alla parete per dare una sbirciatina. Le tende erano tirate, ma trov uno spiraglio da cui si intravedeva parte della stanza.
Il salotto era simile al resto della casa, gli stessi mobili scuri. Vedeva solo Mrs. Ingram seduta a un tavolino, di spalle, insieme a un'altra signora.  L'ambiente era illuminato da tre candele bianche poggiate sul tavolo. Entrambe tenevano un dito su un bicchiere rovesciato, che si trovava in mezzo a loro, sul piano. La sconosciuta aveva gli occhi chiusi e stava muovendo le labbra.
Che fosse... una seduta spiritica? Charlotte ne aveva sentito parlare, ma non aveva mai visto niente di simile con i suoi occhi. A Berlino non era una pratica diffusa, di sicuro non presso i suoi datori di lavoro, gente concreta e pragmatica. Continu a osservare, affascinata e incuriosita, ma non riusciva a vedere se il bicchiere si stesse muovendo. Poi sent dei passi in strada e fu costretta a rientrare in casa di corsa. Fece un respiro profondo, sal di sopra e chiuse a chiave la porta.
Nell'oscurit, cerc la lampada a petrolio che aveva intravisto sul tavolo e la accese con un fiammifero. Si tolse la giacca e si sfil gli stivali. Nonostante il lungo viaggio, era troppo turbata per mettersi a dormire, cos si mise seduta sul letto e pens allo strano rituale a cui aveva assistito. Mrs. Ingram le era sembrata un tipo con i piedi per terra, cosa che rendeva ancora pi stupefacente il fatto che avesse organizzato una seduta spiritica. O forse in Inghilterra era un passatempo abituale come l'uncinetto e le carte?
Poi le venne in mente di aver notato in corridoio la foto di un uomo distinto con la barba grigia, la cornice ornata di un velo da lutto. Che la vedova stesse cercando di stabilire un contatto con il defunto marito? Quel pensiero attenu un po' lo stupore, ma l'idea che Mrs. Ingram stesse tentando di attirare lo spirito di un morto in quella casa la fece rabbrividire. Se poco prima l'episodio le era sembrato quasi divertente, adesso la prospettiva di dormire da sola in quel luogo sconosciuto la intimor.
Si diede una scrollata, come per liberarsi di quella paura irrazionale, e tir fuori la lettera inviatale da Sir Andrew Clayworth.
Chalk Hill, luglio 1890
Gentilissima Miss Pauly,
sono lieto di sapere che siamo giunti a un accordo e che accetta volentieri l'incarico di istitutrice di mia figlia Emily. Adesso non le resta che chiarire con il mio segretario tutte le formalit e le questioni pratiche.
La attendo con ansia e, affinch possa iniziare il suo lavoro con la dovuta preparazione, le racconter alcune cose su mia figlia. Emily ha appena compiuto otto anni.  una bambina affettuosa e ubbidiente, che d grandi gioie a tutte le persone che la conoscono. Adora disegnare e fare piccoli lavoretti con la carta. Ha mostrato un certo talento musicale e suona il pianoforte da un bel po' di tempo. Finora purtroppo nessuna delle insegnanti che ha avuto ha soddisfatto le mie aspettative, per questo ho apprezzato moltissimo le sue eccellenti referenze. Il ricamo e il cucito non rientrano tra le sue occupazioni preferite, ma spero che sotto la sua guida esperta questo possa cambiare. Emily gode adesso di buona salute, cosa di cui sono molto grato, visto che per molto tempo non  stato cos. Ora che il peggio sembra passato, pu finalmente praticare sport, attivit che considero molto importante anche nell'educazione femminile. Quindi  mio desiderio che nella sua giornata trovino spazio passeggiate, partite di croquet e quant'altro. Oltre a tenere il corpo in movimento, questi passatempi servono anche a scacciare idee strampalate e fantasticherie infantili, e contribuiranno a fare di Emily una ragazza forte e pragmatica, capace di affrontare qualunque situazione. Come le ho gi detto, mia moglie, nonch l'ottima madre di Emily, dalla scorsa primavera non  pi tra noi. La sua dipartita  stata un duro colpo e da allora la nostra casa  come oscurata
da un'ombra. Tuttavia, spero che con la sua amorevole severit e la variet dei suoi insegnamenti lei possa aprire alla bambina la strada verso il futuro.
Sar lieto di illustrarle tutte le regole e le consuetudini della
nostra casa quando arriver qui a Chalk Hill. Come da accordi,
una carrozza verr a prenderla alla stazione.
Le auguro un buon viaggio.
Cordiali saluti,
Sir Andrew Clayworth
Charlotte pos la lettera e si appoggi alla testiera del letto. Piuttosto formale, pens, ma tutto sommato gentile. La descrizione della figlia non preannunciava niente di allarmante, sembrava una qualunque bambina di otto anni. Il fatto che fosse triste per la morte della madre, scomparsa da pochi mesi, era del tutto naturale; con i giusti metodi e la dovuta accortezza sarebbe riuscita a farle superare quel brutto periodo.
Rimise la busta nella borsa, quindi si sciacqu il viso, asciugandosi con una salvietta che profumava di lavanda. Si svest e sciolse i capelli biondo cenere, per poi ravviarli con lunghi ed energici colpi di spazzola. Intanto fissava la sua immagine riflessa nello specchio: occhi grigi, naso dritto, bocca armoniosa. Non era una bellezza appariscente, ma era sempre stata soddisfatta del suo aspetto. Ripose la spazzola e scosse i capelli: da bambina voleva portarli sempre sciolti, opponendosi alla madre e alla sua stupida fissazione per le trecce. Appena restava in camera da sola con le sorelle, scioglieva le trecce e scuoteva la testa fino a quando i capelli non svolazzavano liberi. Elisabeth e Frieda ridevano come matte e lei pensava alla poesia di Annette von Droste-Hlshoff.
Son quass, in alto, sul balcone della torre,
lambita dagli stridii degli stormi, e come una
menade lascio che il vento mi scompigli i
capelli svolazzanti.
Queste prime righe le erano sempre piaciute molto di pi delle ultime, che le davano un'idea di sconfitta.
Devo star seduta come una bambina ammodo,
e solo in segreto posso sciogliere le mie
trecce, come farfalle nel vento.
Charlotte diede un'ultima occhiata alla sua immagine nello specchio. S, era in Inghilterra. Era arrivata.

2.

Il mattino seguente, Mrs. Ingram le serv un'abbondante colazione: uova strapazzate, pancetta, pesce affumicato, pane tostato e imburrato, e un grosso bricco di t caldo con il latte.
Charlotte si gust il pasto osservando il salotto intorno a lei con aria furtiva. Stava mangiando allo stesso tavolo dove, poche ore prima, aveva avuto luogo quella strana seduta spiritica. Osserv la padrona di casa dare l'acqua alle piante, ma non ebbe il coraggio di fare domande, perch avrebbe dovuto ammettere di averla spiata.
Il castello  davvero imponente disse invece. Se avessi pi tempo, lo visiterei volentieri.
Alcune persone vengono a Dover apposta. Ma immagino ci siano castelli anche in Germania.
Lo disse con una nota di disprezzo, come se le fortezze tedesche non potessero competere con quelle inglesi, cosa che risvegli subito il suo spirito di contraddizione.
Ma certamente! Una volta ho avuto il piacere di risalire il Reno insieme alla famiglia presso cui insegnavo allora. Un paesaggio da favola, davvero: una fortezza dopo l'altra, alcune su isolette in mezzo ai flutti, altre su scogliere a picco sul fiume. E i vigneti, sui declivi soleggiati... una zona bellissima.
Mmm... si limit a replicare Mrs. Ingram. A me piacciono moltissimo le nostre fortezze. Il castello di Dover sorveglia il nostro porto da secoli, nessuna nave nemica  mai approdata qui continu, tamponando con un panno le foglie delle piante appena annaffiate.
Charlotte torn alla sua colazione, stupita di quel campanilismo. Probabilmente Mrs. Ingram non aveva mai messo il naso fuori dall'Inghilterra, ma era comunque convinta che non esistesse Paese pi bello del suo. Charlotte si era riproposta di osservare tutto con obiettivit, evitando di fare continui paragoni con la sua patria. Alcune cose sarebbero state peggiori, altre migliori, molte del tutto estranee, ma era proprio questo che la entusiasmava: voleva vedere quanto possibile, collezionare impressioni, incontrare persone nuove.
Finita la colazione, si conged da Mrs. Ingram. Erano luna di fronte all'altra, in corridoio: l'anziana la scrut a lungo e poi scosse la testa in modo enigmatico.
Mrs. Ingram, che c'? domand Charlotte stupita, sistemandosi il cappello. Qualcosa non va?
No, no, tutto bene... Solo che...  stata solo un'impressione. Fece un movimento rapido con la mano. Le auguro buon viaggio.
Eppure, mentre si avviava verso la stazione, Charlotte continu a sentire lo sguardo della donna alle spalle.
Il cielo si era rabbuiato, aveva iniziato a piovigginare. Charlotte si era alzata presto, in modo da poter inviare un telegramma a Sir Andrew Clayworth per comunicargli il suo arrivo con un giorno di ritardo. Sper di non dover aspettare troppo a lungo a Dorking, visto che il tempo stava peggiorando.
Mentre ringraziava di nuovo il capostazione per l'aiuto, lui sembr quasi scusarsi per la pioggia, come se la colpa fosse sua.
 strano, in realt nelle ultime settimane c' stato quasi sempre il sole spieg.
Charlotte lo guard stupita, poi le venne in mente che in Inghilterra il tempo era sempre un valido argomento di conversazione. Forse in compenso l'autunno sar pi clemente.
Glielo auguro di cuore, Miss, disse lui annuendo cos potr conoscere la nostra terra in circostanze ottimali. Il suo treno arriver a momenti. Buon viaggio.
Grazie ancora,  stato gentilissimo. E porti i miei saluti a sua sorella. Si chiese se l'uomo fosse a conoscenza delle sedute spiritiche di Mrs. Ingram e all'improvviso la paura provata la sera prima la fece sorridere: lei non era proprio il tipo da credere a quel genere di cose. Ripensandoci, quella vedova che cercava di richiamare in vita il marito dall'aldil le fece quasi pena.
Un facchino port le sue valigie nello scompartimento. Charlotte si affacci al finestrino e salut ancora il capostazione, finch il treno si mosse e lentamente scivol fuori dalla stazione in una nuvola di vapore. Diede un'ultima occhiata al maestoso castello e al grigiore sconfinato del Canale della Manica, poi si sedette appoggiandosi allo schienale, con lo sguardo rivolto al finestrino per osservare il paesaggio, reso ancora pi verde e rigoglioso dalla pioggia. Per un po' il treno prosegu lungo la costa, accompagnato dal canale, quindi dopo Folkestone i binari svoltarono verso l'entroterra.
Una zona perlopi pianeggiante, qualche collinetta, immense radure, paesini con casette a traliccio e grandi chiese in pietra grigia: in mezzo a quel paesaggio, il treno sfilava come un corpo estraneo. Molti campanili erano quadrati e con i loro merli ricordavano i torrioni delle fortezze medievali. Le pecore pascolavano sotto il cielo infinito. Charlotte osserv incuriosita una serie di buffe costruzioni: torrette rotonde, con tetti conici in ardesia che culminavano con una punta, bianca e storta.
Si rivolse a un signore anziano, dal colletto bianco come un ecclesiastico, e gli chiese cosa fossero quelle strane costruzioni.
L'uomo, che si present come il reverendo Horsley, sorrise. Miss, sono essiccatoi per il luppolo. Le foglie fresche vengono raccolte, sparpagliate e poi seccate su un fuoco. E infine portate ai birrifici.
Che carini, mi ricordano i cappelli degli gnomi osserv Charlotte.
Il reverendo le chiese da dove venisse, e poi aggiunse: Anche nella sua terra avrete senz'altro qualcosa di simile. Ho sentito dire che fate un'ottima birra.
Continuarono a chiacchierare, e il tempo vol. Lui si compliment per la sua pronuncia e per la scelta coraggiosa di lavorare all'estero.  un vantaggio per i nostri bambini avere insegnanti stranieri: favorisce il dialogo tra i popoli. Molta gente crede che quest'isola sia il centro del mondo. Un pizzico di modestia in pi non guasterebbe, anzi sarebbe doverosa per un buon cristiano. Come dice l'Antico Testamento: "L'orgoglio dell'uomo ne provoca l'umiliazione, l'umile di cuore ottiene onori".
Io sono molto felice di aver trovato questo lavoro in Inghilterra. Non  stato facile, qui ci sono molte istitutrici.
Sono convinto che avere una governante tedesca o francese accresca il prestigio di una famiglia. E che entrambe le parti possano trarne beneficio. Per non parlare dei bambini, che hanno la fortuna di imparare una lingua straniera da una persona madrelingua. E poi dicono che le istitutrici tedesche siano molto portate per la musica.
Lei  molto gentile, reverendo rispose Charlotte. Le sue parole mi danno coraggio. Spero che a Chalk Hill sar accolta con lo stesso calore.
Il reverendo ebbe un attimo di esitazione. Ha detto "Chalk Hill"?
S, la casa di Sir Andrew Clayworth, il parlamentare. Lo conosce?
Il reverendo annu. S... una storia molto triste la sua. Ma comunque si sfreg le mani, come a voler chiudere un capitolo, "sia che viviamo, sia che moriamo, siamo dunque del Signore" dice san Paolo ai Romani. Bisogna voltare pagina e guardare avanti.
Charlotte annu, ma quella strana osservazione la rese pensierosa.
A Dorking un facchino prese le sue valigie e le port fuori dall'edificio. Quando il treno ripart fischiando, mentre il reverendo la salutava un'ultima volta dal finestrino, ebbe l'impressione che dietro di lei si fosse chiusa una porta. Da quel momento in poi poteva contare solo su se stessa, non c'era pi ritorno.
Davanti alla stazione non trov nessuna carrozza ad aspettarla. Si guard intorno indecisa, ma le poche persone in giro non fecero il minimo caso a lei. Non os rivolgersi a nessuno e pens che sarebbe stato difficile trovare un altro angelo custode come il capostazione di Dover. Con tutti quei bagagli non poteva nemmeno allontanarsi per chiedere informazioni su come raggiungere Chalk Hill. Poteva solo aspettare, non aveva scelta.
Si accorse di avere fame. Ormai era passato diverso tempo dalla colazione, ma in quella situazione non poteva certo andare a cercare un ristorante o un forno.
Rimase davanti alla stazione, le valigie di fianco e la borsa stretta al corpo, a osservare il viavai della gente. All'angolo not un albergo chiamato "Star and Garter", e fu da l che vide avvicinarsi la salvezza. Un giovane stava spingendo un carrettino verso la stazione, strillando: Panini con l'uvetta! Panini al prosciutto! Anguille in gelatina! Tutto freschissimo!.
L'idea di mangiare anguille in gelatina a quell'ora, per strada, le sembr piuttosto stramba, ma un panino al prosciutto poteva concederselo. Fece un cenno al giovane e ne compr uno, contando attentamente le monetine.
Il ragazzo si diede un colpetto sul cappello. Grazie Miss! e se ne and alla ricerca di altri viaggiatori affamati.
Charlotte addent il panino con avidit. Che la guardassero pure, in quel momento la sua fame era pi forte di qualunque senso delle convenienze. Era cos concentrata sul cibo che non fece caso alla carrozza che si stava fermando proprio davanti all'edificio. All'improvviso da dietro le giunse una voce maschile che la fece sussultare. Si gir e arross rendendosi conto di avere ancora la bocca piena.
Davanti a lei c'era un uomo sulla cinquantina, con un'elegante divisa marrone e un cappello di tweed. Intorno al collo, un fazzoletto rosso. Il suo viso irsuto sembrava ruvido, ma amichevole.
Miss Pauly?
Charlotte annu e finalmente riusc a mandare gi il boccone.
Io sono Wilkins, il cocchiere che la porter a Chalk Hill. Sono venuto ieri, ma mi hanno detto che il treno da Dover era stato cancellato.
S, esatto. Ho passato la notte l e spedito un telegramma stamattina. Spero sia arrivato.
Wilkins si strinse nelle spalle. Di questo non so nulla. Sir
Andrew mi ha mandato qui contando sul fatto che avrebbe preso il primo treno stamattina. Queste sono le sue valigie?
Indic le due borse, e Charlotte annu. Dopo averle caricate nel portabagagli della carrozza, l'uomo la aiut a salire. Qui c' una coperta, in caso avesse freddo...
Parlava in dialetto, tanto che Charlotte dovette sforzarsi per capire, per aveva modi molto cortesi. Si guard intorno un'ultima volta e si accomod a bordo.
La famiglia Clayworth non viveva a Dorking, ma in un villaggio vicino chiamato Westhumble.
Poco pi di un miglio spieg il cocchiere dalla cassetta. Se lo desidera, posso farle fare un giro della zona.
Volentieri.
Charlotte fu contenta di poter vedere i dintorni e continu a osservare il paesaggio, mentre Wilkins imboccava la strada provinciale. Dorking era un piccolo centro molto grazioso, che presto avrebbe conosciuto meglio. Se Chalk Hill era cos vicina, ogni tanto avrebbe potuto fare delle gite in paese con Emily. A quell'et i bambini sono molto legati alla propria casa e di solito non amano stare in mezzo alla gente, ma lei riteneva un errore assecondarli. A suo avviso era meglio imparare fin da piccoli ad avere a che fare con le persone e a collezionare esperienze utili per il futuro. Certo, considerata anche la recente malattia di Emily, non aveva in mente di sottoporla a lunghe marce, ma una gita a Dorking o una passeggiata nel bosco erano pi che fattibili.
Charlotte si affacci al finestrino, entusiasta, mentre la carrozza abbandonava il centro abitato inoltrandosi in un paesaggio ancora pi verde e selvaggio.
Questa  la strada che porta a Londra spieg Wilkins. Ma la mattina Sir Andrew preferisce prendere il treno,  pi comodo e veloce. La carrozza la usiamo solo per muoverci nei dintorni. Charlotte ebbe l'impressione di cogliere una nota di dispiacere in quest'ultima osservazione.
E laggi cosa c', un fiume?
S, il Mole, che sfocia nel Tamigi.
 un luogo adatto per le passeggiate?
Certo disse Wilkins dopo qualche attimo di esitazione. I sentieri lungo le rive sono molto pittoreschi.
Charlotte pensava gi alle passeggiate con Emily.
Miss, guardi a sinistra!
Ma non vide nulla a parte l'imbocco di una strada.
Quella  la North Downs Way, una delle strade pi antiche d'Inghilterra.  la via che usavano un tempo i pellegrini per andare da Winchester a Canterbury. Salendo verso destra porta a Box Hill, un'altra meta ideale per le escursioni.
Di fronte ai nomi di quelle antiche citt, con le loro celebri cattedrali, Charlotte prov un certo timore reverenziale. C'era cos tanto da scoprire, e lei sper che nonostante il lavoro a tempo pieno - almeno per i primi tempi non erano previste vacanze - prima o poi avrebbe avuto occasione di visitarle.
La carrozza ondeggi verso sinistra seguendo l'indicazione per Westhumble. Attraversarono dei binari, e Wilkins spieg: Vede, Miss, anche noi abbiamo una stazione, ma i treni non arrivano fino a Dover, bisogna per forza cambiare a Dorking.
Poco prima della stazione svoltarono a destra. Tutto intorno si stendevano foreste sconfinate, che avevano gi indossato la loro calda veste autunnale rosso-bruna. In lontananza, su una collina, si ergeva una grande casa signorile dalle mura di un bianco candido.
Miss, siamo quasi arrivati. A destra ci sono Nicols Field e Beechy Wood, oltre la foresta scorre il Mole. S,  un posto bellissimo, in tutte le stagioni. Lass, invece, s'intravede Norbury Park, una casa che ha pi di cento anni.
La Crabtree Lane era una strada lunga e stretta, costeggiata da eleganti ville con vasti giardini. Oltre le alte mura di pietra s'inarcavano i rami di enormi alberi, come a proteggere i singoli possedimenti dalla strada. S, era un bel posto, pens Charlotte, sarebbe stata bene.
Wilkins svolt a destra in un cancello, e il calesse entr scricchiolando su un vialetto di ghiaia. Charlotte allung il collo per vedere la casa. Quando spunt, dietro i cespugli, trattenne il fiato.
Era una costruzione in mattoni dall'aspetto straordinariamente imponente, sormontata da un ampio frontone decorato da tralicci bianchi e neri. Le finestre erano enormi e facevano pensare a stanze molto luminose. La cosa pi bella, per, era la torre rotonda che si ergeva a un angolo dell'edificio, degna di un castello. A sinistra, separata dal resto, c'era una rimessa. La tenuta era circondata da alti alberi e aveva un aspetto a dir poco incantevole, molto inglese.
Miss, benvenuta a Chalk Hill! Wilkins la aiut a scendere e, mentre lui era alle prese con le valigie, la porta si apr e comparve una donna in abito nero accollato, i capelli grigi raccolti in una crocchia. Non le venne incontro, rest immobile sulla soglia e squadr Charlotte, che fu presa dall'angoscia: quella donna aveva qualcosa di respingente, a cominciare dalla postura.
Ma se c'era una cosa che aveva imparato negli anni era che non doveva mostrarsi vulnerabile, n con i padroni n con gli alunni, tanto meno con la servit. Le persone avvertono subito certe fragilit e ne approfittano per attaccare. Quindi raddrizz le spalle e si avvi decisa verso l'ingresso.
Finalmente l'altra fece un passo avanti e abbass appena lo sguardo. Piacere, sono Mrs. Evans, la governante di Sir Andrew. Lei dev'essere Miss Pauly, vero? Pronunci il cognome all'inglese, Poooly, con una "o" infinita, a cui Charlotte avrebbe dovuto abituarsi.
S.
Spero che nonostante il ritardo abbia fatto buon viaggio. Si spost di lato per farla passare.
Grazie.
Charlotte entr e si guard intorno nell'ampio ingresso, ammirando la raffinatezza degli arredi: la porta d'entrata era a vetri colorati, il pavimento a mattonelle bianche e nere, splendenti; sulla sinistra si notavano le grandi scale che conducevano al piano superiore, la cui ringhiera in legno di quercia color miele era stata appena lucidata; le pareti, tappezzate di rosso, rendevano l'ambiente caldo e accogliente, e il grande specchio con la cornice dorata dava all'ingresso un aspetto ancora pi imponente. Proprio in quel momento il sole fece capolino tra le nuvole, filtr attraverso il vetro della porta e disegn sul pavimento un prisma colorato. Charlotte si sent mancare il fiato.
Wilkins porter le sue valigie di sopra. Immagino che lei desideri mangiare qualcosa.
Grazie, volentieri. Non poteva certo presentarsi dicendo di aver mangiato un panino per strada!
La governante la condusse verso un corridoio, che dall'ingresso portava alla cucina e alle altre stanze di servizio. Mrs. Evans apr la porta di una piccola sala da pranzo e la invit a sedersi, poi se ne and.
Charlotte avrebbe voluto chiedere quando avrebbe conosciuto il padrone di casa e la figlia, ma la donna era sparita troppo in fretta, come per liberarsi il prima possibile di un incarico sgradito. La posizione di un'istitutrice non era mai facile: non apparteneva n alla servit n al ceto dei padroni; le veniva concesso di mangiare con i signori, ma spesso all'altro capo del tavolo, in mezzo ai bambini, o addirittura in un tavolo separato insieme ai suoi protetti. Il pi delle volte doveva sopportare sia la condiscendenza del datore di lavoro, sia l'ostilit dei domestici.
Charlotte lo sapeva, e aveva imparato a difendersi: in quel momento, per, da sola in quella casa sconosciuta si sentiva insicura. Si alz per avvicinarsi alla finestra che dava su uno splendido giardino. Nessuna aiuola recintata, ma tante chiazze variopinte di crisantemi, gerbere e astri, che sembravano unirsi in un enorme mazzo. Tutt'intorno, un folto tappeto verde, ai piedi di alberi centenari. Era ancora immersa nel paesaggio quando sent bussare alla porta. Entr una giovane cameriera con un vestito nero, su cui spiccavano il grembiule e la cuffietta bianchi. Poggi un vassoio sul tavolo facendo un inchino.
Benvenuta, Miss. Io sono Susan. Se adesso vuole accomodarsi...
Sul vassoio c'era un piatto di arrosto freddo e verdure sott'olio, insieme a pane tostato, burro e un bricco di t.
Se ha bisogno di altro, per favore suoni. Fece un altro inchino e si volt verso la porta.
Susan, sapresti dirmi se Sir Andrew  in casa? si affrett a chiederle Charlotte.
No, Miss, non c', torna stasera. Oggi pomeriggio c' una seduta in Parlamento.
E Miss Emily?
Miss Emily  in visita al reverendo a Mickleham. La conoscer appena torna. E scomparve.
Charlotte non aveva un grande appetito ma si costrinse a mangiare lo stesso, assaporando con calma ogni boccone. Il silenzio, nella sala, era cos perfetto che le sembrava di sentire addirittura i battiti del proprio cuore.
Dopo un'eternit - o almeno fu questa la sua impressione - oltre la porta risuonarono dei passi ed entr Mrs. Evans seguita da Susan. Ha finito di mangiare, Miss Pauly?
S, grazie, buonissimo. Spinse il piatto di lato e si alz.
Con un solo gesto, allo stesso tempo aggraziato e imperioso, la governante indic la porta. Se vuole seguirmi... le mostro la sua stanza.
Ricondusse Charlotte verso l'ingresso e poi su per le scale, al primo piano, con un passo cos veloce che la ragazza non ebbe il tempo di ammirare gli arredi delle sale. Di nuovo la turb il silenzio: perfino il suono dei suoi passi era attutito dai tappeti orientali.
L'esile figura della governante si muoveva con eleganza, tenendosi la gonna con una mano. Con i suoi stivaletti da viaggio e il tailleur di lana, Charlotte si sentiva goffa.
Giunte sul pianerottolo, Mrs. Evans indic una porta a sinistra. Questa  la camera di Miss Emily. Subito a destra c' l'aula in cui le far lezione. Le stanze di Sir Andrew invece sono al piano terra. Pass oltre senza mostrare a Charlotte i locali, e apr una porta nascosta dalla tappezzeria all'altro capo del corridoio. Da l una scala a chiocciola in pietra saliva verso il piano di sopra. A intervalli regolari, la luce entrava da piccole finestre che ricordavano le feritoie dei castelli medievali.
Mrs. Evans sal. La stanza di Charlotte si trovava proprio in quella torretta d'angolo che aveva colpito la ragazza al suo arrivo. La governante apr una porta e la lasci entrare. Sospirando di stupore, Charlotte ruot su se stessa per abbracciare con lo sguardo quella stanza meravigliosa. Era rotonda, luminosa grazie alle svariate finestre, arredata con mobili su misura. Sul pavimento c'era un tappeto sottile dall'elegante fantasia, e alle pareti acquerelli colorati, probabilmente paesaggi dei dintorni. Sul letto era posato un drappo azzurro, e accanto si trovava il lavabo con un bricco, una ciotola di porcellana bianchissima e un portasciugamani. C'era anche un piccolo scrittoio, con un calamaio e un plico di fogli.
In quella stanza accogliente e luminosa, le sue due valigie scure sembravano corpi estranei.
 bellissima, Mrs. Evans. Mi trover molto bene.
Lo sguardo della governante rest impassibile. Da qui potr raggiungere in un attimo l'aula e la stanza di Miss Emily.
S, certo.
Charlotte si guard intorno ancora una volta. Questa stanza... sembra cos vissuta. E arredata con molto amore.
Era la stanza da ragazza di Lady Ellen Clayworth.  cresciuta qui... questa era la casa dei suoi genitori.
Charlotte aspett, nel caso la donna volesse raccontarle qualcos'altro sulla defunta padrona di casa. Mrs. Evans, per, disse soltanto: Adesso  meglio che vada, cos potr disfare i bagagli con calma. Verr a chiamarla pi tardi.
Charlotte rest immobile fino a quando la porta non si chiuse e i passi si allontanarono sulle scale. Fece un altro giro su se stessa per ammirare ancora la sua nuova stanza: pi bella di cos non avrebbe potuto essere.
Tuttavia trovava strano che il padrone di casa l'avesse assegnata proprio a lei, un'estranea, visto che era un luogo molto legato al ricordo della moglie. O magari lo aveva fatto di proposito per scacciare gli spiriti?
Scosse la testa. Era quello che aveva visto a Dover a suscitarle pensieri cos assurdi?
Si avvicin a una finestra e guard fuori: da l si vedeva la strada per la quale erano arrivati, mentre le altre finestre erano affacciate sull'enorme giardino e sulla foresta.
Charlotte si allontan dal vetro e inizi a disfare le valigie. Non ci volle molto: appese i vestiti nell'armadio, sistem gli oggetti sul cassettone, ordin su un ripiano i libri di scuola che aveva portato con s e poggi sul comodino una foto dei genitori e delle sorelle. Poi si sedette sul letto e si mise in attesa, nel silenzio pi assoluto. A un tratto sent un rumore di ruote sulla ghiaia e si avvicin alla finestra. Non riusc a vedere la persona che stava scendendo dalla carrozza, probabilmente Miss Emily di ritorno dalla sua visita al reverendo.
Cerc di leggere un po', ma quel silenzio la demoralizzava, cos prese in mano il diario al quale ogni tanto, senza regolarit, affidava i suoi pensieri. Seduta allo scrittoio intinse la penna nel calamaio.
Oggi sono arrivata a Chalk Hill. Ancora non so dire molto sulla famiglia con la quale vivr. Il cocchiere  un gran chiacchierone, la governante fredda e severa, la cameriera amichevole, ma sembra avere molta paura della governante. La casa  arredata con gusto e il paesaggio  meraviglioso, ma da quando sono arrivata ho come l'impressione che su ogni cosa regni uno strano silenzio.  vero che Lady Clayworth  mancata da poco, ma non sono certa che il manto di imperturbabilit che sembra avvolgere queste stanze sia dovuto al lutto. Ma forse mi sto facendo travolgere da idee assurde perch sono qui da sola in questa torre, come le principesse delle favole. Gi, le favole. Ho portato una raccolta dei fratelli Grimm, scrittori eccezionali, anche se il mio ultimo datore di lavoro non ne aveva una grande considerazione. Per ho pensato che se la mia alunna deve imparare il tedesco, forse con i Grimm sar pi facile, invece che con i soliti esercizi di dettato e grammatica. Inizier con qualcosa di semplice, per esempio la favola della pappa dolce, per poi passare a storie pi complesse e spaventose.
Scrivendo il mio umore  migliorato, e guardo fiduciosa all'incontro con la famiglia.
Sent dei passi, e mise gi il pennino. Qualcuno buss. S?
Era Susan. Se potesse scendere, Miss Pauly... Miss Emily  pronta.
Grazie, vengo subito.
Charlotte si guard allo specchio e si spazzol i capelli. Poi si chiuse la porta alle spalle e segu Susan di sotto. La domestica la condusse in quella che Mrs. Evans le aveva indicato come "l'aula".
Mentre Charlotte entrava il cuore le batteva forte: conoscere una nuova allieva era sempre un'emozione: una bambina del tutto sconosciuta con cui da quel momento avrebbe trascorso gran parte della giornata, per cui sarebbe stata un'insegnante ma anche un po' una madre. Dette un'occhiata veloce alla sala - lavagna con gessetti e cancellino, due banchi con leggio, un tavolo pi grande per l'insegnante, una cartina dell'Inghilterra e una del mondo, una libreria piena di volumi e altro materiale -, e osserv attentamente la bambina, in piedi davanti al primo banco, gli occhi pieni di aspettativa.
Emily Clayworth aveva i capelli castano scuro, con ricci un po' selvaggi che parevano ribellarsi a qualunque fermaglio. Portava un vestito celeste con un grembiule bianco. Quando la bambina alz gli occhi, Charlotte rest senza fiato: erano i pi azzurri che avesse mai visto, anzi, dell'azzurro pi azzurro che ci fosse in natura. Aveva ciglia lunghe e scure come quelle delle bambole, e lentiggini che spiccavano sul pallore del viso. Era una bambina fuori dal comune, Charlotte lo cap fin dal primo istante.
Ciao Emily, io sono Frulein Charlotte Pauly, la tua nuova istitutrice. Da adesso in poi sar io a farti lezione, tuo padre te lo avr detto. Fece un passo verso di lei e le porse la mano. Piacere di conoscerti!
La mano di Emily era leggera e fredda, era come toccare una farfalla. Piacere mio, Frulein Pauly. La devo chiamare "Frulein" o "Miss"?
Charlotte riflett qualche secondo. Tu cosa preferisci?
Adesso fu la bambina a riflettere. Be', il mio pap ha detto che avere un'istitutrice straniera  una cosa speciale. Quindi preferisco chiamarla "Frulein", cos tutti capiranno subito che  tedesca.
Risposta acuta, Emily. Charlotte guard Susan, rimasta sulla porta. Adesso puoi lasciarci sole, grazie.
La ragazza fece un inchino. Benissimo, Miss. Vi chiameremo per il t.
Ma quando la porta si chiuse, Charlotte not una sorta di insicurezza nella nuova alunna. Sorrise e la invit a prendere posto a uno dei banchi. All'inizio ti parler in inglese, tranne che nell'ora di tedesco, ovviamente. Render le cose pi facili.
La bambina sembr stupita.
Che succede?
Emily esit e fiss il pavimento.
Coraggio, puoi dirmelo.
Mi hanno detto... il reverendo Morton, ma anche pap e la mia nanny... che le istitutrici sono molto severe.
E quindi? domand Charlotte con dolcezza.
Emily tacque, ma alz gli occhi verso la porta, per timore o forse in cerca di aiuto.
Non devi avere paura di me disse Charlotte in tono amichevole, facendo un altro passo verso di lei.
Emily si morse un labbro. Invece un po' paura di lei ce l'ho. Pap ha detto che adesso le cose diventano serie e che il tempo di giocare  finito. Adesso devo imparare e diventare una signora.
Certo, devi imparare molte cose e diventare una signora, ma non succeder da un giorno all'altro. Faremo tutto con calma. E se t'impegni e fai i compiti per bene sarai una bravissima alunna, ne sono sicura. Finora chi ti ha fatto lezione?
Prima Miss Pike. Ma adesso non c' pi.
E cosa hai imparato, con lei?
A leggere, scrivere e a fare i conti. Esit. Avrebbe dovuto insegnarmi anche a suonare il piano, ma non era abbastanza brava. Perlomeno, cos ha detto pap, e l'ha licenziata. Poi  venuta Miss Fleming, ma anche lei non  rimasta molto, perch non sapeva insegnarmi le lingue straniere. E poi pap ha trovato lei. Attraverso un'agenzia di Londra, cos ha detto.
Probabilmente non erano istitutrici professioniste, pens Charlotte, magari perfino senza diploma. Aveva letto che in Inghilterra, a differenza della Germania e soprattutto della Prussia, non c'erano molte scuole di formazione per insegnanti.
Pap ha detto che avere un'istitutrice tedesca  una cosa veramente speciale, e lui vuole solo il meglio per me.
Be', io il piano lo so suonare, t'insegner il tedesco e il francese, e naturalmente anche la matematica, il disegno, il cucito e il ricamo. E s, sono severa, ma so essere anche gentile, se ti comporti bene e sei diligente.
La bambina guard per terra. Allora sono contenta che sia venuta lei sussurr in un tono di voce cos flebile che Charlotte lo percep appena.
A un tratto, le venne in mente un'altra cosa. Prima parlavi di una nanny... era la tua tata?
Emily la guard stupita.  ancora la mia tata. Lo  da quando sono nata.
Era una cosa che Charlotte non aveva considerato. Di solito la tata se ne andava prima che arrivasse l'istitutrice. Era un cambiamento importante, il momento in cui i bambini abbandonavano la fase della prima infanzia e del gioco spensierato; e i maschi, in Inghilterra, lasciavano anche la casa dei genitori. Quindi vive ancora qui con voi?
Emily annu. S, la mamma  morta, e pap ha pensato che fosse meglio non passassi troppo tempo da sola. Quindi nanny  rimasta. Ma non dorme pi nella stanza accanto alla mia. Perch io sono grande e posso dormire da sola.
Capisco. Charlotte decise di fermarsi l, non voleva subissare la piccola di domande gi il primo giorno.
Proprio in quel momento, bussarono alla porta. Prego.
Una ragazza con il viso tondo e i riccioli biondi entr nella stanza. Io sono Nora, la tata. Sono venuta a prendere Emily per il t disse in un tono apertamente ostile.
Che scortesia, pens Charlotte d'istinto, dispiacendosi subito dopo per quel pensiero. Probabilmente Nora era una semplice ragazza di campagna, la cui aria ingenua era accentuata dalle gote rosse e dai boccoli ai lati del viso. Tuttavia il tono in cui le si era rivolta era stato inopportuno, perch Charlotte era l'istitutrice e quindi, nella gerarchia della casa, superiore a una semplice tata.
Emily fece un passo verso di lei, esit e poi guard Charlotte. E Frulein Pauly non beve il t con noi?
Certo, Emily. La tata fiss Charlotte con una punta di irritazione. Miss, ci segua.
Poi si volt, prese Emily per mano e si avvi gi per le scale. Charlotte le segu con un sospiro. In fondo era pur sempre un inizio.

3. Clerkenwell, Londra, dicembre 1888.

Thomas Ashdown appoggi sul foglio la penna stilografica e si pass una mano tra i capelli. Sospir. Era rimasto seduto alla scrivania a scrivere per tre ore; sentiva le articolazioni irrigidite e i muscoli doloranti. Si alz, allung gli arti e si avvicin alla finestra. Era ancora presto, ma il giardino era gi avvolto da un crepuscolo invernale. Poggi la testa contro il vetro, i lunghi capelli scuri gli caddero davanti al viso. Sentiva il cuore pesante. Lucy lo aveva lasciato nell'inverno precedente, in un periodo dell'anno che comunque si ricollega alla perdita e alla caducit della vita e che per lui era diventato ancora pi difficile da sopportare. Fece un respiro profondo per dominare i suoi sentimenti, ma la tentazione di voltarsi era troppo forte.
Era pi di una tentazione; era come se una mano lo afferrasse per un braccio e lo costringesse a girarsi, a guardare dietro di s, l'angolo vicino alla porta dove Lucy sedeva spesso a cucire mentre lui lavorava alla scrivania. La loro vicinanza era cos profonda che lei sceglieva di mettersi l solo per stargli vicino. Non parlavano, ognuno era concentrato sulla propria occupazione, ma era un silenzio piacevole, non c'era bisogno di parole per mostrare quanto fossero uniti.
Lucy era morta, ma ogni tanto aveva la sensazione che fosse ancora l, e non poteva fare a meno di girarsi di colpo per controllare se davvero ci fosse. Restava paralizzato, come in quel momento, sentiva il cuore battere all'impazzata e la schiena bruciare come se fosse stato appena colpito da un fulmine. Girati, Tom... perch non mi guardi?, sembrava chiedere lei.
Perch tu non ci sei, rispose lui con il pensiero.
Ma come puoi dire questo? Io ti vedo! Sei alla finestra, come fai sempre quando cerchi le parole giuste per continuare il tuo lavoro. Girati e guardami,  facile.
La tentazione fu cos forte che dovette stringere i denti per non urlare. Strinse i pugni, deglut e and alla porta, senza voltarsi verso l'angolo. Poi chiam la domestica.
Il minuto che impieg Daisy a raggiungerlo gli sembr un'eternit. Entr e fece un inchino. Desidera qualcosa, signore?
Un t, per favore.
Subito, Sir.
Quando la porta si fu richiusa, finalmente Tom guard quell'angolo. C'era ancora la poltrona, con il tavolino, la lampada e il cestino per il materiale da ricamo.
Ma era vuota. Com'era ovvio che fosse.
Tom si riavvicin alla scrivania e rilesse quello che aveva scritto quel giorno: una recensione su uno spettacolo teatrale e altri due articoli per due quotidiani. In realt stava anche lavorando a un libro, iniziato due anni e mezzo prima e mai concluso.
Perch si era dedicato proprio a Shakespeare, che gli ricordava di continuo Lucy? Erano andati cos tante volte insieme a teatro o a sentire conferenze su quell'argomento. Era un libro sulle figure femminili del famoso drammaturgo e a ogni parola che metteva nero su bianco sentiva la voce di Lucy... sagace e ironica. Tom, Ofelia  una donna debole, come fai a non rendertene conto? Io, al posto suo, farei una bella predica ad Amleto e gli farei passare la voglia di tutti quei capricci, invece di rassegnarmi al mio destino. Era fatta cos: tutta d'un pezzo, piena di energie e di senso dell'umorismo. Pi che un'Ofelia, una Beatrice, quella di Molto rumore per nulla.
Sent un groppo alla gola, e quando arriv Daisy con il t si limit ad annuire. Stava per mandarla via quando la ragazza gli porse una busta. Sir,  appena arrivata questa per lei. Poi se ne and, in silenzio.
Il profumo speziato del t invase la stanza. Tom si riemp la tazza, la zuccher e si sedette con la lettera su una poltrona a orecchioni vicino alla finestra.
Era John Hoskins, un suo vecchio compagno di college di Oxford.
Mio caro Ashdown,
spero che tu possa perdonarmi le parole forti che sto per usare, ma sono stanco di assistere alla tua fuga dal mondo e dai tuoi amici. Ti siamo tutti vicini con il pensiero e non vediamo l'ora di riaverti tra noi... come critico teatrale spietato e divertente, ma soprattutto come amico.
La mia amata Sarah la pensa allo stesso modo e desidera invitarti qui da noi il prossimo fine settimana, in modo che tu esca finalmente dal tuo studio. Qui da noi a Oxford potrai rincontrare vecchi conoscenti, Sarah ha preparato un programma intensissimo... che ovviamente pu essere rivisto e corretto se non hai voglia di mostre e conferenze e preferisci andare a passeggio o bere una birra al pub.
Tom salt le frasi successive, con le novit sui conoscenti, e poi... si ferm impietrito.
Pensa che la sorella di Sarah, Emma, che hai conosciuto qui da noi,  diventata una spiritista. Di recente ha partecipato a una seduta, a Londra, rimanendo molto impressionata dal medium. A quanto pare, l'uomo  stato davvero capace di entrare in contatto con i defunti, che gli hanno raccontato cose incredibili. Io resto molto scettico, ma Sarah  tentata di accompagnare la sorella a una seduta. Ho cercato di dissuaderla dicendo che simili sciocchezze non sono degne di lei, ma senza successo.
Tom credeva moltissimo nella possibilit di esplorare l'animo umano, ma non ai fenomeni soprannaturali o ai fantasmi. S, conosceva storie di persone che avevano sentito avvicinarsi la morte o di orologi che si erano fermati nel momento in cui era deceduto un familiare. Egli stesso aveva un ricordo dell'infanzia che non aveva mai dimenticato.
Era un giorno d'estate, lui era seduto in giardino vicino alla nonna, stavano mangiando ciliegie appena colte. Se lo ricordava perch ne aveva mangiate troppe e dopo gli era venuto un terribile mal di pancia. All'improvviso un'amica della nonna aveva iniziato a correre impazzita per il paese e messo a tutti una gran paura dicendo che suo figlio era morto in un incidente. Il ragazzo, che non viveva pi l da tempo, era apparso nella sua stanza e aveva preso congedo da lei, in un modo che non era in grado di descrivere, senza dire neanche una parola. La nonna di Tom aveva cercato di calmare l'amica, ma non le aveva creduto. Due giorni dopo, la donna in questione aveva ricevuto una lettera in cui le comunicavano che il figlio, ingegnere in una fabbrica nel Nord dell'Inghilterra, era deceduto a causa di un'esplosione insieme ad altre quattro persone.
Tom aveva ripensato spesso a quel pomeriggio, alle ciliegie deliziose e al terribile mal di pancia, ma soprattutto a quella incredibile storia. Allora gli era sembrato assolutamente sensato e coerente che il figlio avesse detto addio in una maniera che si sottraeva a qualunque spiegazione razionale. Crescendo, non ne era stato pi cos convinto. Troppo inverosimile, troppo melodrammatico.
La faccenda  diventata poi ancora pi complicata: la mia adorata Sarah, infatti,  preoccupata per sua sorella che qualche tempo fa ha perso il fidanzato in un incidente e ora spera di entrare in contatto con lui attraverso questo medium, Belvoir, o come diavolo si chiama. Emma ha grosse aspettative ed  sempre pi presa da questa storia, cosa che mi inquieta molto. Ecco, in questa situazione il tuo buonsenso ci sarebbe di grande aiuto.
Tom non riusc a continuare, sui suoi occhi era sceso un velo. Ricordava fin troppo bene quel giorno di sette mesi prima in cui aveva imboccato la stessa strada della cognata di John.
Quando Lucy era morta, in lui si era rotto qualcosa, e con esso anche lo scetticismo di ferro con cui fino a quel momento aveva affrontato questioni come l'aldil e i fantasmi. All'inizio l'aveva sentita ancora cos presente, a casa, da avere la sensazione di toccarla. Udiva i suoi passi, la voce, ne sentiva il profumo, vedeva strusciare l'orlo della sua gonna contro lo stipite di una porta. Di notte si svegliava e allungava il braccio nel letto, perch aveva sentito il suo respiro. Per settimane aveva dormito sul piccolo divano nello studio, per scacciare quelle suggestioni.
Tuttavia, una sera si era sentito cos disperato al punto da cercare un medium a Islington. Aveva letto sui giornali di una donna, piuttosto famosa, e aveva trovato l'articolo sufficientemente credibile. La seduta, per, era stata terribile.
Tom aveva seguito le indicazioni, portando con s alcuni oggetti di Lucy, attraverso i quali la medium avrebbe stabilito il contatto: un guanto, una spazzola e una collana. La donna aveva toccato gli oggetti a lungo, cosa che gi lo aveva un po' irritato, poi era sprofondata in una specie di trance e aveva iniziato a parlare con uno strano tono di voce, acuto e troppo forte, che non assomigliava per niente a quello della moglie defunta. E gli aveva recapitato messaggi cos generici che avrebbero potuto venire in mente a chiunque. Non ci voleva alcun talento soprannaturale, infatti, per capire che Tom sentiva la mancanza della moglie; il presunto spirito gli aveva detto che doveva farsi forza e guardare avanti.
Era stata una scena dozzinale e insopportabile, e lui ripensandoci se ne vergognava, anche se non lo aveva raccontato a nessuno.
Guard la lettera tra le sue mani: sapeva benissimo che passava troppo tempo da solo e di essere stato troppo brusco con diversi amici. Ripieg il foglio e lo rinfil nella busta. La decisione ormai era presa.

4. Chalk Hill, settembre 1890.

Fu uno strano appuntamento per il t. Charlotte era seduta con Nora ed Emily in sala da pranzo, il tavolo apparecchiato con porcellane finissime. L'intero ambiente era arredato con estremo gusto. Nei delicati motivi floreali delle tende e delle imbottiture si vedeva una mano femminile, probabilmente quella della signora appena scomparsa. Una cameriera, che si present come Millie, serv minisandwich al cetriolo e dolcetti con crema e marmellata di lamponi. Prima di servirsi, Emily guardava sempre Nora.
S, ma solo un paio rispose la tata senza cercare di coinvolgere Charlotte nella conversazione. Si stava comportando da insolente... o, pi semplicemente, vedeva in lei una rivale riguardo all'affetto della bambina e alla sua posizione all'interno della casa?
Sei stata malata? domand Charlotte alla piccola senza guardare Nora.
Emily scosse la testa e si serv un pasticcino. Adesso non pi Frulein Pauly, ma devo fare attenzione a quello che mangio, per non ammalarmi di nuovo.
Capisco. Sir Andrew glielo aveva scritto nella lettera.
Emily  una bambina delicata. Non pu fare sforzi eccessivi disse Nora controvoglia, come se quella spiegazione le costasse fatica.
Certo che no. Charlotte bevve un sorso di t, aveva un profumo delizioso. Tu conosci Emily da quando  nata?
S.
Charlotte soffoc un sospiro; non pot fare a meno di sperare che Sir Andrew rinunciasse ai servizi della tata non appena lei e la bambina si fossero abituate luna all'altra. Non avrebbe potuto sopportare a lungo quei monosillabi e quella palese ostilit.
Emily, vivete in un posto bellissimo. Faremo molte passeggiate, cos potrai mostrarmi tutto.
Stavolta Emily rispose senza guardare Nora. Volentieri, Frulein Pauly. Ci sono tante cose da vedere.
Potremmo raccogliere foglie e farle seccare in un album. Da bambina lo facevo sempre propose l'istitutrice sentendosi addosso lo sguardo penetrante di Nora.
S,  una bella idea. Potrei regalare l'album a pap per Natale. Poi si gir verso la porta, come se fosse sicura che suo padre fosse l. Dovrebbe tornare a momenti. Sar felice di conoscerla, sono sicura.
Forse "felicit" non  proprio la parola giusta, quando si tratta della prima volta in cui un datore di lavoro incontra una persona appena assunta, pens Charlotte divertita, ma la bambina lo aveva detto con buone intenzioni.
Se tuo padre  d'accordo, inizieremo con le lezioni gi domattina. In via del tutto eccezionale alle dieci, invece che alle nove, perch devo sistemare le mie cose nell'aula e preparare tutto. E poi d'ora in avanti faremo sempre colazione insieme.
Nora si alz di scatto, la sedia quasi si capovolse, Emily la guard spaventata, si alz anche lei e le poggi una mano su un braccio, un gesto di complicit che Charlotte registr con attenzione. Doveva evitare che Emily si sentisse contesa tra lei e la tata, che in fondo la conosceva da una vita. La cosa migliore era che parlassero a quattr'occhi, per superare ogni divergenza una volta per tutte. Il suo soggiorno a Chalk Hill non doveva iniziare con cattivi presagi.
Nora rest immobile mentre il suo sguardo oscillava tra Emily e Charlotte; la vena le pulsava sul collo come unico segno di vita. Poi deglut e abbass la testa. Sveglier Miss Emily per tempo. Adesso congedati che devi fare ancora qualche lavoretto di cucito. Sai quanto ci tiene tuo padre.
Charlotte sent quanta fatica stesse facendo la tata per dominarsi. Doveva essere cauta. Certo, sono d'accordo. I lavori di cucito sono importanti, anche se non a tutte le bambine riescono facili. Tu come te la cavi, Nora? Sei brava?
La tata esit. Io... be', nel lavoro a maglia e nei rammendi me la cavo bene. Nel ricamo, invece, un po' meno.
Bene, allora tu continua con le cose che sai fare meglio, del ricamo con Emily me ne occupo io.
Nora si limit ad annuire, ma dall'improvviso rossore sulle guance Charlotte cap che non si aspettava un atteggiamento cos amichevole. Diede a Emily una leggera spinta, la bambina si mise davanti alla nuova istitutrice e le strinse la mano.
A domani, Frulein Pauly. Le auguro una bella serata.
Tornata nella sua stanza nella torre, Charlotte pass in rassegna i libri e i quaderni che aveva portato con s. L'aula le era sembrata ben attrezzata, e non vedeva l'ora di iniziare a fare lezione a Emily. Era contenta anche di aver colto l'occasione di inviare a Nora un messaggio di pace. Quando era saltata su, aveva temuto che potesse fare una scenata davanti alla bambina. Con la sua prudenza Charlotte voleva proteggere non solo Emily ma anche se stessa, perch se Sir Andrew Clayworth avesse scoperto che c'era gi stata una lite tra la tata e la nuova istitutrice prima ancora che lui la conoscesse, la cosa non le avrebbe giovato affatto. Il suo rispetto Charlotte doveva ancora guadagnarselo, mentre Nora lavorando l da diverso tempo gi godeva della fiducia del padrone.
Si accomod su una poltrona con un sospiro. Non era facile inserirsi in una nuova casa e capire com'erano i rapporti tra i vari membri, di chi ci si poteva fidare e a chi era meglio non dare troppa confidenza.
D'altra parte, per, era andata l proprio per mettere alla prova se stessa. Non doveva mostrarsi debole, doveva apparire sicura di s e usare la propria esperienza. E tutto sarebbe andato per il meglio.
Bussarono, e lei rispose con voce decisa: S, avanti... prego!.
 tornato Sir Andrew disse Susan facendo capolino. Desidera riceverla adesso e la invita a cenare con lui, stasera.
Grazie, arrivo subito. Charlotte aspett che la porta si fosse richiusa, si lav di nuovo viso e mani e si aggiust l'acconciatura. Poi, con passo sicuro, si avvi gi per le scale a chiocciola.
Un bell'uomo: fu questa la prima cosa che pens, una cosa sorprendente e inopportuna. Di solito Charlotte non faceva molto caso alle apparenze, aveva gi conosciuto molti uomini e sapeva bene che a un bell'aspetto non sempre corrispondeva un buon carattere. Quindi prima di dare un giudizio su una persona, aspettava di conoscerla meglio. Quanto a Sir Andrew, era ancora tutto da vedere. Che fosse bello, si vedeva subito: rasato con cura e con riccioli biondi ben pettinati sulla fronte; vestito in maniera elegante, ma non troppo severa; si alz dalla sedia per accogliere Charlotte con movimenti aggraziati e sicuri di s.
Frulein Pauly,  un grande piacere, per me, conoscerla. Le porse la mano e la invit a sedersi su una sedia davanti alla propria scrivania. Si trovavano nella biblioteca, piena di alti scaffali con libri dall'aspetto molto prezioso. In un angolo vicino alla finestra Charlotte not, con sorpresa, un microscopio e altri apparecchi simili sistemati su un tavolino. Le pareti erano piene di attestati e diplomi che l per l non riusc a leggere, ma non c'era nessun oggetto personale come foto o ricordi.
Appena lei prese posto, anche lui si sedette e un le punte delle dita delle mani.
Spero che il viaggio non sia stato troppo spiacevole. Mi rincresce che abbia dovuto passare la notte a Dover. Purtroppo le ferrovie inglesi non sono sempre affidabili. Anch'io a volte sono stato costretto a pernottare a Londra per la soppressione del treno per Dorking.
Non si preoccupi, ho trovato una sistemazione adeguata e sono potuta ripartire subito, stamattina. Il viaggio  andato bene.
Lui per un momento tacque, e lei sent il suo sguardo gelido addosso. Era lo stesso sguardo con cui esaminava i suoi minuscoli esseri al microscopio? E che esseri erano? Piante, animali o parti del corpo umano? Certo, era un hobby singolare, per un deputato...
Ha gi conosciuto mia figlia? In realt non era una domanda, ma un'affermazione che nascondeva una buona dose di aspettative.
S, mi  sembrata una bambina molto educata, non vedo l'ora di iniziare a farle lezione. Mi ha raccontato di aver avuto gi due istitutrici...
Sir Andrew si schiar la voce. S,  cos. Ma erano insegnanti di passaggio che dovevano solo prepararla all'arrivo di quella vera e che, tra l'altro, non si sono dimostrate all'altezza del compito.
Charlotte attese, nel caso volesse aggiungere ancora qualcosa, ma lui tacque.
Nella sua lettera ha scritto che Emily in passato  stata spesso malata. La tata, prima, ha fatto riferimento a problemi di stomaco. Le sarei molto grata se potesse spiegarmi a cosa devo fare attenzione, in modo da non mettere a rischio la salute della bambina.
Per un attimo Sir Andrew ebbe un fremito d'ira, ma si ricompose quasi subito e sorrise. Mia figlia gode di una salute di ferro. Nora era presente quando  stata male in passato ed esagera con le attenzioni.  sempre cos con le tate. Ma lei non si lasci influenzare. Come le ho detto nella lettera, non ci sono particolari cautele da adottare. Anzi, io sono favorevole al fatto che Emily prenda una boccata d'aria dopo essere stata seduta in aula per ore.
Charlotte annu. C'era una domanda che le premeva, ma forse era troppo presto per porla. Per un momento esit, poi prese la sua decisione.
Posso domandarle se Nora, in quanto tata, rester?
Sir Andrew la scrut. Perch?
Be', in base alle mie esperienze, a volte la convivenza tra tata e istitutrice pu creare dei problemi. Possono nascere contrasti su chi e quando si debba occupare dei bambini. E io penso che loro non dovrebbero vivere questo clima di contrasto.
Sir Andrew aspett un po' a rispondere, e Charlotte ebbe il timore di essersi spinta troppo oltre. Frulein Pauly, forse la sua domanda  un po' precoce. Lo disse in un tono gentile, ma piuttosto gelido. Mia figlia ha passato un periodo bruttissimo. La morte della madre  stata un duro colpo per tutta la famiglia. Quindi non voglio imporle troppi cambiamenti, non tutti insieme. Per ora non ritengo giusto separarla da Nora. Quando si sar abituata a lei e alla nuova situazione, ci ripenser. Fino ad allora, dovr cercare di avere con Nora un rapporto che sia il pi armonioso possibile.
A quelle parole Charlotte dovette deglutire e trattenere sulla punta della lingua la replica che le era venuta in mente: nella gerarchia domestica l'istitutrice era sopra alla tata, quindi Nora doveva impegnarsi per una convivenza pacifica perlomeno quanto lei. Deglut ancora una volta e prima di rispondere cont fino a dieci tra s e s.
Certo, Sir Andrew. Il benessere di Emily ha la precedenza su tutto. Come le ho gi detto, non vedo l'ora di iniziare con le lezioni, e far tutto il possibile per andare d'accordo con Nora.
Lui annu soddisfatto. Bene, allora su questo ci siamo chiariti. Qualche altra indicazione: quando sono a casa, mangeremo insieme a Emily. Se abbiamo ospiti, decider di volta in volta se lei e mia figlia avrete il piacere di sedervi con noi. Mi aspetto resoconti regolari sui progressi di Emily e su eventuali difficolt, insieme ai suggerimenti per superarle. Fece una pausa, come se stesse scorrendo un elenco nella mente. L'aula  sempre a sua disposizione. Su richiesta pu usare anche la biblioteca, ma non come soggiorno, solo per consultare libri o prenderli in prestito.
Charlotte annu. I suoi modi essenziali non lasciavano spazio per alcun commento.
Pu andare a passeggio con mia figlia ogni volta che vuole. Ma Emily deve uscire sempre accompagnata. Vedr,  una zona bellissima.
S, ho trovato davvero incantevole quel che ho visto dal treno e dalla carrozza. Wilkins mi ha parlato anche dei sentieri lungo il fiume Mole.
Sir Andrew ebbe una reazione cos fulminea che in seguito
Charlotte non fu pi sicura di cosa avesse visto. Aveva avuto un sussulto o si era solo appoggiato allo schienale? Era stato un fremito di rabbia, o addirittura ira, quello che gli aveva visto sul volto? Tuttavia, lui si ricompose subito, e disse con la massima calma: Frulein Pauly, temo che dovr cercarsi altri posti. Il fiume a volte  imprevedibile. Emily non andr a passeggiare sulle sue rive. Il tono non ammetteva repliche.
Certo, mi atterr alle sue indicazioni.
Lo spero.
All'improvviso Charlotte ebbe l'impressione che le pareti della biblioteca si stessero avvicinando, come se gli scaffali fossero soldatini che marciavano tutti in riga verso di lei. Si sent in gabbia. Avrebbe voluto alzarsi e andarsene, invece guard quel bell'uomo negli occhi, gelidi ma tutto sommato rilassati.
Bene... Si alz piano. Vogliamo accomodarci a tavola?
La sua voce era tornata gentile e premurosa, come se avesse gi dimenticato quel breve malumore. Charlotte, invece, fu sollevata di lasciare la biblioteca.
Sir Andrew le fece strada verso la porta della sala da pranzo.
Se pu scusarmi un istante, torno subito.
Lei entr, si avvicin alla finestra e lo vide andare verso la rimessa.
A cena chiacchierarono tranquillamente, senza alcun accenno alle future mansioni di Charlotte. Parlarono delle attrazioni di Berlino e di Londra, della traversata della Manica e delle condizioni meteorologiche dell'ultima estate. Sir Andrew fu amichevole e coinvolgente, e Charlotte si chiese se la strana reazione di poco prima, se la fosse solo immaginata.
Alla fine le forn anche la spiegazione per il microscopio intravisto in biblioteca. Era uno studioso amatoriale di botanica e stava imparando a usarlo, raccont. A Londra andava spesso al Museo di scienze naturali.
Interessante disse Charlotte. Anche a Berlino ne hanno aperto uno, l'anno scorso. Se dovesse capitare l'occasione di andare a Londra, mi piacerebbe molto visitarlo.
Per la prima volta Sir Andrew fece un sorriso, che si estese fino ai suoi occhi perspicaci.  un palazzo, una cattedrale del sapere. Ha aperto da soli nove anni, ma  gi un posto imperdibile. C' anche la collezione botanica di Sir Joseph Banks, che ha preso il mare insieme al capitano Cook.
Charlotte si stup di quella trasformazione repentina. Il suo datore di lavoro raccont con occhi luccicanti della fauna del Surrey e dei fossili scoperti negli ultimi decenni nel Sud dell'Inghilterra.
A sua volta, lei gli disse della raccolta di foglie che intendeva fare con Emily. Solo se non lo avete ancora fatto, ovvio.
Lo sguardo di lui si abbui, e lei cap di aver commesso un passo falso. Nelle famiglie che potevano permettersi un'istitutrice, infatti, le madri delegavano gran parte delle mansioni educative... cosa che, a maggior ragione, valeva per i padri, i quali spesso vedevano i figli solo la sera o quando c'erano ospiti.
Certo che potete farlo, Frulein Pauly, se non va a discapito delle altre materie. Nella formazione di una ragazza, infatti, hanno la precedenza le lingue, la musica e i lavori di cucito.
Naturalmente. Lo faremo quando avremo finito con il resto.
Dopo mangiato Sir Andrew si conged e si ritir nella biblioteca a fumare, mentre Charlotte si avvi verso la sua stanza. Ai piedi delle scale, per, sent una voce, debole ma irritata, provenire dall'ala della servit e si ferm. Fu una specie di dj vu: come se fosse di nuovo a casa di Mrs. Ingram, un piede sul primo gradino, a origliare le strane voci che arrivavano dal salotto. Anche stavolta, rest immobile. Che esagerazione, sbraitargli contro in quel modo. Di pi non riusc a sentire, ma poi intercett il nome "Wilkins". E le torn in mente che Sir Andrew prima di cena era scomparso nella rimessa.
Si addorment senza problemi. Il silenzio e le fatiche del viaggio la fecero crollare quasi subito.
Tuttavia, verso le due fu disturbata da alcuni rumori al piano di sotto. Non molto forti, ma abbastanza per svegliarla.
Passi, voci soffuse. Piano piano scese le scale e spi attraverso la porta che divideva la scala a chiocciola dal corridoio. Nessuno. Poi vide che la porta della stanza di Emily era solo accostata, e si avvicin.
Ud un mormorio rassicurante, una donna. Calma, va tutto bene,  stato solo un incubo. Rimettiti gi,  tutto a posto.
Probabilmente Emily aveva fatto un brutto sogno e Nora la stava consolando. Sollevata, Charlotte torn di sopra.

5.

L'indomani, quando Charlotte scese per la colazione, Sir Andrew stava gi uscendo. Le fece un saluto veloce, ma amichevole, e scomparve nel grigiore mattutino.
Charlotte si sedette. Millie arriv con un vassoio d'argento e lo poggi su una piastra riscaldata, poi sollev il coperchio. Conteneva una sostanziosa colazione a base di uova e pancetta, che sarebbe bastata anche per due persone.
Ma dov' Miss Emily?
Millie, che stava per abbandonare la sala, si volt. Sta facendo colazione con Nora nell'aula.
Charlotte si sent avvampare. Sei sicura?
La domestica si morse un labbro, come se quella domanda le fosse sgradita. Lo fanno da quando... da quando Lady Ellen non c' pi. E s, sono sicura, gli ho portato da mangiare dieci minuti fa.
Grazie, vai pure. Charlotte annu, e la cameriera se ne and.
Le era passato l'appetito, ma aveva una lunga giornata di lavoro davanti, aveva bisogno di energie. Si arrabbi con se stessa per non essere stata chiara sul posto in cui lei ed Emily avrebbero dovuto fare colazione insieme. Cos Nora non avrebbe potuto dire che la facevano sempre nell'aula, e che pensava che lei le avrebbe raggiunte l.
Charlotte mangi un toast con il burro, uova e pancetta, e bevve numerose tazze del t, forte e aromatico, servito insieme al cibo.
Non aveva senso abbassarsi ai giochetti della tata. Avrebbe finito di mangiare con tutta calma, poi sarebbe andata nell'aula e avrebbe chiarito la cosa con Nora.
Poi le tornarono in mente gli strani rumori della notte precedente... l'aveva svegliata il pianto di Emily o un grido, non era in grado di dirlo. A ogni modo, doveva essere stato forte, per arrivare fin su alla torre. Anche Nora lo aveva sentito, pur dormendo al piano di sopra.
Si pul la bocca con un tovagliolo e stava per alzarsi da tavola quando Mrs. Evans buss alla porta.
Buongiorno Miss Pauly disse nel suo solito tono sobrio. Spero che abbia dormito bene.
S, grazie.
A che ora devo mandarvi lo spuntino di met giornata in aula? Finora  stato sempre all'una.
All'una va benissimo. Esit un solo attimo, poi aggiunse: Da domattina io ed Emily faremo colazione insieme qui in sala da pranzo. Se ne occupa lei?.
La governante inarc un sopracciglio, ma annu. Certamente, Miss Pauly.
Poi si volt e abbandon la sala.
Charlotte torn soddisfatta nella sua stanza. Erano ancora le nove e mezzo, aveva un po' di tempo per leggere. Poi prepar il materiale per la giornata e si avvi verso la classe. Ma la trov vuota.
Charlotte fece un intenso respiro, poi si guard intorno e controll in corridoio. Sent delle voci, provenienti dalla stanza di Emily, proprio l accanto. Buss ed entr. La bambina era seduta davanti alla toeletta; Nora, alle sue spalle, le stava facendo le trecce. Nonostante la rabbia, Charlotte non pot fare a meno di notare quanto fosse carina la stanza. Mobili bianchi, lenzuola e tende celesti, graziosi quadretti di animali e paesaggi alle pareti, bambole e un grande cavallo a dondolo con una sella in vera pelle. In un angolo, una casa di bambole a tre piani, con tanto di stanze arredate di tutto punto, anch'esse con estremo gusto.
Buongiorno Emily. Dobbiamo iniziare. Ti aspetto in classe.
La bambina cerc di ruotare gli occhi di lato, finch Nora le teneva fermi i capelli aveva la testa immobilizzata. Dobbiamo rifare le trecce. Io ci ho provato da sola, ma a colazione si sono sciolte.
Nora rest in silenzio.
Charlotte fece un passo all'interno della stanza. Per favore, Emily, tu intanto vai, io ti raggiungo subito. Nora lasci la treccia, appena finita, e la bambina, percependo la tensione, obbed.
Nora, vorrei chiarire alcune cose. Da domani Emily far colazione con me in sala da pranzo. E, prima della colazione, dev'essere pronta, vestita e pettinata. Occupatene tu, non c' problema, ma alle otto e un quarto in punto la aspetto a tavola.
Guard la tata in attesa di una risposta, ma lei continuava a fissare il pavimento. Dopo la sua offerta di pace del giorno prima Charlotte sperava di aver compiuto il primo passo verso una convivenza serena, ma Nora sembrava ostinata come all'inizio.
Non  facile separarsi da una bambina che si conosce da cos tanto tempo, mi rendo conto. Voglio pensare che l'assenza alla colazione di stamattina sia stata solo frutto di un malinteso. Tu continuerai a vedere Emily con la stessa frequenza di prima, ma lei ha bisogno di una routine fissa, scandita dalle lezioni. Sono sicura che suo padre  del mio stesso parere.
A sentire nominare il padrone di casa, il volto della tata si adombr.
S, Miss Pauly disse con un filo di voce per poi uscire dalla stanza.
Charlotte la segu con lo sguardo. Non era stata proprio una vittoria.
Nell'aula, Emily aveva gi preso posto a un banco e la guard impaziente.
Charlotte prese posto al tavolo di fronte e congiunse le mani. Tanto per cominciare... come stai?
La bambina la guard sorpresa. Bene, grazie.
Stanotte ho sentito dei rumori provenienti dalla tua stanza, e mi sono alzata per vedere cosa fosse. Ma c'era gi qualcuno con te.
Emily annu, ma non disse nulla.
Era Nora?
S, non va bene? La sua voce sembrava incerta.
No, certo che va bene disse Charlotte in tono calmo. Hai avuto un incubo?
Emily annu di nuovo.
Ti succede spesso?
L'alunna continuava a dondolarsi sulla sedia, evidentemente a disagio per quelle domande. Charlotte non voleva essere troppo invadente.
Va bene, allora iniziamo. Per favore, aiutami. And verso l'angolo in cui c'erano varie cartine. Ce n' anche una dell'Europa?
Credo di s rispose Emily evidentemente sollevata. Con un dito scorse le mappe arrotolate e ne indic una piena di polvere. Questa, penso. Non l'abbiamo ancora mai usata.
Poi Charlotte le chiese di mostrarle su una cartina dell'Inghilterra i fiumi e le citt pi importanti. Le sue conoscenze geografiche erano buone, e a ogni risposta corretta faceva un sorriso raggiante. Ma appena lei srotol quella dell'Europa e la appese, la piccola ammutol.
Sull'Europa dobbiamo ancora lavorare disse.
Emily fissava il pavimento, ma Charlotte, con un dito sotto il mento, sollev il suo viso finch non riusc a guardarla negli occhi. Lezione numero uno. Non sapere qualcosa non  un crimine. Il problema  adagiarsi sulla propria ignoranza.
Dopo questo episodio lavorarono tranquille e quasi non si resero conto del tempo che passava. Emily era molto partecipe, ma non parlava di sua iniziativa. Per questo Charlotte fu ancora pi sorpresa quando la bambina, all'improvviso, le chiese: Frulein Pauly...  bello, il posto da dove viene lei?.
Charlotte annu. Bellissimo. Io vengo dai dintorni di Berlino, un piccolo paese del Brandeburgo.  una terra grande e piatta, con tante foreste e poderi maestosi.
Cosa sono i poderi?
Grandi fattorie che a volte sembrano piccoli castelli spieg Charlotte. La cosa pi bella, per,  la foresta della Sprea. Le raccont dei bracci del fiume e dei canali che si dipanavano come una rete nel bosco, di acque cos calme che le chiome degli alberi vi si riflettevano dentro come in uno specchio magico.
Ma lei sembra triste osserv Emily senza troppi fronzoli, e Charlotte la guard ancora pi stupita.
S, forse ho un po' di nostalgia, ma  normale. Qui, per, ho gi visto un po' della vostra natura inglese e trovo bella anche questa. Spero di conoscerla meglio.
Emily esit. Io... io sono stata quasi sempre qui, perch spesso sono stata malata. Ma pap ha detto che presto mi porter con s a Londra. Le brillavano gli occhi. Sembrava non facesse molte cose con il padre, per questo dovevano apparirle ancora pi preziose.
S ma adesso stai di nuovo bene, no? azzard la domanda Charlotte.
S s, sto molto meglio. Riprendiamo?
A che punto sei in matematica?
Erano impegnate con il tedesco, quando bussarono alla porta. Davvero era gi ora di pranzo? Charlotte guard l'orologio e vide che effettivamente erano passate tre ore. Richiuse il libro e mise via la bacchetta con cui aveva indicato a Emily i vocaboli scritti sulla lavagna.
Da domani proveremo a fare un po' di conversazione. Adesso per riprendiamo le forze per il pomeriggio.
Millie arriv con arrosto freddo, pane e verdure sott'olio, frutta e formaggio.
Mangiarono in silenzio, ma Charlotte osserv la ragazzina. Era molto taciturna, forse addirittura un po' depressa, e si chiese se dipendesse dalla notte inquieta o dal clima di ostilit tra lei e Nora, che di sicuro aveva colto.
E tu, sei triste? le chiese infine.
La bambina scosse la testa e prosegu a mangiare.
Possiamo parlare, basta non farlo con la bocca piena disse dolcemente. Insomma, con me non  vietato.
Mi racconta qualcos'altro della Germania?
Charlotte la scrut. Per la sua et, aveva un incredibile talento nell'eludere le domande senza sembrare scortese. Mentre gli altri bambini spesso la travolgevano con le loro storie, lei era molto riflessiva e sembrava soppesare con attenzione ogni parola. E quando non voleva rispondere a una domanda, la aggirava cambiando argomento, invece di ostinarsi a tacere.
Bene. Conosci le favole dei fratelli Grimm?
S, un paio, me le raccontava... All'improvviso Emily si ferm, si spense, lo sguardo fisso verso il piatto.
S?
La bambina si riprese da una specie di trance e la guard spaventata. Cosa?
Mi stavi dicendo chi ti raccontava queste favole...
Emily si strinse nelle spalle e abbass gli occhi. Charlotte prov in un altro modo.
Comunque... ti sono piaciute?
Alcune s. Altre le ho trovate un po' paurose. Quella con la testa di cavallo per esempio no, non mi  piaciuta.
Intendi La piccola guardiana di oche disse Charlotte. S, quella fa venire proprio la pelle d'oca! Ma forse non ti ricordi la fine, perch in realt la fine non fa paura.
S, ma il resto  brutto continu Emily, e Charlotte non la contraddisse. I bambini avevano una specie di sesto senso per le cose paurose, e lei si ricord di come, da piccola, avesse paura del cavallo decapitato.
Charlotte non insist, si limit a prendere atto che Emily era riuscita ad aggirare la sua domanda un'altra volta.
Il pomeriggio fecero una breve passeggiata, perch la bambina aveva bisogno di tempo per abituarsi alla nuova, faticosa routine. Emily chiese se poteva venire anche Nora, ma la tata aveva approfittato del tempo libero per fare visita ad alcuni parenti a Mickleham.
Charlotte ne fu sollevata.
Perch non mi racconti qualcosa di questo posto? disse alla ragazzina appena uscirono dalla villa per imboccare la Crabtree Lane.
Volentieri! Molti bambini erano contenti, quando potevano spiegare o insegnare qualcosa agli adulti.
Vede quella casa laggi? Emily indic un palazzo in mezzo a un giardino cinto da mura. Quel posto si chiama Camilla Lacey,  stato costruito da una scrittrice e io lo trovo bellissimo.
Charlotte si ferm e osserv l'edificio con le piccole finestre piombate e il tettuccio spiovente sopra l'ingresso. S, era proprio carina, e il giardino nella bella stagione doveva essere un paradiso.
Emily avanz di un paio di passi. Per il posto pi bello  questo. Si ferm e indic verso destra, dove le mura terminavano in un arco in pietra. Il punto pi alto era decorato con un motivo a scacchi di pietre grigie e color sabbia e coronato da un tetto. A dir la verit, fin troppo sofisticato per una costruzione cos semplice.
Io mi immagino sempre che questo ingresso porti a un castello disse Emily eccitata. E di entrarci su una carrozza trainata da due cavalli bianchi. All'aperto, la bambina sembrava pi libera, continuava a saltellare da una parte all'altra indicando ora questo ora quello.
Una volta ci siamo entrati davvero, con pap. Ma  passato un sacco di tempo. Anche dentro  bello, ma non un castello delle favole, ecco.
Ti va di iniziare a raccogliere foglie per il nostro album? domand Charlotte quando proseguirono. Ancora non  stagione, ma potremmo gi trovare qualcosa.
Un attimo dopo, Emily era gi entrata in azione, alla ricerca di esemplari particolarmente colorati sotto gli alberi.
Una volta pressati, per, avranno un altro aspetto, diverso da questo, vero?
Purtroppo s. Ma possiamo incollarli e poi tu ci scrivi sotto il nome. Cos farai una bella sorpresa a tuo padre.
S, non vedo l'ora! Emily prese le foglie per i piccioli, e cos sembravano un mazzo di fiori rosso bruni. Aveva le guance rosse, e gli occhi luccicanti.
Se vuole, le mostro la cappella in rovina... Ma bisogna camminare un po'.
Una cappella in rovina? Che bello, adoro le rovine!
Davvero? Ma sono tutte rotte!
Charlotte rise. Be', alcune persone le trovano romantiche, perch ricordano tempi lontani. Pensa che in passato la gente a volte costruiva rovine finte, insomma edifici che sembravano gi vecchi e un po' distrutti dal passare degli anni.
Emily si ferm e la guard scettica. Ma che senso ha costruire una cosa nuova facendola sembrare gi vecchia?
Be', sai, siete stati proprio voi, gli inglesi, a iniziare.
La bambina sgran gli occhi. Che strano, io ho sempre pensato che una cosa  bella solo se ... intera. Poi guard l'istitutrice con espressione insicura, come se avesse detto una stupidaggine.
Hai ragione, non ha molto senso. Charlotte pens di approfittarne per spiegarle qualcosa del Romanticismo. E le raccont, a misura di bambina, del desiderio di castelli incantati e tempi remoti, della ricerca di un fiore blu introvabile e dell'amore per la natura. Ogni tanto Emily faceva delle domande, tutte intelligenti, e a un tratto si ritrovarono immerse in una conversazione cos fitta che quasi non si accorsero del paesino che stavano attraversando.
Quando avrai imparato un po' di tedesco, leggeremo un paio di poesie di questo periodo.
Ma leggeremo anche poesie in inglese, vero?
Certo. Me le leggerai tu, cos sentir qual  la pronuncia giusta.
Emily la guard orgogliosa e sorpresa. Dice sul serio?
Charlotte pensava che fosse importante infondere sicurezza nei suoi giovani alunni, e incentivarli in quello che sapevano fare bene. Alcune insegnanti non avrebbero mai ammesso che un bambino potesse esser loro superiore in qualcosa, ma secondo lei era sbagliato.
Ovvio che s.
Ma lei parla bene l'inglese.
Grazie. Ma da quando sono qui ho capito che ho ancora molto da imparare.
All'improvviso Emily si ferm e indic a sinistra. Ecco, l c' la cappella.
Al centro di un prato, circondato da un semplice recinto di legno, comparve un solitario frontone in pietra grigia. Che fossero i resti di una chiesa, si capiva solo dall'apertura della finestra tondeggiante. Poco pi in l c'erano altri frammenti di muro, probabilmente l'altro capo dell'edificio.
Sai a quando risale?
Emily riflett. Non esattamente, ma  la costruzione pi vecchia del paese, credo sia del Medioevo.
Riesci a immaginarti come fosse, prima, questo posto? Io lo faccio sempre quando ho di fronte una rovina o un edificio vecchio disse Charlotte. Chiudi gli occhi e immagina un cavaliere con il suo scudiero al seguito, o un mercante con il carretto pieno di campanellini per attirare le persone. Diede un'occhiata a Emily, che aveva gli occhi chiusi.
S, li vedo.
E adesso arriva un monaco con un libro di preghiere, sta andando verso la cappella, il saio marrone struscia sull'erba bagnata. Poi allunga una mano verso la porticina di legno e la apre. Nella cappella fa freddo, c' odore d'incenso...
Cos' l'incenso, Frulein Pauly? chiese Emily riaprendo gli occhi.
Charlotte glielo spieg, e la bambina arricci il naso. Mmm... secondo me  pi una puzza che un odore, no?
Be', ad alcune persone piace. Charlotte not un'ombra lunga sul prato, e si rese conto di quanto fosse tardi. Erano uscite da pi di un'ora.
Torniamo indietro, presto sar buio.
Sulla via del ritorno incontrarono un uomo in abito scuro, il viso segnato dalle intemperie, che salut Emily amichevolmente. Si ferm per presentarsi.
Piacere, sono il reverendo Morton, il parroco della comunit di Mickleham. Ma nella mia diocesi rientra anche Westhumble.
Charlotte Pauly, la nuova istitutrice di Chalk Hill. Piacere di conoscerla.
Mr. Morton, glielo avevo detto, no? intervenne Emily Frulein Pauly mi insegner il tedesco, e poi suona benissimo il piano.
In teoria Charlotte avrebbe dovuto rimproverarla, perch si era intromessa in un discorso tra adulti, ma il reverendo le accarezz i capelli.
S s, piccolina, mi ricordo. E sono contento di conoscerla cos presto.
Emily  una guida bravissima disse Charlotte sorridendo.
S, immagino le abbia mostrato anche la nostra cappella in rovina. Purtroppo  stata abbandonata verso la met del XVI secolo, un periodo infelice per la nostra chiesa. Ma mi sto adoperando perch le mura vengano restaurate, in modo che restino almeno per noi. Si ferm. Cos lei suona il piano. Quanto bene, se mi permette la domanda?
Abbastanza per insegnarlo ai bambini replic prontamente Charlotte.
Il reverendo sorrise. Allora forse una volta la inviter a una delle nostre serate musicali a Mickleham; sono molto amate dalla nostra comunit.  un modo per promuovere le arti in questa zona un po' isolata.
Se il mio lavoro me lo consentir, parteciper volentieri rispose Charlotte, alla quale l'uomo era risultato subito simpatico.
Fantastico, Frulein Pauly. Spero si trover bene nella nostra comunit. E tu, Emily imparerai sicuramente un sacco di cose dalla tua nuova insegnante.
La bambina sorrise. Sir... un giorno posso tornare a vedere i suoi coniglietti?
Certo che puoi. Puoi venire per il t con Frulein Pauly. E potrai anche prendere in mano gli animali e accarezzarli. Adesso purtroppo devo andare, c' un malato che mi aspetta...
Annu e si avvi; Charlotte e la sua allieva tornarono indietro lungo Crabtree Lane. Arrivate all'ingresso di Chalk Hill, Wilkins venne loro incontro.
Stava per salutarlo, ma lui si limit ad annuire e poi prosegu veloce per la sua strada, quasi a evitarla.
Cenarono insieme a Sir Andrew. Charlotte osserv con attenzione come si relazionavano padre e figlia, voleva farsene un'idea. Quello che vide quasi le strazi il cuore.
Appena lui apriva bocca per parlare, la bambina lo guardava piena di aspettative. Afferrava le posate con una tale forza che quasi le nocche diventavano bianche, ma lui sembrava non vederla nemmeno. Charlotte cerc di coinvolgerla nella conversazione e raccont quanto fosse stata brava a mostrarle i dintorni, ma Sir Andrew pareva interessato solo ai suoi risultati scolastici.
Capir che ancora non sono riuscita a farmi un quadro generale spieg. Ma perch dovevano parlare di quelle cose in presenza della bambina? Per posso dirle che sua figlia ha voglia di imparare ed  molto volenterosa. Credo che insieme lavoreremo bene.
Ottimo disse l'uomo, e poggi il tovagliolo di lato. La settimana prossima, sabato, avremo ospiti. La pregherei, dopo cena, di suonare il piano per noi.
Non era una proposta amichevole, come quella ricevuta qualche ora prima dal reverendo. Era un ordine. Qualcosa dentro Charlotte si ribell all'ovviet con cui Sir Andrew disponeva di lei; del resto, per, poteva rientrare nei compiti di un'istitutrice. Quindi annu.
Se potesse dirmi che genere di musica preferisce...
Decida lei, Frulein Pauly aggiunse in un tono da cui si capiva che i suoi pensieri erano gi da tutt'altra parte.
Guard Emily. La bambina era seduta con il capo chino, fissava il piatto davanti a s, quasi intonso. Le fece pena, e si domand il perch di quella freddezza da parte del padre. Forse era il dolore per la morte della moglie a frapporsi tra lui e la figlia? A impedirgli di trattarla con gentilezza e amore? La bambina gli ricordava ci che aveva perso per sempre?
Poco dopo bussarono, e Nora entr per prendere Emily e portarla a letto. La tata diede una rapida occhiata a Charlotte, in cui l'istitutrice intu un vago senso di trionfo, come se volesse dirle: adesso appartiene di nuovo a me. Rest in piedi dietro a Sir Andrew, che stamp a Emily un gelido bacio sulla fronte. Buonanotte.
Nora condusse la bambina verso la porta, ma Emily si gir e torn verso la sua nuova insegnante. Fece un inchino e disse: Buonanotte Frulein Pauly. Grazie per la bella giornata.
Charlotte sorrise e sent gli occhi di Sir Andrew su di lei. Mi sembra che abbiate iniziato bene.
Sua figlia  una bambina gentile e assennata replic. Poi si fece coraggio e aggiunse: Sir Andrew, la scorsa notte ho sentito che Emily ha avuto un incubo. Se permette la domanda, succede spesso? Lo chiedo in modo da poter essere preparata, il giorno successivo, qualora a lezione sembri distratta o stanca.
Il silenzio nella sala si fece impenetrabile, e Charlotte pens di non ricevere alcuna risposta. Poi per lui la guard inarcando un sopracciglio. Le ho gi detto che mia figlia, in passato,  stata spesso malata. Questo e il fatto di aver perso la madre sono un grosso peso, per lei. Quindi s, ogni tanto capita che abbia degli incubi.
Charlotte non si lasci scomporre. Ma infatti non era un rimprovero. Penso solo che sia utile che io sappia il pi possibile sulla mia alunna, in modo da poter fare attenzione a eventuali difficolt.
E io credo sia utile che un bambino sia sempre attento e diligente, e non venga incoraggiato a usare piccole debolezze come scuse per impegnarsi meno.
Charlotte sospir e guard il proprio piatto. Aveva solo pochi secondi per decidere. Se avesse detto schiettamente quello che pensava, la sua permanenza in casa Clayworth si sarebbe conclusa il giorno successivo. Ne valeva la pena? Cosa avrebbe pensato Emily della nuova istitutrice licenziata dopo solo un giorno? Era un rischio che non poteva correre. Ma come doveva reagire a quei modi gelidi?
Deglut e riflett un istante. Non  mia abitudine tollerare scuse. Ma per esperienza so che il deficit di sonno e le notti inquiete possono essere molto nocivi. Per questo ho chiesto. Non certo perch abbassi le aspettative che ripongo in sua figlia.
Lui sembr soddisfatto della risposta e annu, mentre si alzava per ritirarsi nella biblioteca.
Anche Charlotte si alz, ma attese che il padrone fosse uscito dalla sala. Non le andava che lui potesse sentirsi in dovere di tenerle aperta la porta.
Quella sera rest sveglia a lungo. I nuovi stimoli e le tensioni percepiti tra gli abitanti di quella casa l'avevano messa in agitazione. Compreso lo strano comportamento di Wilkins, che quando era venuto a prenderla in carrozza era stato cos loquace e gentile.
Si tir su, accese la luce e prese un libro per distrarsi, ma dopo poche pagine, nella mente iniziarono ad accavallarsi parole e voci diverse da quelle che leggeva, distogliendola dalla lettura. Cos lo richiuse e lo appoggi sul comodino.
Finalmente si addorment, ma fu svegliata bruscamente da uno strano sogno di cui ricord un unico passaggio: un uomo, simile a Sir Andrew, in uno studio, chino su un microscopio, che parlava di nervature, clorofilla e luce solare. Tuttavia, quando si gir verso di lei, il volto che Charlotte vide fu un altro, un volto che non voleva vedere mai pi.
In affanno, cerc di ricordarsi il resto del sogno, ma, come spesso capita, le era rimasta in mente solo quella scena, e anche questa presto sbiad in uno schizzo indecifrabile.

6. Boars Hill, Oxford, gennaio 1889.

I tre passeggiavano con cappotti, sciarpe e cappelli, ma il freddo non imped loro di fermarsi sul prato coperto di brina e di godersi la vista mozzafiato sul panorama circostante. In lontananza Oxford si ergeva nella limpida aria invernale come un'isola incantata tra i campi leggermente imbiancati.
Che torri incredibili... sono belle in qualunque stagione disse l'uomo magro dai capelli scuri indicando le sagome di arenaria dorata. Il tempo, qui, sembra essersi fermato. Da quando eravamo studenti, non  cambiato niente.
Il suo accompagnatore rise. Oh, Tom, questo lo credi solo tu. Il progresso non si ferma da nessuna parte, anche se avviene dietro mura antichissime.
Per hai ragione, sono bellissime, soprattutto da lontano disse la donna congiungendo le mani. Le guance erano arrossate dal freddo.
Proseguirono lenti, l'erba gelata scricchiolava sotto i loro piedi. Nonostante le temperature proibitive erano saliti sul Boars Hill, per ammirare la celebre vista sulla citt.
Potremmo tornare quest'estate, e fare un bel pic-nic aggiunse la signora rivolta a Tom. Oh, sono cos felice che tu sia venuto! Non dev'essere facile, per te, ritrovare la pace, a Londra. Lo scrut.
Be', ci vuole assai pi di un contesto adatto... ma  vero, qui a Oxford ritrovo una calma che spesso a casa mi manca ammise lui sorridendo. Purtroppo non sono riuscito a venire prima. Per il Natale c' stato cos tanto da fare, e poi sono andato da mio padre a Warwick.  tuttora in pena per me, quindi non ho potuto fare a meno di passare le feste con lui.
Come sta?
Benissimo, direi. Sono venuti anche mia sorella e i miei fratelli, con i figli, grazie al cielo non tutti lo stesso giorno, altrimenti i miei nervi non avrebbero retto. Ma  stato bello rivederli tutti.
Tom era arrivato il giorno precedente, dopo aver consegnato gli ultimi articoli. Forse l a Oxford sarebbe riuscito ad andare avanti anche con il libro su Shakespeare. Quel posto aveva su di lui un effetto rigenerante e aveva portato con s il manoscritto pieno di speranze. Stava addirittura meditando di mostrarlo a John Hoskins: anche se non era un esperto di letteratura inglese avrebbe comunque potuto giudicare se era scritto bene. Questa opera sarebbe stata una cosa diversa dalle sue critiche teatrali, che erano s conosciute e molto amate, ma legate a un momento.
La sera precedente era trascorsa in allegria. Il pasto preparato dalla cuoca era stato eccellente e dopo cena erano rimasti seduti a lungo intorno al camino, bevendo vino e chiacchierando di qualunque cosa. Tom aveva osservato compiaciuto quanto Sarah e John fossero amorevoli con i loro bambini. Avevano mangiato con loro, suonato qualcosa, e poi Sarah aveva letto loro una favola della buonanotte. S, erano proprio una bella famiglia.
Come sta tua sorella? domand l'ospite mentre proseguivano sulla neve. A dicembre John mi aveva scritto che eravate preoccupati per il suo attaccamento a un medium.
Percep l'ansia sul volto di Sarah. Non bene. Addirittura peggio che nei mesi immediatamente successivi alla morte di Gabriel.  gi stata pi volte da questo Belvoir. Non fa pi nulla senza prima consultarsi con lui. E io proprio non capisco cosa ci trovi, in quell'uomo.
In lui nulla, ma ormai  dipendente dalle sue profezie intervenne bruscamente John. Ho visto una foto sul giornale: un tipo mingherlino dall'aspetto esotico, che francamente  impossibile prendere sul serio.
John! Non  divertente, proprio per niente! disse Sarah in tono di rimprovero. Quell'uomo va smascherato...  solo un ciarlatano!
Be', a quanto pare un ciarlatano credibile controbatt il marito. Io ho sempre considerato tua sorella una persona ragionevole, ma ormai  del tutto preda di questa follia. Il fatto che tutto a un tratto il mondo intero si metta a fare le sedute spiritiche e i tavolini traballino non cancella le leggi della natura! Pensate a Madame Blavatsky e alla sua teosofia... una truffa colossale!
La fai facile, tu disse Sarah indignata. Tu consideri tutto da un punto di vista razionale e a volte dimentichi che gli esseri umani non hanno solo un cervello, ma anche un cuore. Emma non  pi la stessa, da quando non c' pi Gabriel. Non dimenticartelo.
Tom sapeva che il fidanzato di Emma Sinclair era morto in un terribile incidente stradale. Una carrozza lo aveva investito in mezzo alla strada trascinandoselo dietro per un bel pezzo. Be', un colpo del genere non  facile da mandare gi, in cos poco tempo disse a un certo punto. Poi si fece istintivamente in disparte: non a causa dell'accesa discussione sorta tra la coppia di amici, che conosceva fin troppo bene, ma perch il discorso stava prendendo una piega che non gli piaceva.
I due continuarono a discutere, finch John si ferm improvvisamente e lo guard. Tom, perdonaci... siamo proprio stupidi e... assolutamente privi di tatto.
Sarah gli poggi una mano sul braccio, ma lui la scans con dolcezza.
Non fa niente. Riassumendo, nonostante le vostre opinioni divergenti siete entrambi preoccupati perch credete che quell'uomo si stia approfittando di Emma per guadagnare soldi e per procacciarsi, grazie alla sua raccomandazione, altri clienti. Dico bene?
Sarah annu. S,  come se non vivesse pi nel presente, ma nell'attesa di queste maledette sedute sperando di ricevere notizie da parte di Gabriel. Non  sano. Ma lei non vuole neanche parlarne e non accetta nessun tipo di critica riguardo a Belvoir. John non vuole che io l'accompagni... Rivolse al marito uno sguardo interrogativo.
Lui si strinse nelle spalle. Io non ritengo opportuno incentivare quel ciarlatano nelle sue riprovevoli attivit.
Per se ci vado potrei vedere quello che fa, io sarei obiettiva, non mi farei abbindolare dai suoi trucchetti replic la donna, ma il marito continuava a scuotere la testa.
Tom not che l'umore, tra i due, era cambiato, che quella divergenza di opinioni rischiava di diventare un vero litigio. Quindi, senza rifletterci troppo, all'improvviso disse: Lasciate che vada io.
Sarah e John lo guardarono interdetti.
Dici sul serio? domand Sarah. Oh, Tom... non ti nego che, facendolo, aiuteresti moltissimo Emma, e anche noi. Te ne sarei eternamente grata.
Per prima preferirei dargli un'occhiata senza tua sorella. Mi faccio un'idea e, qualora lo giudicassi un truffatore, potrete
usare me come testimone per convincerla a lasciar perdere.
All'improvviso fu attraversato da un pensiero inquietante: e se quel medium avesse tentato di coinvolgerlo, di richiamare in vita i suoi spiriti? Si morse un labbro. Forse la sua offerta era stata un po' precipitosa. Ma ormai non poteva pi tirarsi indietro.
Tom, cos'hai? Ci hai ripensato? domand Sarah preoccupata.
No, no. Stavo solo pensando che... Sarah, cosa fa esattamente questo Belvoir? Cerca di stabilire un contatto con i defunti o fa anche... dell'altro?
Ah,  capace di fare di tutto replic lei quasi divertita. Far fluttuare nell'aria tavoli e sedie, far scrivere gli spiriti sulle lavagne... Poi, all'improvviso, parve cogliere il punto. Forse  proprio questa cosa della lavagna che dovresti vedere. Rivolse al marito un'occhiata di incoraggiamento.
S, Tom, se te ne occupassi tu, te ne saremmo proprio grati. Se lo giudicassi un truffatore, potresti scrivere qualcosa al riguardo sul giornale ed esporlo al pubblico scherno. Convincerebbe anche Emma, ne sono sicuro.
S conferm Sarah. Buona idea.
Probabilmente avete ragione, pens Tom. Tutto a un tratto, per, la vista di quei campi innevati aveva perso qualunque tocco di magia.

7. Chalk Hill, settembre 1890.

C'era qualcosa di diverso quella mattina. Quando Charlotte rientr nell'aula - era tornata in camera a prendere un libro - Emily era gi seduta al banco. Charlotte si guard intorno, ma non not niente di strano. Quindi si sedette e inizi con un dettato.
Emily era chinata sul quaderno, immobile, gli occhi concentrati sul foglio.
Charlotte si alz e continu a dettare passeggiando per l'aula. Diede un'occhiata al giardino, che negli ultimi giorni si era coperto di un manto bruno-arancio, e vide i rami scossi da una folata di vento e una pioggia di foglie secche. Quando si gir, not quattro macchie chiare sul pavimento, un po' dietro i piedi del banco.
Si avvicin. Emily alz gli occhi, ma appena incroci quelli dell'istitutrice li riabbass all'istante.
Senza quel movimento, avrebbe creduto che fosse un caso, una disattenzione della donna delle pulizie. Invece non c'erano dubbi: la sua alunna aveva avvicinato il proprio banco a quello della maestra.
Emily, forse, voleva mandarle un messaggio. Cercava la sua vicinanza? Ormai si era fatta un'idea della bambina, ma sotto molti aspetti il suo comportamento restava ancora un mistero.
Frulein Pauly? disse a un certo punto la piccola guardandola con aria interrogativa. Charlotte aveva smesso di dettare.
Scusami, mi sono distratta. Ecco: "Si diresse verso la porta che conduceva alla stanza adiacente".
Che significa "adiacente"?
 un modo pi ricercato per dire "vicino".
Charlotte prosegu, ma aveva la testa da un'altra parte.
Emily invece era sempre diligente, si sforzava di fare tutto per bene, fin troppo. Era cos ligia al dovere che ogni tanto Charlotte si augurava un accenno di resistenza o un commento sfacciato. Certo, i bambini docili e collaborativi erano il fine ultimo di ogni buona educatrice, ma Charlotte sentiva la mancanza di quell'energia esuberante che aveva riscontrato in tutti i ragazzini dell'et di Emily. La voglia di saltare in piedi e schizzare verso la finestra quando una nuvola, all'improvviso, oscura il cielo... o i gridolini e i calcetti sotto il banco per la smania di mettersi il cappotto e precipitarsi in giardino... insomma quelle cose che, in base alla sua esperienza, si facevano a otto anni.
Parlarne con il padre di Emily era escluso, ovvio; non avrebbe mai capito perch l'insegnante si lamentasse di un'alunna troppo diligente. Forse era il dolore per la perdita della madre. Alcuni bambini soffrivano in silenzio, senza lacrime, e rivelavano con atteggiamenti un po' remissivi che c'era qualcosa che li torturava.
Rileggi quello che hai scritto, e poi portami il quaderno.
Emily obbed e si avvicin alla cattedra. Mentre porgeva il quaderno a Charlotte, disse un po' titubante: Frulein Pauly, mi  venuta un'idea.
Dimmi.
Potremmo chiedere a Wilkins se un giorno ci porta un po' in giro, cos le potrei mostrare i dintorni!
Charlotte accolse il suggerimento entusiasta. In quei primi giorni avevano passato molto tempo a casa e lavorato di buona lena; un po' di aria fresca avrebbe fatto bene a entrambe. L'unico problema era che Wilkins aveva sempre quello strano atteggiamento nei suoi confronti. Forse Sir Andrew lo aveva richiamato all'ordine dopo che lui era andato a prenderla alla stazione. S, ma perch?
Va bene, Emily, ci penso.
Finita la lezione Charlotte and nella grande cucina, con il pavimento di mattonelle bianche e nere e gli utensili luccicanti alle pareti, e chiese di Mrs. Evans. Quest'ultima entr dalla stanza accanto con gli occhiali da lettura in mano e appena vide l'istitutrice nell'ala della servit spalanc gli occhi sorpresa.
Mrs. Evans, mi piacerebbe che uno dei prossimi giorni Wilkins ci portasse a fare una piccola gita, in modo che Emily possa mostrarmi i dintorni.
Vide la cuoca, le mani immerse fino ai gomiti nell'impasto del pane, lanciare una tanto rapida quanto indecifrabile occhiata alla governante.
Glielo chieda lei replic Mrs. Evans guardando fuori dalla finestra. Lo vedo in cortile. Apr la porta sul retro e chiam il cocchiere.
Wilkins si avvicin a passi lenti e rest fermo sulla porta senza guardare l'istitutrice.
Wilkins, Miss Pauly deve farti una domanda.
S? Gli occhi sempre incollati ai piedi.
Lei formul la sua richiesta, e lui prese a rigirarsi il cappello tra le mani.
Charlotte ebbe l'impressione di vedere affiorare un accenno di sorriso sulle labbra della governante. Allora, va bene? insist quindi con il cocchiere.
Certo, Miss. Pu andare bene domani... verso le due?
Benissimo Wilkins. Allora a domani.
Lui annu e gir i tacchi senza ulteriori commenti.
Ma cosa gli  preso? scapp detto alla cuoca mentre si scostava una ciocca di capelli dalla fronte sudata.
Mrs. Evans la guard con aria severa. Non capisco di cosa stai parlando. Poi si rivolse a Charlotte: Dovrebbe comunque metterne al corrente Sir Andrew. Ha sempre piacere di sapere cosa faccia Emily durante il giorno.
Certo. Non era mia intenzione fare la gita senza il suo permesso rispose la donna prima di abbandonare la cucina.
Nella stanza si respirava una certa tensione, ma Charlotte proprio non riusciva a capire il motivo dello strano comportamento del cocchiere. Ancor meno il perch la governante avesse ignorato il suo atteggiamento sgarbato. Ma non si sarebbe lasciata intimorire.
La serata trascorse tranquilla. Sir Andrew diede il suo assenso alla gita e poi torn a parlare degli ospiti di sabato.
Ho invitato qualche amico, diverse personalit del mio ambiente, venti persone in tutto. Mangeranno con noi, mentre Emily cener di sopra con Nora. Poi mia figlia scender a salutarli, prima che lei suoni il piano. Scelga lei cosa suonare.
Charlotte annu. Certo, Sir Andrew.
L'uomo si schiar la voce, come se volesse aggiungere ancora qualcosa, ma tacque. Poi guard oltre il proprio calice di vino. Cosa mi dice di Emily?
Sono molto soddisfatta rispose Charlotte all'istante.  una bambina volenterosa e diligente, impara molto in fretta. Poi, pensando alla sua eccessiva disciplina, si zitt. S?
No, niente.
Charlotte ebbe l'impressione di intravedere un fremito di sospetto nel suo sguardo, ma lui non fece ulteriori domande, anzi le augur la buonanotte e si ritir nel fumoir.
Lei sal e buss alla porta della camera di Emily. La bambina era seduta su una sedia, Nora le stava pettinando i capelli. Nora, avrei bisogno di parlare con Emily da sola.
La bambinaia non si scompose. Ancora un paio di spazzolate e abbiamo finito.
No, voglio parlarle subito.
La spazzola continu a muoversi lungo la chioma scura della bambina lasciando intravedere una mantellina chiara.
La signora, che Dio l'abbia in pace, diceva sempre che le spazzolate devono essere cento, non una di pi, non una di meno.
Nella camera si fece silenzio. Nora si ferm e Charlotte la fiss con sguardo penetrante. Era la prima volta, dal suo arrivo, che la madre di Emily veniva nominata. Lo sguardo si spost verso la bambina, immobile sulla sedia. Ma le dava le spalle ed era impossibile vedere la sua espressione.
Se l'ha detto lei, finisci pure disse Charlotte. Torno fra poco.
Usc e si chiuse la porta alle spalle. Poi cammin avanti e indietro per cinque minuti, prima di rientrare nella camera. Emily era gi a letto, le lenzuola tirate fino al mento, i capelli sparpagliati come una corona sul cuscino. Nora raccolse i suoi vestiti e poi usc rapidamente.
Charlotte si avvicin e guard la bambina, i cui occhi non rivelavano alcuna emozione.
Emily, sai che sabato suoner il piano per gli ospiti di tuo padre, vero?
La bambina annu.
Ho pensato che potremmo suonare un pezzettino a quattro mani. Te la senti?
Emily la guard insicura. Ma non ho provato il brano nemmeno una volta.
Non  difficile. Prendiamo una cosa che sai gi fare e io la modifico un po'. Purtroppo mi  venuto in mente soltanto ora, altrimenti avremmo gi iniziato a provare. Ma credo che sarebbe una bella sorpresa per tuo padre.
La vide combattere con se stessa. Il pensiero di dare una gioia al padre sembrava tentarla, ma anche farle paura. Si morse un labbro e poi, con un filo di voce, disse: E se sbaglio?.
Be', succede anche alle migliori pianiste. Per sono certa che tuo padre sar contento che tu abbia avuto il coraggio di suonare davanti a un pubblico.
Va bene. Tanto lei sar seduta accanto a me tutto il tempo, no?
Certo. Non voleva convincerla a tutti i costi; ma forse in questo modo avrebbe sciolto un po' il gelo con cui Sir Andrew trattava la figlia.
Allora buonanotte, Emily.
Charlotte era quasi sulla porta, ma poi si gir un'ultima volta nell'esatto momento in cui la bambina apr la bocca per chiamarla.
Frulein Pauly?
S?
Glielo proibir, a Nora?
Charlotte si volt verso di lei. Proibire cosa?
Emily deglut. La spazzola.
Charlotte la guard sconcertata. Perch dovrei proibire a Nora di spazzolarti i capelli?
Perch... perch lo faceva... e noi non dobbiamo... Ammutol.
Charlotte sospir. La tensione che stava attraversando quel corpicino era palpabile, si sentiva nell'aria. Torn a sedersi sul bordo del letto.
Lo faceva tua madre, e Nora non dovrebbe fare nulla che te la ricordi.  cos?
Emily gir la testa di lato e annu.
Non dir nulla a tuo padre. Quelle parole la calmarono immediatamente.
Nora crede che glielo dir.
La donna si sforz di non perdere la calma. Lei vuole solo il meglio per te. Ma non mi conosce per niente e non pu sapere come mi comporter. Capisci?
Emily annu e si gir su un fianco, nascondendo definitivamente il volto.
Charlotte le augur di nuovo buonanotte e scivol piano verso la porta.
Uscita, si diresse decisa verso la stanza di Nora, all'ultimo piano, insieme a quelle del resto della servit. Appena buss arriv subito una flebile risposta: Prego. Entr e la bambinaia la guard interdetta: S?.
Ho bisogno di parlarti.
Miss, stavo per mettermi a letto.
 questione di pochi minuti replic Charlotte inflessibile; chiuse la porta e vi poggi le spalle.
Tu hai detto a Miss Emily che io ti avrei proibito di spazzolarle i capelli?
Nora arross e abbass gli occhi.
Ma come ti viene in mente di metterla contro di me? In questo modo le fai solo del male. Dici di volere solo il suo bene, ma se mi screditi ai suoi occhi otterrai l'esatto contrario. Tacque per qualche momento, poi tir fuori il suo ultimo asso dalla manica. Nora, forse dovresti riflettere su chi, tra noi due,  pi indispensabile qui. Buonanotte.
Charlotte aveva gi in mano la maniglia, quando la donna chiese: Lo dir a Sir Andrew?.
No, non gli dir nulla rispose Charlotte senza nemmeno girarsi.
Usc nel corridoio e sbatt la porta dietro di s.
Quei modi sgarbati non erano da lei, ma in qualche modo doveva farsi valere in quella casa. Cos raddrizz le spalle e inizi a scendere le scale. Prima di aprire la porta che conduceva alla torre, sent dei bisbigli di sotto. Si ferm. Erano Millie e Susan.
Ha detto Ella che Mrs. Evans ha fatto finta di niente. E Wilkins  rimasto di sasso - una pausa, come se la donna stesse imitando un'espressione del viso, e l'altra ridacchiasse - e non ha detto nulla.
Sempre per quello che  successo con il padrone?
Certo. Gliene ha dette di tutti i colori, tuoni e fulmini, io ero dietro la porta e ho sentito tutto! Wilkins era a pezzi, balbettava. . E solo perch ha accennato a delle passeggiate lungo il Mole...
Charlotte le sent allontanarsi e si avvi verso la sua torre, pensierosa.
Nella notte si scaten un temporale, tanto che Charlotte quasi non sent quel grido. I rami frustavano le finestre, la pioggia picchiava contro i vetri con un rumore di grandine. Si svegli e tent di guardare fuori, ma l'oscurit era impenetrabile. Si avvolse una sciarpa intorno alle spalle e inizi a camminare per la stanza, perch non voleva restare a letto insonne. Era gi inquieta, a causa di quella strana conversazione tra Millie e Susan.
Quindi era vero, Sir Andrew aveva davvero sgridato il cocchiere... ma perch? S, durante il tragitto Wilkins le aveva parlato della possibilit di andare a passeggiare lungo il fiume... ma cosa c'era di cos deplorevole, in questo?
La pioggia diminu un po', Charlotte stava per infilarsi di nuovo sotto le coperte quando sent un rumore. Apr la porta della stanza e tese le orecchie. Eccolo di nuovo!
Scese le scale di corsa verso la stanza di Emily. Non si era sbagliata. Da dentro sent dei singhiozzi.
Apr la porta e accese la lampada a gas.
La bambina era rannicchiata nel letto, gli occhi serrati, la coperta tirata fino al mento, come se volesse nascondercisi sotto.
Charlotte si avvicin piano piano, non voleva spaventarla. Ehi, che succede? domand. Poi si sedette sul letto.
La piccola non si mosse.
Charlotte allung una mano e le accarezz i capelli, umidi e sudati. Hai avuto un incubo?
Lei annu, un movimento quasi impercettibile.
All'improvviso Charlotte si rese conto di quanto facesse freddo l dentro. Un battente della finestra era aperto, le tende si gonfiavano nel vento. Voleva alzarsi per chiudere, ma una manina spunt da sotto la coperta. No!
Va bene. Si tolse le pantofole e prese posto vicino a Emily, che si era tirata su e appoggiata alla testiera. Le accarezz i capelli, fino a quando i singhiozzi non si acquietarono. Diventava sempre pi freddo, ma Charlotte rest dov'era fino a quando la piccola non si calm del tutto.
Cos'hai sognato?
Sulle prime la bambina non rispose. Poi, con un filo di voce disse: La mamma.
Charlotte sent il cuore accelerare. All'inizio nessuno osava menzionare la defunta, quel giorno invece era gi la seconda volta che veniva nominata. Che fosse stata la storia della spazzola a provocare quell'incubo?
Hai voglia di raccontarmi?
Proprio in quel momento si udirono dei passi dietro la porta.
Chi ?
Nora fece capolino. Pensavo che...
Tutto a posto, solo un incubo spieg Charlotte. Ci penso io.
La bambinaia esit, poi annu e richiuse la porta.
Emily, hai voglia di raccontarmi? ripet Charlotte.
Un lungo silenzio, lunghissimo, tanto che Charlotte pens che la bambina si fosse riaddormentata.
Era qui, seduta sul mio letto.
E tu hai avuto paura?
Emily si strinse nelle spalle. S. Perch non lo so. Era tutto cos... cos vero. Come se fosse qui sul serio. Ma  morta!
Hai ragione. Charlotte si alz lentamente. Emily, rimettiti gi. Chiudo la finestra. Perch l'hai aperta? Fuori c' il temporale!
Non l'ho aperta io! disse la bambina con voce molto assonnata.
Forse ti  passato di mente, oppure lo hai fatto mentre eri gi in preda al sonno replic benevola l'istitutrice.
No, dico sul serio mormor Emily.
Charlotte chiuse fuori dalla stanza quel tempo da lupi e lanci alla bambina un'occhiata amorevole, poi tir anche le tende. Stava per avviarsi verso la porta quando lo sguardo le cadde vicino al letto, per terra. Si chin e tocc il tappeto. Una macchia di umido. Si annus le mani. Acqua, era solo acqua.
Poi controll un'ultima volta la bambina gi addormentata e torn nella torre.

8.

La mattina successiva, a colazione, Charlotte non disse nulla dell'incubo. Osserv la sua alunna con grande attenzione, ma anche lei si comport in modo del tutto naturale. Che non fosse stata del tutto sveglia, quella notte, e avesse dimenticato tutto? Certo, poteva essere che non avesse voglia di parlarne, cosa che Charlotte doveva rispettare.
Dopo essere tornata in camera ci aveva messo parecchio a riaddormentarsi. Ai bambini ogni tanto capita di dormire male, soprattutto a quelli che hanno subito una grave perdita, come Emily, ma c'era stato qualcosa di strano, quella notte. Tanto per cominciare la finestra aperta. Aveva chiesto a Nora, la quale aveva risposto sdegnata che mai e poi mai in una notte del genere avrebbe aperto la finestra, e Charlotte le aveva creduto. Che fosse stata davvero Emily? Era l'unica spiegazione possibile. Se era cos, allora forse soffriva di sonnambulismo, e di notte bisognava tenerla d'occhio, evitare che mettesse in pericolo se stessa.
Poi c'era la strana macchia di umido sul tappeto. Era stata la pioggia entrata dalla finestra aperta? Ma in un punto cos lontano? Forse Emily aveva bevuto qualcosa rovesciando il bicchiere, oppure si era bagnata le mani, che poi avevano sgocciolato all'interno...
Charlotte cerc di ricomporsi. Fra pochi minuti sarebbe iniziata la lezione ed Emily non doveva capire che era preoccupata.
Ha smesso di piovere disse la bambina posando la sua tazza.
S, il tempo era migliorato, tra gli alberi si era fatto largo un timido sole, la giornata prometteva bene.
Siamo fortunate, con la nostra gita. A lezione la prepareremo un po' spieg Charlotte. Parleremo di cosa possiamo vedere in autunno nella natura, e tu mi racconterai qualcosa di questa zona. Forse dopo potremo anche andare a bere un t da qualche parte.
Il volto di Emily s'illumin. C' una sala da t a Dorking,  molto carina. Ci sono stata una volta con la zia Maggie, la sorella di pap.
Le guance della bambina avevano ripreso colore, i suoi occhi si erano accesi.
Viene a trovarvi spesso?
Emily s'incup. No, io vorrei vederla pi spesso, ma... pap ci ha litigato.
Oh, mi dispiace. Ma forse faranno pace, no? Raccontami un po' di lei.
Si alzarono, sistemarono le sedie e salirono su nell'aula.
Una volta chiusa la porta, la bambina disse:  bravissima a cavallo. Un'amazzone, ha detto pap una volta. Mmm... Frulein Pauly... che cos' un'amazzone?.
Le amazzoni sono donne guerriere dei miti dell'Antica Grecia, bravissime a usare arco e frecce, e anche la spada. Il fatto che secondo la leggenda avessero un solo seno perch l'altro veniva bruciato per impugnare meglio l'arco, Charlotte se lo tenne per s.
Emily sgran gli occhi. Sta dicendo che combattevano veramente, come gli uomini?
S, erano fortissime.
La ragazzina sembrava impressionata, e Charlotte decise che presto le avrebbe fatto leggere qualcosa al riguardo.
Tua zia, quindi, dev'essere proprio brava, a cavallo...
S, pensi che ha dei cavalli suoi. Una volta con... una volta sono andata a trovarla e lei mi ha fatto cavalcare un grande pony.  stato bellissimo!
Charlotte aveva notato quel breve tentennamento, ma non disse nulla.
E poi beve come una spugna aggiunse la bambina portandosi subito una mano davanti alla bocca.
A Charlotte cost una gran fatica restare seria. Emily doveva aver sentito quell'espressione dalla servit, ovvio.
Mi scusi, non si dice aggiunse un attimo dopo. E non sta bene ripetere a pappagallo quello che dicono gli altri. La bocca, per, ora mostrava un sorriso.
Era incredibile con quanta rapidit Emily riuscisse a dimenticare un ricordo doloroso e ridere di qualcos'altro, pens Charlotte sentendosi d'un tratto vicinissima alla sua alunna. L'ammirava per il suo coraggio. Sembrava cavarsela quasi sempre da sola, ma forse solo perch non poteva confidarsi con nessuno.
Dopo quel breve momento di svago tornarono alla lezione, e Charlotte mostr a Emily le forme delle foglie in un libro preso in biblioteca. Lei doveva indicare quelle che riconosceva e scrivere il nome degli alberi ai quali appartenevano. Cos poi potrai confrontarle con quelle che abbiamo raccolto e che ancora raccoglieremo.
Pi tardi si esercitarono al pianoforte nel brano che avrebbero suonato il sabato successivo, e riusc benissimo. Emily fu molto attenta e apprese molto in fretta, anche se ogni tanto era troppo impaziente. Charlotte sent l'inquietudine che ribolliva dentro la bambina, percepibile solo da un leggero dondolio del piede o dal movimento della mano che sfiorava i capelli. Alla fine richiuse il piano.
Va gi bene, domattina riproviamo.
S ma solo dopo che pap se ne sar andato, no? Ha detto che domani far un giro di visite ai suoi elettori qui intorno e uscir pi tardi. Lo disse con un tono titubante, come se non avesse capito bene che cosa il padre facesse tutto il giorno.
Non ti preoccupare, sabato sar una sorpresa la rassicur Charlotte per poi cancellare la lavagna.
Era di spalle rispetto alla bambina, quando si sent tirare una manica. Era Emily, dietro di lei, lo sguardo fisso a terra.
Grazie disse in un sussurro quasi impercettibile.
E di cosa? domand Charlotte.
Per stanotte. Poi si gir, come se non volesse parlarne pi.
Per fortuna anche dopo pranzo il tempo resse. Wilkins aveva preparato per loro due coperte calde, visto che la carrozza era aperta davanti e ai lati, e in quel periodo dell'anno poteva fare parecchio freddo.
Il cocchiere le accolse con gentilezza, ma non parl pi dello stretto necessario. Era tutta un'altra persona rispetto all'amabile ciarliero che era andato a prenderla in stazione.
Lei ed Emily avevano preparato un itinerario, lo avevano scritto su un foglio e consegnato al cocchiere. Passarono di nuovo davanti alla cappella in rovina e proseguirono nel dolce paesaggio autunnale. Ogni tanto Charlotte diceva a Wilkins di fermarsi e chiedeva a Emily di scendere e provare a identificare un albero.
 divertente disse la bambina con le guance arrossate tornando in carrozza per la quinta volta. Frulein Pauly, l dietro c' Polesden Lacey, dovrebbe proprio vederlo.
Wilkins imbocc una strada di campagna, la carrozza inizi a oscillare.
Miss,  una scorciatoia! disse sopra la spalla. Altrimenti dovremmo attraversare tutto il paese e fare il giro dell'intera tenuta!
Ne valse la pena. La casa spunt davanti a loro all'improvviso. Se si poteva chiamare "casa", pens Charlotte divertita. L'edificio, verniciato di giallo, era meravigliosamente simmetrico. Il blocco principale, con un portico dominato da una torretta a cipolla, era incorniciato da due ali che terminavano con due balconcini semicircolari, innumerevoli finestrelle guardavano incuriosite il verde circostante come occhietti ammiccanti.
Che bel castello disse Charlotte.
S, quasi come nelle favole aggiunse Emily. Una volta ci sono stata. Dentro  bello quasi quanto fuori.
Tuo padre conosce i proprietari?
La bambina annu. Ma io ero ancora piccola. Come se adesso fossi una vecchia signora, pens Charlotte reprimendo un sorriso.
Forse pap un giorno potrebbe portarla con s, cos potr vedere il giardino.  bellissimo. Lui ci va a volte a raccogliere le sue piante.
Charlotte rimase di nuovo stupita dalle innumerevoli sfaccettature della personalit di Sir Andrew. Tanto freddo e distaccato, quanto appassionato del suo hobby. Un uomo che si dedicava a qualcosa con tale devozione e slancio non poteva essere totalmente antipatico.
Dopo che ebbero ammirato in lungo e in largo Polesden Lacey, Wilkins torn indietro e prosegu verso est.
Miss, questa  la North Downs Way, gliel'ho gi mostrata una volta spieg. La pi antica strada dell'Inghilterra, ricorda?
Il reverendo Morton mi ha raccontato che un tempo ci passavano i pellegrini diretti a Canterbury intervenne Emily orgogliosa. E, ancora prima, i cacciatori dell'Et della Pietra.
A primavera faremo una bella escursione propose Charlotte. Ci portiamo i viveri e una coperta e camminiamo fino a quando non crolliamo.
Gli occhi di Emily scintillarono.
Raggiunsero la provinciale, sulla destra presero la strada che andava verso Dorking. Wilkins accost dall'altro lato, senza per scendere dalla cassetta. Poi, con il frustino, indic dritto davanti a s. Laggi, oltre il fiume e le foreste, c' Box Hill.
Una volta ci sono stata con pap e con il reverendo disse Emily. Da lass si pu vedere lontanissimo.  stupendo! Lo sguardo anelante puntato verso quell'altura.
Ecco, forse a primavera potremmo andare l! fece Charlotte dando un'occhiata al Mole, che scorreva tra gli alberi. Poi si volt verso Wilkins, sempre seduto sulla cassetta, il frustino di traverso sulle ginocchia. C' un ponte, qui?
Lui indugi; Charlotte pens che non avrebbe mai risposto.
S, c', ma non  vicinissimo. E ci sono delle pietre lisce, che quando si bagnano diventano pericolose, c' il rischio di scivolare e...
Charlotte sent Emily avvicinarsi a lei e la guard preoccupata. Hai freddo?
La piccola si limit a scuotere la testa.
Wilkins, prosegua pure.
Copr le spalle di Emily, che rimase in silenzio con lo sguardo all'esterno, come per nascondere la faccia.
Il fiume, ha a che fare con il fiume, pens Charlotte. Il padre le aveva proibito in maniera tassativa di andare a passeggiare l con la figlia. E adesso quell'improvvisa paura quando Wilkins... cos' che aveva detto, Wilkins?
C' il rischio di scivolare e...
Apparvero le prime case di Dorking, e Charlotte si sent sollevata. Wilkins, come da programma, le stava portando dritte alla meta: la sala da t. La strada principale non era lastricata, ma c'erano comunque delle vie sicure su cui passeggiare e ammirare i negozi, era illuminata e aveva un aspetto molto invitante.
Al passaggio della carrozza dei Clayworth alcune persone salutarono, e Wilkins ricambi con un colpo di frustino sul cappello. Emily guardava di nuovo davanti a s, sulle sue guance era tornato il rossore.
Ecco,  l! esclam indicando una graziosa casetta celeste con grandi finestre sporgenti, il cui ingresso era dominato da un cartello in metallo a forma di teiera. Wilkins si ferm, salt gi e le aiut a scendere.
Miss, a che ora devo passare a riprendervi? domand l'uomo.
Charlotte riflett. Tra un'ora. Anzi no, facciamo un'ora e mezza, cos Emily e io avremo il tempo di fare un giro nei negozi.
L'uomo si rimise il cappello, risal sulla cassetta e se ne and. Charlotte e la bambina entrarono nella sala da t, dove c'era profumo di dolci appena sfornati. Alle pareti erano appesi quadri di paesaggi della zona, i tavoli erano coperti da belle tovaglie e decorati con candele. Sembrava il salotto di una casa privata, caloroso e accogliente.
Una donna anziana con una cuffietta bianca venne loro incontro, il pi veloce possibile considerata la sua corporatura abbondante.
Benvenute. Si ferm e poi guard meglio Emily. Ma noi ci conosciamo gi! Tu sei la figlia di Sir Andrew Clayworth, di Westhumble.
Emily annu e fece un inchino. S, madam. Sono stata qui una volta con mia zia e la mia bambinaia.
Sono contenta che tu sia tornata! Mi scusi... Si volt verso Charlotte, Ada Finch. Gestisco la sala da t insieme a mia sorella Edith. Edith, vieni a vedere chi  venuto a trovarci! strill a una signora ancora pi anziana, in piedi dietro al bancone.
La donna si avvicin e salut a sua volta le ospiti. Esteriormente era l'esatto contrario della sorella, alta e magra, ma non meno cordiale. Oh! La piccola Miss Emily di Chalk Hill!
Lei  la mia nuova istitutrice, Frulein Pauly, viene dalla Germania annunci Emily orgogliosa.
Molto lieta disse la Miss Finch pi rotonda.  un grande piacere per noi averla qui. Allora, cosa vi portiamo?
Prima falle accomodare la riprese con dolcezza la Miss Finch pi magra.
Nel frattempo gli altri ospiti si erano voltati a guardare le nuove arrivate, come se fossero una specie di attrazione, cosa che mise un po' a disagio Charlotte. Si sedettero a un tavolo in un angolo da cui potevano vedere l'intera sala.
Vuoi andare a dare un'occhiata alla vetrinetta, cos scegli? domand alla bambina.
Lei scosse la testa. No, so gi cosa voglio. Uno scone con crema e marmellata di fragole. Anzi, dovrebbe provarlo anche lei! aggiunse un po' timida.
Io vado a dare un'occhiata replic Charlotte, e si avvi verso il bancone, dove le si apr una vista da leccarsi i baffi: diversi tipi di dolci e torte e ciotoline piene di marmellata di fragole e di crema densa.
Miss Edith la guard raggiante. Se c' qualcosa che non conosce, chieda pure, che le spiego volentieri.
Emily mi ha consigliato gli scones.
Be' s, quelli sono una specialit inglese che dovrebbe provare. Ne vuole assaggiare uno?
Volentieri, grazie. Due, uno per me e uno per Emily. Con il t.
Miss Edith ebbe un attimo di esitazione e poi chiese: Se permette la domanda...  molto che sta dai Clayworth?.
Meno di una settimana.
Spero che si trovi bene, qui da noi.
Finora quello che ho visto mi  piaciuto, grazie. Con la bella stagione dev'essere ancora pi incantevole.
S, in quel periodo vengono moltissime persone, qui a Dorking. Per strada c' un gran viavai, e si vedono pi forestieri che locali. Una manna dal cielo per i nostri affari, ovvio... Sorrise. Poi guard oltre le spalle della donna, e il volto all'improvviso si fece serio. Charlotte si gir.
Vicino a Emily c'era una donna; stava parlando alla bambina, che aveva un'espressione supplichevole.
La vecchia Tilly Burke mormor Miss Edith. Meglio che torni al tavolo.
Charlotte si affrett, e l'anziana si fece subito da parte. Posso chiederle chi  lei? domand in tono severo per poi poggiare un braccio intorno alle spalle della piccola. Stava tremando.
Tilly Burke. Non le faccio niente.
La prego di andarsene. Non vede quanto  turbata? ordin in un tono che stup Emily.
L'anziana si guard intorno, ma nessuno sembrava badare a lei. La crocchia si era sciolta e i suoi capelli grigi erano scompigliati. Non portava il cappello e aveva il cappotto abbottonato storto. Nella mano sinistra, nodosa, teneva un bastone con un pomello nero lucido; l'impressione era che se non ci si fosse appoggiata sarebbe caduta.
Le sorelle Finch stavano osservando la scena da dietro il bancone.
La piccola  triste.
La prego, adesso vada ripet Charlotte decisa.
Ma  triste. Come la sua mamma. Anche lei era sempre triste. E poi  andata al fiume.
Emily salt in piedi gridando e si precipit verso la porta, aperta proprio in quel momento da un signore che stava entrando. L'uomo d'istinto allung le braccia e raccolse la bambina intimorita, prima che arrivasse Miss Ada a consolarla accarezzandole i capelli.
Nel frattempo la sorella era andata da Tilly Burke e l'aveva presa per un braccio. Poi l'aveva trascinata verso l'uscita e spinta fuori. Non torni mai pi!
A quel punto anche Charlotte raggiunse la piccola e la ricondusse al tavolo. Gli altri avventori tenevano lo sguardo fisso sulle tazze e sui piattini davanti a loro per non sembrare impiccioni.
Charlotte ed Emily si sedettero, e le sorelle Finch si affrettarono a portare t e biscotti, che sistemarono sul tavolino con particolare cura.
 solo una povera pazza sussurr Ada Finch. Dice cose a vanvera, cerca disperatamente persone che la stiano ad ascoltare.
Charlotte annu grata, ma non fece commenti. Vers il t alla piccola, ancora tremante, aggiunse latte e zucchero e le pass il piattino con lo scone. Le era passato l'appetito, ma per dare il buon esempio inizi a mangiare. Era davvero squisito. Il biscotto, non troppo dolce, insieme alla marmellata e alla crema assumeva un gusto delicatissimo.
Mangia, Emily, vedrai che ti sentirai subito meglio disse.
Emily tagli lo scone con il coltello esitando e lo sommerse di crema e marmellata. Poi per riappoggi la mano accanto al piatto. Non ce la faccio.
Certo che ce la fai.
Alla fine dette un morso, poi un altro, fino a quando non si convinse e il t le scald il cuore.
Charlotte doveva assolutamente sapere cosa si nascondesse dietro quella scena assurda. Su Chalk Hill e sulla famiglia Clayworth aleggiava un segreto, ormai era chiaro, ma non poteva sopportare l'idea che chiunque incontrasse ne sapesse pi di lei.
Chi era quella donna che ti ha fatto tanta paura?
Emily guard il piatto, come se la risposta fosse posata l. Prima, tanto tempo fa, ha lavorato per la mamma. Era la sua tata. E dopo anche.
Capisco. Vive qui vicino?
S, un po' fuori Mickleham. In una vecchia casa. Una volta siamo andate a trovarla. Ma a me lei non piace.
La incontri spesso?
Annu. S,  sempre in giro a parlare con persone che non vogliono ascoltarla.
Charlotte riflett se fosse giusto approfittarsi di quella momentanea vulnerabilit con ulteriori domande. Ma come poteva aiutarla se non sapeva nulla della sua famiglia?
 vero che la tua mamma spesso era triste?
Emily si strinse nelle spalle.
E cosa significa che poi  andata al fiume?
Aveva esagerato, Emily era impallidita e aveva serrato la bocca come per chiudere le parole dentro di s.
Va bene, non ne parliamo pi. Vuoi mangiare ancora qualcosa? No? Allora adesso pago e usciamo a fare due passi.
Al bancone, Miss Edith Finch la guard preoccupata. Sta meglio, la piccola Emily? Non la faremo pi entrare, quella vecchiaccia... fa solo danni.
Ha lavorato per la famiglia della madre di Emily?
S, ma molto tempo fa. Con il passare degli anni  andata sempre pi in confusione, non hanno pi potuto tenerla. Gli Hamilton, i genitori di Lady Hellen, in quel periodo hanno lasciato Chalk Hill alla figlia e al marito e per motivi di salute si sono trasferiti a Jersey. Da quanto ne so, adesso non ci sono pi. Ma la vecchia Tilly  rimasta qui.
Charlotte la scrut.
Posso farle una domanda, in confidenza?
Certo, chieda pure, mia cara.  brava con la bambina, la stavo osservando.
Di cosa  morta, Lady Ellen? Lo disse sottovoce, in modo che nessuno potesse sentirla. Perch non stava bene che un'istitutrice facesse domande in una sala da t sul passato dei suoi datori di lavoro.
Miss Finch sospir. Una storia molto triste.  annegata nel Mole.

9. Londra, marzo 1889.

Tra il pubblico, riunitosi in semicerchio intorno a un semplice tavolino di legno, si sollevarono mormorii di tensione. Gli specchi alle pareti erano stati coperti con dei teli e le tende della finestra erano chiuse, per creare la giusta atmosfera. Nella sala faceva un caldo soffocante, ma la padrona di casa aveva insistito per tagliare fuori il mondo esterno, che avrebbe potuto disturbare la concentrazione del medium.
Mrs. Burton salut i presenti. Gentili signore ed egregi signori, Mr. Charles Belvoir, il famoso medium, vi dar oggi una prova dei suoi straordinari poteri. Si  gi esibito nel Continente e negli Stati Uniti dimostrando a un pubblico entusiasta il suo grande talento. Io sono stata incaricata di comunicarvi che Mr. Belvoir  disponibile anche per sedute pi intime, per chi desiderasse stabilire un contatto con i propri defunti o recapitare loro un messaggio. Vi preghiamo inoltre di mantenere la calma per non mettere a rischio la dimostrazione. Adesso dovreste tirare fuori le lavagnette che avete portato con voi e poggiarle su questo tavolo, controllando che siano intonse.
Le sei persone presenti - tre uomini e tre donne - si alzarono una dopo l'altra e ognuna di loro pos una lavagnetta sul tavolo a cui avrebbe preso posto il medium. Lavagnette semplici, come quelle che usano i bambini a scuola. Mrs. Burton aggiunse una scatoletta piena di gessetti colorati, dopo averla mostrata al pubblico.
In quello stesso momento, nella stanza a fianco, Charles Belvoir si guard per l'ultima volta allo specchio e si pass una mano tra i capelli corvini, dall'aspetto quasi mediterraneo. Era un uomo alquanto basso, con un pizzetto che gli conferiva un'aria mefistofelica. Prese una lavagnetta e una cassetta di legno, usc dalla stanza e buss alla porta di quella accanto. Mrs. Burton apr mentre faceva cenno al pubblico di tacere.
Egregi signori, ecco a voi Mr. Charles Belvoir!
Gli spettatori applaudirono tiepidamente, e Belvoir si inchin.
Poi Mrs. Burton lo condusse al tavolino, lui si sedette, pos i palmi sul piano e abbass la testa concentrato.
Di l a poco nella sala si diffuse un forte e opprimente profumo orientale, e Tom Ashdown soppresse un ghigno sarcastico: patchouli, ovvio.
Mrs. Burton indic ancora una volta con un gesto teatrale Belvoir per poi lasciargli definitivamente la scena, mentre lei prese posto su una sedia con uno schienale altissimo in un angolo.
Il medium si schiar la voce.  un onore, per me, potervi presentare stasera diversi esperimenti con le lavagnette. Grazie alla forza del pensiero cercher di rispondere alle vostre domande per iscritto sulle lavagnette, senza che io abbia accesso a esse, oppure solo tenendole in mano. Comunque, voi potrete vedere tutto.
Le indic e poi le sollev una per una per mostrarle di nuovo al pubblico, ancora intonse. Non ci sono trucchi, miei cari, sono semplici tavolette di ardesia.
Poi indic la cassetta di legno che si era portato dietro e la apr. Non era una cassetta vera e propria, ma altre due lavagnette, con il retro in legno, accoppiabili e richiudibili grazie a una cerniera e a un lucchetto. Anche queste, intonse.
Caro pubblico, adesso tocca a voi. Cosa deve scrivere, lo spirito?
Tom Ashdown si appoggi allo schienale e accavall le gambe. Era venuto per dare un'occhiata al famoso medium in cui la sorella di Sarah Hoskins, Emma Sinclair, riponeva tanta fiducia. L'aveva conosciuta alcuni mesi prima a Oxford in occasione di una visita ai suoi amici storici, ancora incapace di superare la morte del fidanzato. Quell'incontro lo aveva impressionato. Era disperata, e stravedeva per questo Charles Belvoir; non parlava d'altro. Le preoccupazioni di Sarah e John, quindi, gli erano sembrate fondate. La sorella sperava che Emma potesse ricominciare a vivere, guardare al futuro, ma le sedute con il medium continuavano a respingerla verso il passato.
Prima di entrare, Tom era stato assalito dal dubbio di star commettendo un terribile errore. A parte la pessima esperienza con la medium di Islington, non ne sapeva quasi nulla di quel mondo. Forse a convincerlo era stato il disprezzo per persone che cercavano di arricchirsi sfruttando la disperazione altrui. Ancora sentiva la vergogna del momento in cui aveva abbandonato la seduta con la coda tra le gambe invece di chieder conto alla medium e pretendere i suoi soldi indietro, per poi arrabbiarsi moltissimo con se stesso. Forse aiutare una persona che era nelle sue stesse condizioni ponendo fine a quel salasso lo avrebbe fatto sentire meglio.
Una citazione di William Shakespeare disse la donna dall'aria intelligente e i capelli legati in una crocchia seduta vicino a Tom. Da Come vi piace.
Benissimo replic Charles Belvoir. Prego, si avvicini.
La donna, secondo Tom all'incirca a met della quarantina, si alz e si mosse verso il tavolo. Quindi Belvoir prese in mano la lavagnetta che aveva portato lui. La terremo in mano insieme sotto il tavolo, io da una parte, lei dall'altra. Si guard intorno. Silenzio, prego.
Ci vollero alcuni minuti prima che si sentisse un rumore di graffi. Tom cerc di individuare eventuali movimenti al di sotto del tavolo, ma la lampada poggiata sopra, metteva la zona in ombra.
Pochi secondi dopo, con un gesto teatrale Belvoir tir fuori le lavagnette e le porse alla donna. Prego, legga. Ad alta voce.
"Tutto il mondo  un teatro e tutti gli uomini e le donne non sono che attori" lesse alzando la lavagna in modo che tutti potessero vederla.
La sala fu attraversata da una serie di mormorii, e Mrs. Burton applaud, piano.
Impressionante, non c' che dire comment la donna. Adesso per potrebbe scrivere una cosa sulla mia, di lavagna?
Mr. Belvoir ebbe qualche attimo di esitazione. Certo, qual ?
La donna la indic.
Bene. Stavolta la terremo sotto il tavolo, insieme come prima, e chiederemo un messaggio.
I due la presero per i quattro angoli, nella sala si fece silenzio. Gli spettatori non osavano nemmeno respirare. Tom non perse d'occhio la lavagna nemmeno per un istante, ma il rumore di graffi di prima non arriv, e non comparve nessuna scritta.
Alla fine Belvoir mise gi la lavagna e si prese la testa tra le mani. Scusate, ma oggi ho avuto una giornata molto impegnativa. Una seduta con un cliente molto esigente, che ha voluto parlare con lo spirito della madre per pi di due ore. Vi prego di perdonarmi, ma capirete che il successo di un medium dipende dalle condizioni di quest'ultimo e dalla disponibilit del mondo soprannaturale.
Tom rest scioccato da tanta sfacciataggine, mentre Mrs. Burton e gli altri quattro ospiti accanto a lui parvero allo stesso tempo comprensivi e disorientati. Solo la donna seduta al tavolino inarc un sopracciglio scettica.
Seguirono altre dimostrazioni in cui sulla lavagna richiudibile del medium comparvero dei messaggi, dopo che Belvoir vi aveva inserito dentro alcuni gessetti colorati. Nel complesso, i giochi di prestigio - perch di questo si trattava - assomigliavano a quelli di un mago di uno spettacolo di variet. Tom cerc di tenere sotto controllo le lavagne, ma le abili mani di Belvoir, le sue osservazioni per distrarre la platea, le ombre della stanza e sotto il tavolo contribuivano a disturbare la sua concentrazione. Non sarebbe stato in grado di dire come esattamente quell'uomo riuscisse nei suoi trucchi, ma era sicuro che ci fossero, insomma che in alcun modo fosse capace di stabilire un contatto con l'aldil.
Sarah Hoskins aveva ragione a temere per la salute mentale della sorella, ecco cosa le avrebbe detto, la prossima volta che si fossero incontrati. Emma Sinclair doveva assolutamente smettere di frequentare quell'uomo.
Al termine della serata applaud per cortesia, ma non riusc a sopprimere un ghigno di scherno.
La donna che si era seduta al tavolino con il medium se ne accorse e sorrise. Sir, non l'ha convinta, vero?
Tom scosse la testa, quindi uscirono nel corridoio, dove recuperarono cappotti e cappelli. Proprio per niente. E lei che ne dice?
Usciamo rispose, dopo che lui l'ebbe aiutata con il soprabito.
Era una tiepida serata d'inizio primavera. Si incamminarono, ma la donna si ferm quasi subito e gli porse la mano. Piacere, Mrs. Eleanor Sidgwick.
Thomas Ashdown, molto lieto.
Il famoso critico teatrale? domand lei interessata. Leggo sempre i suoi articoli. Grazie a lei mi sono risparmiata un sacco di delusioni.
Be', per spero che non abbia rinunciato a nulla solo a causa del mio giudizio. Insomma, i gusti sono gusti, e ognuno ha i suoi. Si schiar la voce. Posso chiederle cos' che non mi ha voluto dire, prima, quando eravamo ancora dentro?
Lei sorrise, i suoi tratti severi si ammorbidirono. Ha mai sentito parlare della Societ per la ricerca psichica?
Lui scosse la testa e la guard incuriosito. Mi racconti.
Facciamo un pezzo di strada insieme?
Volentieri.
 una societ che si dedica allo studio scientifico dei fenomeni soprannaturali spieg. Da anni cerchiamo di smascherare ciarlatani e imbroglioni e di distinguere tra loro e i soggetti che potrebbero avere autentici poteri soprannaturali.
Tom fece un respiro profondo per digerire quelle parole. Quindi lei crede che potrebbero davvero esistere fenomeni soprannaturali come i fantasmi o la chiaroveggenza?
Diciamo che non lo escludiamo a priori rispose la donna annuendo. Della nostra societ fanno parte filosofi e scrittori, ma anche scienziati. Persone di ampie vedute che si domandano se esistano cose che non sono spiegabili solo in base alle leggi della natura.
Prima di replicare Tom si prese del tempo, non voleva contraddire subito Mrs. Sidgwick, ma nemmeno abbandonare il suo scetticismo cos presto.
Quindi? Lei lo guard con aria interrogativa e il sorriso che le affior sulle labbra lo incoraggi a rispondere.
Insomma ... molto strano. La scienza ha dovuto spazzare via cos tanti pregiudizi ed errori, le persone sono morte bruciate sul rogo. E proprio adesso che la ragione  finalmente riuscita a prevalere, lei vuole dimostrare l'esistenza dei fantasmi?
La donna non sembr affatto offesa.  proprio questo il nostro scopo: la dimostrazione scientifica di poteri che vanno al di l delle possibilit di comprensione dell'intelletto umano. Esistono davvero fenomeni che non sono cos facili da spiegare come le dimostrazioni di un Belvoir qualunque.
Cosa sa di lui? domand Tom.
Be', sta avendo molto successo con le sue sedute. Stasera lo ha visto un po' sottotono, di solito  pi bravo.
Pi bravo a imbrogliare, intende?
S, secondo me s. Ma sto ancora raccogliendo materiale per un articolo da pubblicare sulla rivista della nostra societ. Posso chiederle, invece, perch lei se ne interessa?
Erano talmente presi dalla conversazione che non facevano nemmeno caso alla direzione in cui stavano camminando. Tom raccont dei problemi di Emma Sinclair, senza farne il nome, ed Eleanor Sidgwick annu comprensiva.
S, pu davvero essere pericoloso, quando una persona diventa dipendente da un medium. Anche per questo ci impegniamo a smascherare i truffatori ed evitare abusi.
Per un po' proseguirono in silenzio. Poi Tom le rivolse un'occhiata prolungata, seppur prudente, che lei avvert.
Che c'? Se ha domande chieda pure!
Mmm... Ecco, mi chiedevo come mai fosse sola...
Eleanor Sidgwick rise. Sono vicepresidente del Newnham
College di Cambridge, insegno matematica. So badare a me stessa.
Tom si sent avvampare. Mi perdoni. In una situazione simile Lucy gli avrebbe rivolto un'occhiataccia, pens.
Ma no, Mr. Ashdown, non c' motivo per cui debba sentirsi a disagio. Anche molte donne trovano strano quello che faccio. La strada verso la parit dei diritti  ancora lunga.
Tom sent che il pensiero di Lucy aveva fatto svanire il suo buonumore. Era stata una serata cos stimolante che per qualche ora si era concesso di dimenticare, ma all'improvviso i ricordi erano tornati, di prepotenza.
Mrs. Sidgwick fraintese il suo silenzio e aggiunse: Mio marito  tra i cofondatori del college. Anche lui  membro della Societ, e questo rende tutto molto pi facile... mi riferisco al mio lavoro in ambiti cos interessanti, ovvio. Nella sua voce c'era una tenerezza che in un certo senso smentiva quello che aveva appena detto. Poi assunse un'espressione meditativa. Mr. Ashdown, lei quindi  uno scettico che sa scrivere in maniera eccellente.  fantastico.
In che senso? domand lui sorpreso.
Noi accogliamo con piacere qualunque tipo di sostegno, e mi sembra che lei guardi allo spiritismo con un atteggiamento perspicace e oggettivo. Se potesse descrivere le nostre ricerche in maniera avvincente ma imparziale... be', ecco... per noi sarebbe un grande guadagno. Non tutti gli scienziati hanno il talento della scrittura.
Ma io non ne capisco quasi nulla replic lui deciso, e si concesse una innocente bugia. Io... per me era la prima volta, stasera.
Sar, ma ho come l'impressione che abbia un certo occhio per queste cose. Su, mi dica cosa ha visto, e pensato, l dentro. Il tono di Mrs. Sidgwick, per quanto amichevole, non ammetteva repliche. Che usasse lo stesso tono anche con le sue studentesse?
Be', tanto per cominciare credo sia significativo che sulla sua lavagnetta non  apparsa nessuna scritta. Quindi probabilmente quella che il medium si era portato dietro era, in qualche modo, predisposta, insomma truccata. E poi mentre ci veniva scritto sopra voi la tenevate sotto il tavolo. E quel rumore di graffi... ecco, mi  sembrato un po' troppo forte, come se dovesse essere sentito per forza.
Infatti. Lei lo guard piena di aspettative.
La zona sotto il tavolo era buia. Mi sono sforzato, ma non sono riuscito a vedere nulla, insomma se facesse qualcosa con i piedi o con le gambe. Dietro di lui c'era una tenda. La lampada sul tavolo era messa in modo che illuminasse soltanto il piano.
Continui.
Tom ci stava prendendo gusto, e acceler il passo, seguito da Mrs. Sidgwick.
E poi ogni tanto diceva delle frasi come... come per distrarre la platea. Una volta ha chiesto a quella Mrs. Burton di prendere qualcosa dalla stanza a fianco e questo ha disturbato l'attenzione del pubblico. Io ce l'ho messa tutta, ma non sono sicuro di non aver mai perso di vista il tavolino.
Mrs. Sidgwick si ferm e gli porse una mano sorridendo. Mr. Ashdown, benvenuto nella Societ per la ricerca psichica.

10. Chalk Hill, settembre 1890.

Charlotte voleva evitare che Sir Andrew venisse a sapere del brutto incontro nella sala da t, perch temeva che avrebbe proibito loro altre uscite. Per calmare Emily, dopo la merenda avevano fatto un giro per negozi, fra cui una merceria in cui erano esposti bei filati e modelli per ricamo. Charlotte si era ricordata che Sir Andrew dava molta importanza ai lavori di cucito e aveva fatto scegliere a Emily un modello da ricamare.
La bambina ne aveva scelto uno a foglie e fiori da usare come regalo di Natale per il padre. Ne sarebbe stato contento.
Sulla via del ritorno, in carrozza, all'improvviso Emily era scoppiata a piangere. Charlotte ce l'aveva messa tutta per farla calmare prima che rientrassero a Chalk Hill; non voleva che in casa la vedessero tornare con la piccola in lacrime. In quanto a Wilkins poteva solo sperare che non dicesse niente.
Una volta arrivati, sped subito Emily di sopra, nell'aula, e preg Susan di mandar loro la cena l. Per fortuna Sir Andrew avrebbe cenato fuori, cos le disse la cameriera, e sarebbe stato pi facile tenerlo all'oscuro dello stato di agitazione della figlia.
Emily era piuttosto stanca dopo quella giornata lunga e piena di colpi di scena, e mangi appena. Poi Charlotte chiam Nora e la preg di portare la piccola a letto.
La tata fu contenta di potersi occupare di lei e rivolse all'istitutrice un'occhiata di gratitudine. Miss, non si preoccupi, ci penso io.
Buonanotte Emily, domani riproviamo il nostro pezzo al pianoforte.
S, Frulein Pauly. Buonanotte. Emily si avvicin e per qualche attimo poggi la testa sul petto di Charlotte, poi si allontan, altrettanto rapida.
L'istitutrice scese e trov Mrs. Evans nella stanzetta vicino alla cucina in cui la governante svolgeva le mansioni amministrative. Era minuscola e arredata soltanto con un tavolo, un secrtaire, una sedia e una piccola cassettiera. Entr, e la donna alz la testa stupita.
S? Si tolse gli occhiali e li pos su un libro contabile aperto.
Vorrei parlarle a quattr'occhi disse Charlotte guardando oltre le spalle della donna verso la cucina.
Allora chiuda la porta, cos nessuno ci disturber. Allung una mano verso uno sgabello e lo avvicin all'ospite. Prego, si sieda. Non stava nella pelle dalla curiosit, era evidente.
Oggi Emily e io siamo andate a Dorking e abbiamo bevuto il t dalle sorelle Finch inizi Charlotte titubante. Appena raccont dello spiacevole incontro con Tilly Burke, il volto di Mrs. Evans si fece pi serio.
Ecco, mi piacerebbe sapere cos' successo esattamente a Lady Ellen spieg. Capisce che posso lavorare con Emily, ed educarla nel giusto modo, solo sapendo cos' che la opprime. Che stia soffrendo si vede subito. Ma l'incontro con questa Tilly Burke l'ha proprio scioccata.
E perch ne parla con me? domand Mrs. Evans gelida.
Dopo una simile uscita, Charlotte dovette sforzarsi di mantenere la calma. Perch lei forse conosce meglio di chiunque altro questa casa e questa famiglia, mentre io fino a un paio di giorni fa non sapevo nemmeno il nome della signora. Perch non voglio disturbare Sir Andrew, n causargli ulteriori sofferenze. Perch queste cose che non so complicano il mio lavoro. E perch nonostante sia qui da poco mi sono gi affezionata alla bambina e desidero aiutarla.
Mrs. Evans rest in silenzio, chiss se avrebbe pi risposto. Charlotte si costrinse a restare seduta tranquilla, anche se avrebbe tanto voluto alzarsi e scappare via. C'era qualcosa di umiliante, in quella situazione.
Alla fine la governante parl. Capisco. Per cos mi mette in una situazione difficile. In questa casa  proibito parlare di Lady Ellen,  stato Sir Andrew a vietarcelo. La sua morte, infatti,  stata un colpo durissimo per lui e la figlia, quindi anche pronunciare il suo nome non  gradito.
A me non interessano i pettegolezzi replic Charlotte, che ormai aveva pienamente riacquistato la sua compostezza. Ma ripeto, non sapere cosa abbia passato Emily e cosa la faccia soffrire complica il mio lavoro. Se la situazione non cambia, mi vedr costretta a rinunciare a questo incarico.
In realt non era sua intenzione minacciare Mrs. Evans in quel modo, ma poi si rallegr della propria temerariet. Mrs. Evans si era sempre mostrata superiore facendola sentire nuova, l in casa. Tuttavia, di certo non avrebbe mai voluto avere sulla coscienza il fatto che l'istitutrice appena arrivata dalla Germania si licenziasse cos presto.
La donna sospir. Va bene, le racconter cos' successo. Ma la prego di mantenere il massimo riserbo con Sir Andrew. Non voglio rischiare di perdere il mio lavoro.
Certo la rassicur Charlotte.
Lady Ellen  annegata nel Mole lo scorso marzo. Una notte  uscita di casa ed  andata al fiume. Poco pi a valle hanno trovato la sua sciarpa color avorio, impigliata in un ramo. In quei giorni il torrente era in piena, aveva piovuto moltissimo. Non c'era nessuno l intorno che potesse vederla o aiutarla.
Tacque.
Quindi  stato un incidente? Charlotte lo chiese in un tono di voce esageratamente alto, per quella piccola stanza.
Cos pare rispose Mrs. Evans con estrema rigidit.
Dev'essere stato un colpo tremendo disse Charlotte, pur sembrandole un commento insulso. Ed Emily sa cosa  successo?
Mrs. Evans annu. Le  stato raccontato quello che non poteva non sapere.
Charlotte sospir. Di pi non avrebbe ottenuto. Forse Nora avrebbe potuto aggiungere qualche dettaglio. Era una ragazza facile da influenzare, e forse con qualche gentilezza sarebbe diventata pi loquace.
Spero solo che non incontreremo pi quella vecchia spieg Charlotte. Sarebbe un peccato se, qui intorno, ci fossero altri posti che per Emily costituiscono una minaccia. Limiterebbe molto le nostre passeggiate.
Mrs. Evans ovviamente aveva capito benissimo cosa intendesse. Be', dal fiume dovrebbe comunque tenersi alla larga. E con questo consider il discorso chiuso.
Charlotte stava per andarsene quando la governante guard il piatto sul secrtaire e prese una lettera.
Ah,  arrivata posta per lei. Scusi, me ne sono ricordata solo adesso. Pass alla donna l'involucro di una costosa carta color crema.
Charlotte lo prese in mano stupita, ringrazi e usc dalla stanza. Tornando verso la torre guard la lettera e si ferm sgomenta.
Una volta in camera, si lasci cadere sul letto. Poi si rigir la busta tra le mani, a lungo, prima di decidersi finalmente ad aprirla.
La vista di quella calligrafia a lei cos familiare fu una pugnalata al cuore. Fece qualche respiro profondo fino a quando non le fu passata la tachicardia. Come aveva fatto a scoprire il suo nuovo indirizzo? A chi lo aveva chiesto? A sua madre? O all'agenzia che le aveva procurato quel posto a Chalk Hill?
... Sento il bisogno di esprimerti ancora una volta il mio profondo rammarico per quanto accaduto. Tutto ha congiurato contro di noi... Non passa un solo giorno in cui non pensi a te e non conservi la tua immagine nel cuore... Come sai, il fatto che tutta la colpa sia ricaduta su di te si deve a mia madre. Rinnovandoti la mia pi completa devozione...
Fu come se qualcuno avesse riaperto un sipario sul passato, e Charlotte all'improvviso rivide l'elegante villa di Grunewald in cui aveva fatto da istitutrice a Luise e Caroline von Benkow. Si ricord di quel giorno d'estate in cui i raggi del sole danzavano sulle pareti e qualcuno aveva bussato sfacciatamente alla porta dell'aula: le ragazzine erano schizzate in piedi vedendo quel ragazzo con la sua elegante uniforme.
Friedrich! avevano strillato saltando al collo dell'ufficiale, prima di presentarlo tutte orgogliose alla loro istitutrice.
Il tenente Friedrich von Benkow era alto, biondo e di bell'aspetto, ma non era questa la prima cosa che Charlotte aveva notato quel giorno. No, era il luccichio dei suoi occhi, le piccole rughe appena accennate e quella bocca che sembrava sempre sorridere.
Ah! Non sapevo che la mamma nascondesse nell'aula un simile gioiello! aveva esclamato con noncuranza, e Charlotte si era sentita avvampare.
Poi era arrivato il veto della ragione, che l'aveva messa in guardia, con una voce flebile ma ostinata, dal cercare di conquistare quell'uomo. Ma lui compariva sempre pi spesso: a lezione, durante il t o le ore di danza delle bambine. E a un certo punto i sentimenti avevano preso il sopravvento sulla ragione.
Il sipario si richiuse. Charlotte si alz e con le mani si scroll la gonna, come se dovesse pulirla dal contatto con quella busta e da quelle parole apparentemente concilianti. E cap quanto fosse stato fondamentale accettare quel nuovo posto.
Quella lettera non avrebbe mai ricevuto risposta.

11.

Arriv il sabato, Emily sembrava rilassata e riposata. Provarono di nuovo il pezzo al pianoforte, che a ogni ripetizione diventava pi scorrevole.
Lo esegui molto bene la lod Charlotte.
Stasera sicuramente sar nervosissima disse Emily guardandola insicura.
Prova a immaginarti che siamo solo io e te. Dimentica le persone intorno. Pensa che suoniamo per noi, e verr benissimo, vedrai.
Emily annu ma si chin sulla tastiera con le guance arrossate prima di ricominciare da capo.
Per fortuna quando Sir Andrew entr chiedendo di parlare con l'istitutrice avevano appena finito. L'uomo fece un rapido cenno alla bambina, prima che uscisse dalla stanza.
Negli ultimi giorni ci siamo visti molto poco. Spero che la gita sia andata bene esord avvicinandosi alla finestra e incrociando le mani dietro la schiena.
S, ho avuto modo di conoscere un po' i dintorni, ed Emily mi ha spiegato molte cose rispose Charlotte gentile, continuando a osservarlo con la coda dell'occhio. C'era qualcosa di strano, nel tono di Sir Andrew.
Lei sa che deve tenermi al corrente dello stato di salute ed emotivo di mia figlia.
Charlotte deglut. Certo.
Be', quindi... c' qualcosa che deve dirmi?
Ma dove voleva arrivare? Che avesse saputo dell'incontro con Tilly Burke e dei pianti di Emily? Ma da chi? Wilkins non avrebbe mai voluto dare simili preoccupazioni al proprio datore di lavoro.
Tornando, Emily era un po' agitata disse. Forse qualcuno della casa l'aveva vista piangere. Ha pianto. Ma niente di grave, davvero. Credo che fosse per il porcospino morto che abbiamo trovato sul ciglio della strada ment Charlotte. Ho cercato di consolarla.
Un porcospino morto?
Annu. Di solito i bambini empatizzano molto con gli animali e vederli soffrire li fa stare male.
Perch non mi sta dicendo la verit? sbott Sir Andrew cogliendola del tutto impreparata. Lo sguardo insistente. Non avete trovato nessun porcospino morto. Ho appena parlato con Wilkins e non mi ha detto niente del genere. Ha detto che Emily  scoppiata a piangere senza motivo.
Charlotte riflett un istante. Poi raccont di Tilly Burke.
Sir Andrew continuava a guardarsi le mani e sembrava si fosse rilassato, ma Charlotte vide come pulsava la vena del suo collo. Quando la donna ebbe finito, egli disse a denti stretti: Devo fare in modo che quella vecchia se ne vada di qui!.
 evidentemente confusa, insomma non credo lo faccia con cattive intenzioni osserv Charlotte in tono conciliante, ma lui gir bruscamente lo sguardo su di lei.
Non  una giustificazione! Per le persone come lei ci sono degli istituti appositi. Dopodich si gir e usc dalla sala.
Charlotte ebbe bisogno di qualche minuto per ricomporsi. Perch gli aveva mentito?, si chiese. Per proteggere Emily, rispose una vocina dentro di lei. Da suo padre? Ma era folle. Per era stato quello il suo istinto, e di solito lei si fidava del suo istinto. A ogni modo, si sent sollevata che la rabbia di Sir Andrew si fosse concentrata tutta su Tilly Burke e che lei se la fosse cavata senza troppi danni.
Nel tardo pomeriggio, Charlotte indugi davanti all'armadio in cui aveva sistemato il suo guardaroba. Non aveva molti vestiti, nemmeno uno da sera, e le fu difficile scegliere qualcosa di adatto all'occasione. Ci riflett un po', poi si decise per uno color vinaccia con inserti di velluto nero. Lo prese e inizi ad accarezzarne la stoffa liscia e luccicante.
Quel contatto la trasport da un'altra parte, lontano da l, in una grande citt brulicante in cui per un breve periodo si era sentita felice. Avrebbe tanto voluto lasciare l quel vestito, insieme alla sua vecchia vita, ma alla fine aveva prevalso il buonsenso. Ci sarebbe voluto del tempo prima che potesse permettersi di comprare un altro capo altrettanto elegante. Cos, avvolto in pi strati di carta velina, era finito nella sua valigia e l'aveva seguita in Inghilterra.
Charlotte si svest, si lav, lisci le sottovesti e poi indoss l'abito. Aveva imparato a vestirsi da sola, anche quando si trattava di capi pensati per dame che avevano una cameriera. Combatt con gancetti, occhielli, nastri e bottoni, fino a quando non fu tutto a posto. Poi si sciolse i capelli, li spazzol e se li pettin in modo che apparissero pi soffici del solito.
Si guard allo specchio soddisfatta. Per fortuna durante gli ultimi incarichi aveva imparato le regole della buona societ e sapeva come comportarsi. Certo, c'era l'ostacolo della lingua straniera, ma stava migliorando giorno per giorno; e comunque da un'istitutrice non ci si aspettavano grandi conversazioni.
Verso le sei arrivarono le prime carrozze. Charlotte sent il rollio delle ruote sulla ghiaia. Poi delle voci e la luce si accese sullo spiazzo principale.
Alle sei e mezzo in punto si diede un'ultima occhiata allo specchio e scese in sala da pranzo, dove la servit aveva apparecchiato una lunga tavola con le migliori porcellane e i bicchieri di cristallo. Gli ospiti erano gi divisi in gruppetti. Charlotte si guard intorno per cercare Sir Andrew.
Stava parlando con il reverendo Morton, ma all'improvviso alz gli occhi e la vide ferma sulla porta. Si scus con l'ospite e la raggiunse, lo sguardo scosso da stupore.
Buonasera Frulein Pauly. La prese dolcemente per un braccio e la condusse dal reverendo, che la salut con familiarit.
Ecco, ho scelto apposta l'unico ospite della sala che ha gi incontrato disse Sir Andrew divertito. Cos potrete approfondire la vostra conoscenza.
Spero che nel frattempo abbia avuto modo di conoscere meglio la nostra bella zona disse il reverendo affabile. Non ci vuole molto a vedere tutte le attrattive di Westhumble.
Charlotte raccont della breve gita in carrozza con Emily e gli chiese se l'invito a vedere i coniglietti fosse ancora valido.
Certo. Se verrete a trovarci nella casa parrocchiale, la mia cara moglie e io ne saremo molto lieti.
Fece un cenno a una donna un po' rotondetta vestita di blu scuro, che lo raggiunse subito.
Posso presentarle Mrs. Morton? Cara, questa  Frulein Pauly, la nuova istitutrice di Miss Emily.
Molto lieta. Mio marito ha detto che presto avremo il piacere di averla a una delle nostre serate musicali...
Charlotte diede un'occhiata veloce a Sir Andrew. Lui per si era girato verso un uomo, vestito in maniera molto ricercata e
accompagnato da una giovane donna particolarmente carina.
Se il mio lavoro me lo consentir, volentieri.
Chiacchierarono un po', poi torn il padrone di casa e la present via via agli altri ospiti: un avvocato con la moglie, il deputato della circoscrizione vicina con consorte e figli, il sindaco di Dorking con la famiglia e altre due signore pi anziane non sposate che avevano deciso di dedicare la propria vita alle scienze. Il giovane elegante si chiamava Jonathan Edwards ed era un avvocato di Londra, anche lui impegnato nella politica. Si era appena sposato e quella sera aveva portato la moglie per presentarla al padrone di casa.
Nonostante la buona accoglienza, Charlotte si sent un po' a disagio. Quando si sedettero a tavola e scopr di essere stata messa vicino all'annoiata moglie del sindaco e a persone che parlavano dei collegamenti tranviari tra il Sud dell'Inghilterra e la capitale, praticamente ignorandola, la donna percep in maniera chiara lo scotto di non far parte di quella cerchia. Ma nemmeno della servit, che continuava a portare cibo e si premurava che tutto procedesse senza intoppi. Si sent sollevata quando la tavolata fu sciolta e i signori si ritirarono con brandy e sigari, mentre le dame restarono con caff e liquore.
Charlotte si accomod su una poltrona un po' in disparte, rigirando il bicchiere tra le dita, fino a quando il cristallo non assunse il calore delle mani, e prendendo un sorso ogni tanto.
La moglie del sindaco, la figlia e la consorte del deputato discutevano animatamente dell'ultima saison londinese ma Charlotte conosceva quei nomi illustri solo dai giornali. Si guard intorno e si sent ancora pi fuori posto. Aspettava solo che arrivasse il momento dell'esibizione al piano.
Frulein Pauly, se ne sta qui tutta sola disse la voce amichevole di Mrs. Morton, che si era avvicinata con una tazza di caff in mano e si era seduta nella poltrona di fianco alla sua. Non  facile trasferirsi in un Paese straniero, non  vero?
Sembra che parli per esperienza replic Charlotte riconoscente.
Be', s, ha ragione. Io e mio marito abbiamo trascorso alcuni anni in India, prima che lui decidesse di tornare qui. Quel clima non faceva bene alla sua salute, altrimenti forse saremmo rimasti pi a lungo. L c' un gran bisogno dell'opera del Signore e abbiamo incontrato molte belle persone.
Oh, l'India... certo non c' confronto con il mio trasloco! disse l'istitutrice sorridendo. Insomma, l avrete conosciuto un mondo completamente diverso dal nostro, che io non riesco nemmeno a immaginare.
Il volto di Mrs. Morton si copr di un velo di malinconia.  vero, l'India pu essere un posto incantevole, un'estasi di profumi e colori, palazzi maestosi, paesaggi mozzafiato e un'incredibile variet di piante e animali. Esit. Ma ho visto anche tanta povert, costumi a volte spietati. Questi intoccabili, la casta pi bassa della societ, calpestati da tutti... Si strinse nelle spalle. No,  qui in Inghilterra che io mi sento a casa, e non voglio pi sentirne la nostalgia. Sorrise. Spero che lei si ambienti presto...  una bella zona, e quando conoscer meglio la gente scoprir che sono persone di cuore. Noi inglesi non siamo molto socievoli con i forestieri, anche se nei possedimenti dell'Impero in realt siamo noi gli stranieri...
Charlotte sent un'affinit spontanea con quella donna saggia e gentile.
E come va con Emily?
Molto bene.  molto diligente e s'interessa di tutto. Charlotte si chin in avanti. Fra poco faremo una sorpresa al padre, abbiamo preparato un pezzettino a quattro mani.
... In ogni caso meglio delle altre. Fu il frammento di conversazione che arriv all'orecchio dell'istitutrice.
Oh, sar felicissimo rispose la donna rivolgendo un'occhiata di rimprovero al gruppo di signore a fianco, che scoppiarono in una risata sguaiata. Per non disse nulla.
Charlotte segu il suo sguardo, ma la signora appena se ne accorse distolse subito gli occhi.
Poi si alz, pos il bicchiere e si conged da Mrs. Morton. Mi scusi, devo andare a prendere gli spartiti.
Ma certo, cara. A fra poco.
Una volta in corridoio, fece un respiro profondo. Forse aveva sentito male, in fondo era stata solo una mezza frase. Per le fece venire l'amaro in bocca, e riaffiorarono ricordi di umiliazioni pubbliche e sguardi maligni, frecciatine bisbigliate e tacito scherno. Per un momento si ritrov di nuovo nel salone dei von Benkow, ancora con un piede sulla porta, e risent una signora dire: Che onta per quel ragazzo, un ufficiale cos promettente, potrebbe fare molta strada se non si rovinasse con un matrimonio cos poco assennato....
Charlotte rimosse quel pensiero, serr le labbra, percorse il corridoio fino all'ingresso e sal le scale, lontana dalle voci di quelle donne che ancora le riecheggiavano nelle orecchie.
Gli ospiti restarono estasiati dall'esibizione di Charlotte al piano. Alla fine del brano fece avvicinare Emily, ed entrambe presero posto sullo sgabello. La sua alunna non la deluse, suon senza errori e si guadagn un applauso appassionato. Charlotte respir sollevata, mentre Emily, alzandosi, fece un inchino al suo pubblico. Poi guard Sir Andrew, appoggiato alla parete con le braccia conserte e un tiepido sorriso.
Che bambina incantevole disse la giovane Mrs. Edwards in piedi per applaudire. Che talento musicale! Peccato che la madre non abbia potuto vederla.
Per un secondo gli occhi di Charlotte incrociarono quelli di Sir Andrew, e lei li vide indurirsi come pietre. Solo il movimento del suo petto, che si alzava e abbassava con ritmo convulso, tradiva i suoi sentimenti. Nella sala era calato il silenzio.
 un gran piacere per me poter fare lezione a Emily disse Charlotte con prontezza di spirito. Apprende con una velocit incredibile e ha un udito finissimo.
Poi condusse Emily verso una sedia e le port un bicchiere di succo di frutta e un pezzo della torta servita come dessert. Sei stata bravissima.
Emily sorrise timida e si port la forchetta alla bocca.
Poi l'atmosfera si fece pi rilassata. Edwards port la moglie in un angolo e la redargu in tono severo.
Che passo falso. Era la prima serata di gala dalla morte della moglie osserv con voce flebile Mrs. Morton, scivolata accanto a Charlotte, con discrezione.
Charlotte diede un'occhiata alla sala e rispose, altrettanto sottovoce:  naturale che sia ancora in lutto per la moglie, per... si sforz di trovare le parole giuste ... il suo nome non pu essere nemmeno nominato! Emily sta soffrendo tantissimo.
Mrs. Morton dondol la testa.  molto sensibile su questo argomento, e vuole fare di tutto per proteggere la figlia. Insomma, capir...
Poi la donna cambi argomento e torn a parlare dell'India.
Quando tutti gli ospiti si furono congedati e Nora ebbe portato Emily a letto, Sir Andrew torn nella sala. Si vers un whisky, mentre Charlotte, in piedi vicino alla finestra, meditava se fosse ora di ritirarsi.
Posso offrirle un bicchiere di vino?
No, grazie, Sir Andrew.
La squadr. Ha suonato benissimo. Grazie. E grazie anche per quello che ha fatto con Emily.
Ci siamo divertite, a provare. Entrambe. Esit, sulla punta della lingua aveva fin troppe domande, ma non os formularne nessuna.
La prossima volta che ho ospiti mi piacerebbe suonasse ancora. Un'esibizione musicale rilassa l'atmosfera e... se Dio vuole, ci verranno risparmiati commenti poco appropriati. Prese un grosso sorso di whisky, poi fece un sorriso di circostanza. Frulein Pauly, non voglio trattenerla ancora. Le auguro la buonanotte. Le tenne aperta la porta e la richiuse piano dopo che Charlotte fu scomparsa nel corridoio.
Salendo si ferm a dare un'occhiata a Emily, che dormiva profondamente. Tornata in camera, fece un lungo respiro, sistem il vestito e le sottovesti, si slacci il corpetto e si lasci cadere sul letto. Poi si mise seduta a gambe incrociate e poggi il mento sulle mani.
Non riusciva a capirlo, Sir Andrew. Perch prima non ne aveva approfittato per raccontarle cosa fosse successo davvero alla moglie, visto che aveva anche fatto riferimento al passo falso di Mrs. Edwards? Sarebbe stata una buona occasione per fare un breve accenno alla tragedia che si era abbattuta sulla loro famiglia. E invece no, di nuovo quell'irritante silenzio, quella gelida distanza.
Era rimasto ferito al punto da non riuscire a parlarne con estranei? Per il fatto che avesse vietato alla figlia anche solo il nominare la madre era un'esagerazione.
Dopo l'infelice commento di Mrs. Edwards era come se per un attimo si fosse aperta una breccia in quella facciata d'imperturbabilit; lui le aveva concesso una fugace occhiata nel proprio cuore prima di indossare di nuovo la sua maschera impassibile.
All'improvviso, ripensando alla minaccia di Sir Andrew relativa a Tilly Burke, Charlotte avvert un principio di rimorsi di coscienza e si chiese se davvero sarebbe arrivato al punto di farla ricoverare in un istituto. Ne aveva facolt?
Si tir su e si prepar per la notte.
Lesse qualche pagina, prima di spegnere la luce e raddrizzare il cuscino. Sentiva il contatto, ruvido ma piacevole, delle coperte sulla guancia, fuori le foglie stormivano al vento, ma il sonno non si decideva ad arrivare. Erano successe troppe cose, negli ultimi giorni, e i pensieri continuavano a vorticarle nella testa.
Era appena caduta in un mezzo sonno inquieto, quando all'improvviso si ridest. Aveva sentito un rumore... oppure lo aveva solo immaginato? Si gir sulla schiena e trattenne il respiro, tendendo le orecchie. Eccolo, di nuovo!
Qualcuno che si trascinava, come procedendo a tastoni, un rumore quasi impercettibile ma che veniva dalle scale, sicuro. Si sedette e continu a origliare, poi si alz e prese uno scialle. Fece un passo verso la porta e sbatt un piede contro una sedia, rimandando gi a fatica un grido di dolore. Si ferm, immobile.
Era come uno di quegli incubi in cui uno resta bloccato in un punto e non riesce a muoversi, anche se dovrebbe scappare subito via da una cosa orribile. Sentiva i piedi come piombo, cos pesanti da non poter fare un solo passo, le braccia penzolanti prive di forza.
Quando riusc a riaversi da quella specie di paralisi, i rumori ormai erano svaniti. Piano piano afferr la maniglia della porta e la abbass trattenendo il fiato. Apr un pochino, appena uno spiraglio, poi del tutto. Guard fuori, gi per le scale, ma vide solo buio. Non se la sent di scendere. Tese le orecchie un'ultima volta, ma quel rumore misterioso era definitivamente scomparso.

12. Londra, ottobre 1890.

Il sipario si chiuse, e nell'ampia sala esplose un fragoroso applauso. Molti spettatori addirittura si alzarono. Dopo un po' le tende si riaprirono e gli attori fecero l'inchino tra una pioggia di fiori, lanciati sul palco dalla platea.
Anche Tom Ashdown, che indossava un appariscente soprabito verde, si alz, guard il suo accompagnatore un po' snervato... e si diresse verso la porta del palchetto. Non voglio restare qui un secondo di pi sibil. Andiamo a bere qualcosa.
Be', perlomeno tu vieni pagato, per vedere questa robaccia disse il suo amico Stephen Carlisle.
Non ancora... solo dopo che avr scritto il mio pezzo replic Tom avvicinandosi alla scala che conduceva al guardaroba. Per fortuna in sala c'era un tale entusiasmo che nessuno era ancora andato a ritirare il cappotto, e non trovarono fila. Nel giro di un quarto d'ora i due uomini furono fuori dal teatro, dopo che la ragazza del guardaroba aveva chiesto, raggiante, se anche loro non avessero trovato Miss Bellecourt, la protagonista di Il fiore bianco di Soho, semplicemente meravigliosa.
Gi il titolo  un'offesa per un intelletto sano comment Tom appena girarono l'angolo e s'infilarono nel primo pub. Una luce giallognola e calda filtrava dalle finestre e si specchiava invitante sull'acciottolato umido.
E adesso cosa scrivo? "Un'impressionante Miss Bellecourt, soprattutto per il suo audace dcollet, decisamente la cosa pi espressiva dell'intera rappresentazione"? Oppure: "La fine di Mr. Hester  una scena che non si dimenticher facilmente, un cigno morente, non fosse per la grazia da elefante e i rumori in sottofondo simili agli ultimi minuti di un maiale prima del macello"?
Stephen scoppi a ridere e gli diede una pacca sulla spalla. Tieni a bada la lingua, se non vuoi inimicarti i fan di questo spettacolo, ovvero circa la met della popolazione londinese.
Nel pub si sedettero in un angolo, dopo aver preso due pinte al bancone. Non era proprio un posto per gente altolocata, ma Tom ci veniva volentieri perch si poteva parlare in pace senza essere disturbati da altri amanti del teatro che magari coglievano l'occasione per mettersi a chiacchierare del pezzo appena visto con un famoso critico, quale lui era. Bevve un lungo sorso di birra, mise gi il bicchiere e apr le braccia perplesso.
Steve,  proprio questo il problema. Che ci sono troppe persone a cui piace questa robaccia. Tanto varrebbe consegnare il proprio cervello al guardaroba insieme al cappotto.
Be', i gusti sono gusti.
Tom scoppi a ridere. Questo lo dici tu. Io continuo a essere dell'idea che esistono cose oggettivamente belle o brutte, o comunque degne di essere preservate. E altre che non se lo meritano.
L'amico gli fece cenno di calmarsi. Be', quelle persone a teatro si sono divertite e per un paio d'ore hanno dimenticato la loro infausta routine. Ti sembra poco? Io ho dei pazienti che potrei considerare guariti, se solo riuscissero a calarsi nei panni dei protagonisti di queste tragedie, invece di continuare a rimuginare sulle proprie.
S,  un punto di vista interessante comment Tom ironico.
Allora prescrivigli la visione di un melodramma a settimana oppure una commedia musicale al mese. E diventerai una star della medicina.
Stephen sogghign. Grazie per il consiglio. Ma anche a te fanno bene, questi spettacoli. Le tue critiche, infatti, sono spesso dei capolavori letterari, la gente le legge pi volentieri dei romanzi. Ma io preferisco le stroncature... sono troppo divertenti.
Be', allora domani sull'edizione della sera troverai pane per i tuoi denti.
Mi raccomando, non dimenticarti il dcollet talentuoso!
E il cigno morente...
Come va con il libro su Shakespeare? chiese Stephen di punto in bianco, guadagnandosi un'occhiata seria dell'amico.
Che c'entra, adesso, il libro?
 che mi chiedevo cosa stessi combinando negli ultimi tempi. Sembri spesso in giro, cosa che mi rallegra, molto.
S,  vero, sono stato spesso in giro. Ma non per fare ricerche sul libro. Esit. Conosci la Societ per la ricerca psichica?
S, ne ho sentito parlare. E allora?
Be', da un po' lavoro per loro.
L'amico sgran gli occhi. Sei diventato uno scacciafantasmi? Non sapevo t'interessassi di fenomeni soprannaturali. Poi s'incup. Tom, non voglio essere indiscreto, ma non  che...
Ashdown sollev una mano per far tacere l'amico. No, tranquillo, lei non c'entra. Partecipo alle ricerche scientifiche e scrivo pezzi al riguardo. I colleghi dicono che il mio stile  pi chiaro e comprensibile del loro. Naturalmente, quanto al livello di conoscenze, mi sono nettamente superiori, ma insomma, io cerco di tradurre i loro risultati in una forma che sia accessibile a tutti, o quasi.
Lo sguardo di Stephen era ancora dubbioso. E tu riesci a tenere separate queste ricerche... dalle tue vicende personali?
Tom vuot il bicchiere e lo poggi sul tavolo con decisione. Ma insomma, tutti i miei amici erano preoccupati perch non vedevo pi nessuno e adesso che vedo un sacco di persone... continuate a preoccuparvi?
No,  solo che... Insomma in quelle cose l tutto ruota intorno alla morte disse Stephen perplesso.
La morte fa parte della vita, sono le due facce della stessa medaglia sentenzi Tom.
In quel momento, due avventori al bancone iniziarono a litigare. Di l a poco partirono pugni, volarono sgabelli, diversi bicchieri finirono in frantumi. L'oste li prese entrambi per il collo con le sue braccia muscolose e li trascin verso l'uscita, dove li invit caldamente a togliere il disturbo con un bel calcio nel didietro.
Stephen e Tom sembrarono far poco caso al frastuono che li circondava. Stephen disegnava dei cerchi sul tavolo con il suo bicchiere e dopo un po' chiese: E come sei entrato in contatto con loro? Non  che uno un giorno si alza, va da loro e chiede di poter partecipare....
Tom raccont di Sarah e John Hoskins, di Emma Sinclair e della sua capatina da Charles Belvoir. Alla fine della storia, l'amico inarc un sopracciglio. E tu ti sei prestato ad aiutarli in maniera del tutto disinteressata, solo per evitare che quella ragazza passasse guai seri?
S,  andata esattamente cos replic Tom, senza riuscire a trattenere un sorriso.
E alla fine la ragazza si  resa conto che quello era solo un ciarlatano?
Tom torn serio. Lo spero tanto. Le abbiamo detto quello che avevamo scoperto. E io ho scritto un articolo sui suoi intrighi, firmandolo con uno pseudonimo, che sicuramente deve essergli costato qualche cliente. Quel che  certo  che Emma ha smesso di partecipare alle sedute. Ma... Esit. Temo sia ancora molto vulnerabile, per quanto riguarda questo genere di persone. Belvoir  solo uno dei tanti che cercano di approfittarsi dell'ingenuit e delle sofferenze altrui.
E se incontrasse qualcuno davvero in grado di entrare in contatto con i defunti? domand Stephen. In quel caso, cosa le consiglieresti?
Ancora non sappiamo se simili persone esistano veramente rispose Tom elusivo. La Societ  ancora agli inizi. Per svolgere un simile lavoro ci vorranno anni.
S, ma... se succedesse? ribad Stephen. Se questa Miss Sinclair riuscisse a parlare con il suo fidanzato morto? Cosa significherebbe, questo, per te?
Per me? ripet Tom cercando di evitare lo sguardo di Stephen.
L'amico scosse la testa. A me non la dai a bere.

13. Chalk Hill, ottobre 1890.

Quel pomeriggio Sir Andrew era andato con Emily da alcuni conoscenti, quindi Charlotte era libera. Fu felice che la bambina trascorresse un po' di tempo con il padre e pens a come occupare quella mezza giornata.
Faceva freddo, ma non pioveva, cos decise di uscire a fare una passeggiata. Quando era con Emily non poteva andare dove voleva, di sicuro non al fiume. Ma oggi aveva una meta precisa, che doveva esplorare da sola.
Subito dopo pranzo s'infil gli stivali di gomma, un mantello di tweed e un cappello e avvert Mrs. Evans che usciva. Lei la squadr stupita. Sembra che voglia fare una lunga escursione. Mi raccomando, torni prima che faccia buio.
Non si preoccupi, ho un buon senso dell'orientamento.
Con queste parole si avvolse lo scialle pi stretto intorno al collo e se ne and.
Un vento gelido le sferzava la testa, e Charlotte fu contenta di non aver messo il suo cappello buono, perch avrebbe rischiato di perderlo.
Inizi a camminare. Le era sempre piaciuto stare all'aria aperta e quando passava ore e ore seduta in classe con Emily o in biblioteca le mancava il movimento. Anche a Berlino aveva sfruttato ogni minuto libero per andare in giro a guardare le vetrine dei negozi o a visitare musei, o semplicemente a godersi il brulichio della citt. Non era abituata a un posto isolato come Chalk Hill, e la attiravano le vitali strade di Dorking.
Grazie alle suole robuste os avventurarsi tra i ciottoli scivolosi lungo il Mole. Si guard intorno per controllare che non ci fosse nessuno, si tir su la gonna e fece il primo, grande passo. Il successivo fu gi pi facile. Raggiunto il centro del torrente, si ferm e fece un giro su se stessa. Era cos eccitante stare su una pietra circondata dall'acqua! Per un momento Charlotte lasci cadere la gonna e allung le mani verso il cielo, per assaporare appieno quel senso di libert.
Non pens nemmeno per un istante a Lady Ellen. Solo dopo aver raggiunto la riva opposta si guard indietro e si ricord le parole della governante: Una notte  uscita ed  andata al fiume.
Charlotte prosegu lungo la riva verso Dorking, ma lo sguardo continuava a tornare su quelle acque. La frase di Mrs. Evans l'aveva insospettita: senza quella precisazione, avrebbe pensato a un terribile incidente, che fosse inciampata camminando, che fosse stata avventata. Invece cos non aveva dubbi che dietro la morte della padrona di casa ci fosse dell'altro.
Non si trattava solo della serenit di Emily; per quanto si fosse gi affezionata alla bambina, voleva scoprire a ogni costo cosa fosse successo quella notte a Chalk Hill e cosa avesse spinto Lady Ellen a uscire per raggiungere il Mole.
Un uomo, anche lui con un mantello di tweed, le venne incontro con due cani da caccia e la salut sollevando il cappello.
Mi scusi, vado bene per Dorking? domand Charlotte gentilmente.
S, Miss. Fa un po' freddo per camminare, ma perlomeno non piove aggiunse alzando gli occhi al cielo. Poi con il suo bastone indic oltre i prati che orlavano il torrente. Sempre dritto, da quella parte. Le auguro una buona giornata. Richiam i cani con un fischio e prosegu.
A sinistra, Charlotte riconobbe le cime ancora verdi di Box Hill, mentre davanti a lei comparvero i primi tetti e comignoli del paese. Era bello trovarsi in mezzo alla natura, da sola, senza nessuno che la osservasse o con cui dover fare conversazione. S, insegnare le piaceva, ma ogni tanto sognava di avere un appartamentino o una casetta tutta per s.
Arrivata a Dorking, chiese del cimitero, che si trovava lungo la strada per Reigate, circondato da alte siepi. Una piccola cappella di pietra grigia, un'ampia area con un prato verde e setoso da cui le pietre tombali spuntavano come denti storti. Al contrario di Berlino, dove stradine di ghiaia circolari dividevano i defunti come a riprodurre le strade di una citt, l i morti sembravano sorgere dalla natura e fondersi con essa. Il cimitero era situato su una collina e offriva una vista meravigliosa sui rigogliosi dintorni.
Charlotte passava da una tomba all'altra cercandone una relativamente nuova, quindi non ricoperta da muschi e licheni. Si alz un vento gelido che la fece rabbrividire. Diede un'occhiata al suo orologio da taschino: le tre e mezzo. Presto sarebbe tramontato il sole.
Si ferm vicino a una tomba per sistemare gli stivali, quando sent una voce dietro di lei. Sussultando si tir su e si gir.
Una signora anziana vestita di nero procedeva poggiandosi a un bastone con un manico d'argento. Sorrise amichevole. Mi scusi,  da un po' che la sto osservando. Cerca una tomba in particolare?
Charlotte riflett qualche secondo e poi annu. Lei lo conosce bene, questo cimitero?
Be', direi di s. Qui ho due fratelli, due sorelle, due figli e mio marito. Diciamo che  la mia seconda casa. Ogni volta che vengo li sento pi vicini. Chi sta cercando, se permette la domanda...?
Charlotte non esit a lungo, e rispose: Lady Ellen Clayworth.
La donna cambi espressione. La fiss sorpresa e l'istitutrice si chiese se avesse sbagliato a chiedere.
Lei  nuova, di queste parti... vero? rispose l'anziana sorridendo.
S, non  molto che vivo qui.
Ah ecco. Infatti tutti, qui, conoscono quella tragedia.
Ho sentito dire che  morta annegata la scorsa primavera. Volevo dare un'occhiata alla tomba... per motivi personali aggiunse poco dopo.
Be', l'aveva quasi trovata replic la signora. Mi segua. Con l'aiuto del bastone la super lentamente e Charlotte la segu. Dopo un po' l'anziana si ferm e con il bastone indic una pietra bianca liscia.
IN MEMORIA DI
ELLEN CLAYWORTH
1858-1890
Una pietra come tutte le altre, pens Charlotte un po' delusa. L'unica differenza, forse, era la brevit dell'incisione. Sulla maggior parte delle lapidi, infatti, c'erano anche versi della Bibbia o citazioni dei cari rimasti in vita, oppure diciture come "Qui riposa in pace".
Be',  molto... semplice comment Charlotte diplomatica.
L'anziana annu. Ha ragione. Per mio marito, ad esempio, io ho scelto "Il signore  il mio pastore", gli piaceva tanto, quel salmo. Che  anche confortante, secondo me.
Charlotte la guard di sbieco. Lady Ellen era ancora cos giovane. Forse non volevano dare troppo peso alla sua scomparsa, ricordare un evento cos tragico.
La vide esitare, stringere le dita pi saldamente intorno al bastone e poi lasciarlo. Sospir. In realt non sta bene parlare di queste cose, i morti sono morti e vanno lasciati in pace.
Charlotte trattenne la propria impazienza a fatica. Sentiva che l'anziana sapeva qualcosa di particolare ed era sul punto di raccontarglielo.
Le posso assicurare che il mio interesse si basa solo su un desiderio di partecipazione.
Be', lei sembra avere un cuore buono e forse capir cosa significhi questa pietra per i familiari... Che dire... diciamo che  una specie di pietra commemorativa, non una vera tomba.
In che senso? domand Charlotte confusa.
Esattamente nel senso in cui l'ho detto. Non  una vera tomba. Qui non  sepolto nessuno. Il corpo di Lady Ellen non  mai stato trovato.
Charlotte sent un brivido lungo la schiena. Il cielo parve scurirsi all'improvviso, il rumore del vento tra gli alberi acuirsi in un sussurro minaccioso.
Mia cara... ha freddo?
Forse mi sono vestita troppo leggera. C' altro che pu raccontarmi in proposito?
Certo, era rischioso indagare in quel modo a Dorking; in quel posto si conoscevano tutti e Sir Andrew non ci avrebbe messo molto a scoprire delle sue ricerche. Ma del resto se lui non le diceva nulla, non le restava altra scelta che chiedere in giro.
L'anziana indic la panchina di fronte e sorrise come per scusarsi. Se avesse la compiacenza di venire a sedersi l con me... sa, a stare troppo in piedi mi affatico.
Ma certo.
Charlotte l'aiut a sedersi e poi prese posto accanto a lei, stringendosi il cappotto.
Come sapr,  successo a marzo. Un mese piovoso, infatti aveva piovuto tanto. Io sono rimasta chiusa in casa per giorni, avevo paura di scivolare e di cadere. Sa, alla mia et pu essere letale. Il Mole era in piena. Di solito scorre placido e innocuo, ma si pu trasformare, e all'improvviso. In questi casi, bisognerebbe tenersi alla larga dalle rive.
Charlotte la guard. Aveva poggiato entrambe le mani sul bastone, come per riposarsi. Pens a quanti soldi si fosse portata dietro e se, nella peggiore delle ipotesi, le sarebbero bastati per tornare con una carrozza a nolo. Non voleva pressare la sua accompagnatrice, ma aveva un po' paura di tornare a piedi a Westhumble con il buio.
Mi scusi se ogni tanto mi perdo nei miei pensieri. Sa, mia cara, l'et. A ogni modo, una mattina alla fine sono uscita e sono andata dal fornaio, dove la gente era agitatissima. Raccontavano che appunto la moglie di Sir Andrew Clayworth, il deputato, aveva avuto un incidente. Che avevano trovato la sua sciarpa color avorio sulle rive del Mole.
Per caso sa esattamente in che punto?
Aspetti, mi ci faccia pensare. S, credo fosse vicino al bosco di Nicols Field. Confina con il Mole e appartiene al Norbury Park. Un bosco davvero incantevole.
A destra ci sono Nicols Field e Beechy Wood, oltre la foresta scorre il Mole. S,  un posto bellissimo, in tutte le stagioni. Cos le aveva detto Wilkins, lungo il tragitto per Chalk Hill.
Quel bosco... confina anche con la Crabtree Lane?
L'anziana sorrise. Cara, vedo che conosce gi molto bene la nostra zona. S, il bosco inizia proprio dietro le case, tra cui anche quella in cui viveva Lady Ellen. Scosse la testa. Che storia triste. Adesso quella bambina dovr crescere senza madre.
Che terribile incidente.
S, ancora cos giovane. E una brava madre, dicono. Ci sono molte signore della buona societ che non si occupano per niente delle figlie, invece lei s, uscivano insieme in carrozza. Certo, avevano la servit, ma si faceva vedere spesso in giro con la piccola.
Finalmente Charlotte aveva trovato qualcuno con cui parlare liberamente di Lady Ellen. E quindi, diceva poco fa, il corpo non  mai stato trovato?
No. Lo hanno cercato per miglia, a valle, senza alcun risultato. E sa, il Mole sfocia nel Tamigi, ad Hampton Court. Si guard intorno con aria trasognata. Una volta, da ragazza, ci sono stata con mio marito. Che bel castello, come quello delle favole. Si scosse. Comunque, se  arrivato fino al Tamigi... insomma il Tamigi  grande e sfocia nel mare. Sospir e si tir su a fatica. Mi perdoni, ma adesso devo tornare a casa. Fa troppo freddo per una donna della mia et.  stato un piacere. Annu in segno di saluto e a passo lento si avvi verso l'uscita del cimitero.
Per fortuna alla stazione Charlotte trov una carrozza disposta a riportarla a Chalk Hill. Al cocchiere disse di fermarsi all'inizio della Crabtree Lane, non voleva farsi vedere arrivare a destinazione in quel modo. Una volta scesa, pag e si mise a camminare rapida verso la casa.
Fu Susan ad aprirle, e Charlotte le chiese di portarle il t in camera; quella sera avrebbe rinunciato alla cena. Era cos agitata che temeva qualcuno potesse capire come e dove aveva trascorso il pomeriggio. E poi aveva un'idea che voleva concretizzare il prima possibile.
Una volta in camera, cerc un quaderno con la copertina rigida e vi annot tutto quello che le aveva detto la signora del cimitero, aggiungendo anche le strane osservazioni di Mrs. Evans e quel poco che aveva saputo riguardo a Lady Ellen da Emily, Nora e Sir Andrew. Cos un po' alla volta si sarebbe fatta un quadro complessivo e forse sarebbe riuscita a capire chi era, in realt, quella donna.
Poi nascose il quaderno sotto il materasso. Un po' teatrale, doveva ammetterlo, ma nessuno doveva leggere quegli appunti.
Sir Andrew ed Emily tornarono alle nove. La bambina sembrava sfinita e Nora la port subito a letto, come spieg Susan quando venne a ritirare il vassoio.
Charlotte inizi a camminare nervosamente per la stanza, avanti e indietro. Di solito il silenzio della torre le piaceva, ma dopo quel pomeriggio denso di avvenimenti si sentiva troppo agitata per mettersi subito a dormire. Si avvicin alla finestra e guard nell'oscurit che avvolgeva il bosco intorno alla casa. Era tutto nero, eppure sentiva quegli alberi oltre il vetro come una presenza viva, percepiva il loro respiro.
Chiuse gli occhi e cerc di sentire anche lo spirito della donna che aveva vissuto in quella stanza prima di lei. Che avesse lasciato qualcosa, qualche traccia delle sue sensazioni o dei suoi pensieri? Un tempo era stata una ragazza, con i suoi sogni e le sue speranze: forse da qualche parte era nascosto un diario o delle lettere accorate a qualche amica? Davvero questa donna, la madre di una bambina incantevole come Emily, una notte era uscita per andare nel bosco e buttarsi nel fiume? E se lo aveva fatto, cosa l'aveva spinta a un gesto simile?
Poi sopraggiunse un altro pensiero. Che ruolo aveva avuto, in quella strana storia, Sir Andrew? Non avrebbe dovuto sentire la moglie che usciva dalla stanza nel cuore della notte? Forse non era in casa, ma in viaggio, o stava dormendo troppo profondamente... Oppure in una certa societ si usava dormire in camere separate?
All'improvviso Charlotte ebbe l'impressione di sentire un alito freddo sulla guancia, come se una mano gelida gliela stesse accarezzando. Sussult. Di certo gli infissi della finestra, contro cui infuriava il vento, erano vecchi e avevano qualche falla: c'era sempre una spiegazione razionale. Eppure all'improvviso si sent a disagio, e quella stanza le parve pi tetra del solito. Poi si diede una scossa e torn alla scrivania; non le piaceva l'umore che l'aveva sopraffatta.
Devo pensare a Emily, si disse. Questa donna mi interessa solo in quanto madre di Emily. Meglio non rimuginare troppo.
Si mise a leggere, ma la testa tornava sempre all'incontro con l'anziana del cimitero. A quanto pareva Lady Ellen si era occupata molto di Emily, pi della maggior parte delle signore della buona societ, se l'aveva notato anche quella semplice vecchietta di Dorking. Se il loro rapporto era stato cos stretto, la bambina ci avrebbe messo molto tempo a superare quella perdita. Forse il padre, con il suo silenzio, sperava di accelerare le cose? Charlotte continuava a torturarsi, ma tanto quella notte non le avrebbe portato alcuna risposta.
Cos si alz e inizi a svestirsi. Si adagi sul letto per togliersi le calze, ma un pensiero improvviso la ferm.
Nora. Ecco quale poteva essere la risposta. Se Lady Ellen era stata una madre cos premurosa, la persona che avrebbe potuto saperne di pi era la tata. Una ragazza semplice, in fondo. Anche se all'inizio nei suoi confronti aveva avuto un atteggiamento ostile, con qualche cortesia in pi Charlotte l'avrebbe fatta passare dalla sua parte, ne era sicura. Quel pensiero la calm, e si mise a dormire.
Verso le quattro, per, qualcuno la strapp dalle braccia di Morfeo. Charlotte sent bussare e scatt in piedi avvicinandosi alla porta: Ma chi ?.
La voce di Emily era cos flebile che per Charlotte fu un'impresa sentirla. Ma spalanc la porta. Vieni, entra!
Avvolse la bambina in una coperta e la condusse verso il letto. La fece sedere e poi chiese: Che  successo?.
La piccola la stava guardando con occhi talmente sgranati che Charlotte ebbe il timore che soffrisse di sonnambulismo, proprio come nella notte in cui aveva trovato la finestra aperta nella sua stanza.
Poi le poggi una mano su una spalla. Sei sveglia? Sai dove sei?
Certo che sono sveglia, Frulein Pauly rispose la bambina stupita. E sono nella sua stanza.
Charlotte tir un sospiro di sollievo. Ma cosa  successo? Stai tremando...
Emily chiuse gli occhi e serr le labbra. Ho fatto un brutto sogno.
Un incubo?
Emily mosse la bocca come per parlare, ma non le usc nemmeno una parola. Alz le spalle, impotente. Non erano mostri, nemmeno cavalli morti.
Bene. Ma allora cos' stato?
Prese la brocca con l'acqua e riemp un bicchiere, che poi porse alla piccola. A me puoi dirlo, stai tranquilla.
Emily prese il bicchiere e abbass lo sguardo. Ho sognato che ero malata. E sentivo caldo. La testa bollente, bruciava. E poi qualcuno mi ha portato alla finestra, e fuori faceva freddissimo. Il vento  entrato e mi ha raffreddata.  stata una bella sensazione.
E allora cos' che ti ha fatto paura?
Emily rabbrivid. Mi sono guardata intorno per capire chi mi avesse portato l. Ma non c'era nessuno. Cio c'ero solo io. Sospesa nell'aria. Come se stessi volando. E poi sono caduta gi, sempre pi gi...
... e ti sei svegliata...
S.
Anche a me  capitato di sognarlo, sai? Che cadevo, precipitavo gi, e poi poco prima dello schianto... puff! Mi sono svegliata, per la paura, ovvio.
Davvero?
S,  un sogno abbastanza comune. Il resto a dir la verit era piuttosto strano, ma Charlotte lasci perdere per non turbare ancora di pi la bambina. Dai, adesso ti riporto a letto, cos nessuno si accorger che ti sei alzata e ti far domande.
Immaginava che la piccola preferisse lasciare il padre all'oscuro di quella passeggiatina notturna.
Per, quando hai paura, puoi sempre venire da me... capito?
Emily annu, si alz e restitu la coperta all'istitutrice. Grazie, Frulein Pauly.
La tentazione di dirle chiamami pure Charlotte fu quasi irresistibile, ma non stava bene per un'istitutrice. Prese la manina di Emily e la guid gi per le scale, lungo il corridoio buio e quindi di nuovo in cameretta. La copr e si accert che finestra e tende fossero chiuse. Poi le augur la buonanotte e torn nella sua torre.
L ritir fuori il quaderno da sotto il materasso e alla luce della piccola lampada a gas scrisse il sogno di Emily.
Prov a riaddormentarsi, ma non ci riusc. Dopo essersi rigirata nel letto per una mezz'ora abbondante, si alz innervosita, si mise la vestaglia e scese in cucina a prendere un bicchiere di latte. Gli occhi le caddero sul Sunday Times, in una cesta di fianco alla cucina a gas. Che peccato accenderci il fuoco, pens, e se lo infil sotto un braccio.
Dieci minuti pi tardi era di nuovo a letto, a ridere di gusto. Stava leggendo la pagina del feuilleton, le critiche teatrali, in cui si parlava di un melodramma intitolato Il fiore bianco di Soho. Quella sera l'autore si era annoiato a morte, era evidente, e non vedeva l'ora di dare sfogo al suo malcontento. Ma lo aveva fatto in una maniera oltremodo divertente, che rendeva la lettura tutt'altro che noiosa.
Una trama cos esotica che mi torna davvero difficile trovare le parole giuste. Eppur ci provo: Il fiore bianco di Soho, interpretata da Miss Lilian Bellecourt,  una povera orfana cresciuta da un suonatore di ukulele delle Hawaii e dalla sua consorte, inglese. La bellezza meticcia viene presto coinvolta in terribili misfatti, di cui lei ovviamente non ha alcuna colpa, che conducono alla morte dei genitori adottivi. (Nota bene: la scena della morte della matrigna ha smosso il pubblico a crisi di pianto mai viste, paragonabili forse solo al funerale di stato dell'ammiraglio Nelson del 1806.) Quanto alla fine del padre, interpretato da Mr. Leonard Hester, preferisco lasciar cadere un velo di silenzio. Per quanto riguarda la nostra eroina, la sua interpretazione di una giovane casta e innocente forse sarebbe parsa pi convincente se Lilian Bellecourt - vogliate perdonarmi questa indiscrezione - avesse avuto meno di trentacinque anni.
Andava avanti nello stesso tono, e Charlotte leggendo dovette asciugarsi pi volte gli occhi dal ridere. Il pezzo si chiudeva cos:
Mentre Miss Bellecourt sul palco apriva il suo cuore all'amato, l'autore di questo testo non vedeva l'ora che si aprissero le porte dell'Inferno e inghiottissero la signora con tutti i suoi bei capelli e cappelli.
Firmato: ThAsh.

14.

La settimana successiva pass tranquilla. Sir Andrew aveva un convegno del partito a Londra e rest a dormire in citt. Cos Charlotte ebbe tutto il tempo di osservare Emily con calma. Ripens spesso allo strano sogno raccontatole dalla bambina, e che le era rimasto impresso nella memoria.
Ho sognato che ero malata. E sentivo caldo. La testa bollente, bruciava. E poi qualcuno mi ha portato alla finestra, e fuori faceva freddissimo. Il vento  entrato e mi ha raffreddata.  stata una bella sensazione. Mi sono guardata intorno per capire chi mi avesse portato l. Ma non c'era nessuno. Cio c'ero solo io. Sospesa nell'aria. Come se stessi volando. E poi sono caduta gi, sempre pi gi...
Aveva gi sentito dire che i sogni rivelavano una marea di cose sulla vita interiore di una persona, ma lei non sapeva come interpretarlo. Forse in quel modo la bambina, rielaborando, ricordava il brutto periodo in cui era stata spesso malata. Di quel periodo, delle sofferenze che avevano gravato sulla sua infanzia, Charlotte non sapeva ancora niente di preciso. La sensazione di precipitare nel vuoto, che nessuno la reggesse, poteva alludere alla perdita della madre, che prima le aveva offerto protezione e sostegno. S, era plausibile. Ma c'era comunque qualcosa che non tornava.
La finestra aperta, per esempio... a chi poteva venire in mente di portarci una bambina malata, di esporla al vento gelido? Ripens a quella che aveva trovato aperta in camera di Emily. Forse era davvero sonnambula, e dunque poteva mettersi in situazioni pericolose scendendo le scale, sporgendosi alle finestre, per non parlare dei tetti. Che quel sogno fosse solo un rimando inconscio alle sue escursioni notturne?
Quella storia non le dava pace, e cos un pomeriggio and a cercare Nora nella sua stanza, dopo aver assegnato a Emily un compito scritto.
La tata la guard entrare stupita e un po' timorosa. Mise via il lavoro all'uncinetto e si alz, pulendosi d'istinto le mani sul grembiule immacolato.
Miss Pauly? Lo disse in tono preoccupato, come se avesse paura di aver fatto qualcosa di sbagliato.
Avresti un paio di minuti per me? domand Charlotte. La bambinaia arross e le indic una sedia.
Era una stanza modesta, ma pulita, con alcuni quadri di paesaggi appesi alle pareti e un piccolo crocifisso sul letto.
Charlotte si mise seduta e pens a come cominciare. Alla fine raccont della notte in cui Emily era andata da lei tremando, e Nora impallid.
Miss Pauly, me ne... me ne sarei occupata io, ma ecco io non posso pi... Si port una mano davanti alla bocca, come se volesse ritirare quelle parole.
Lo so, tu non dormi pi nella stanza a fianco. E infatti non hai nessuna colpa disse per calmarla. Non sono venuta a rimproverarti, volevo chiederti delle cose.
Chieda pure...
Vorrei sapere di pi sulle malattie che ha avuto Emily da piccola, in modo che possa valutare se le sue condizioni sono di nuovo peggiorate.
Nora si guard le mani, congiunte sul petto. Be'... sono state varie cose, diverse. Raffreddori, febbre, tosse, una volta anche una polmonite e per poco non mor. Mal di pancia, vomito. Insomma, cose del genere, ma i bambini si ammalano spesso.
S, ma nel suo caso sembrano essere capitate particolarmente spesso, no?
Nora tacque. Charlotte sent quanto fosse vulnerabile, prendeva tutto come un rimprovero. Doveva essere ancora pi prudente.
Eri tu a prenderti cura di lei, quando era malata... no? Be', se  cos, sono sicura che lo hai fatto benissimo.
No, non mi sono mai presa cura di lei da sola.
Sir Andrew aveva assunto un'infermiera?
Scosse la testa. No, con me c'era Lady Ellen. Lo so,  una cosa strana in questi ambienti, ma... Si strinse nelle spalle.
Ti do la mia parola che tutto quello che mi dirai rester tra noi. Non riferir a nessuno quello che mi racconterai su Lady Ellen. Entrambe vogliamo solo il meglio per Emily... giusto?
La ragazza parve rilassarsi un po'. Le spalle si abbassarono, le mani intrecciate si sciolsero.
Ha sempre pensato lei a Emily. Si alzava di notte quando era malata, a volte dormiva addirittura su una sedia accanto al suo letto. Nora deglut. Non ho mai visto una madre cos amorevole.
Charlotte si ricord di come anche l'anziana del cimitero fosse colpita dal comportamento di Lady Ellen. Quadrava con quello che stava dicendo Nora. Era una cosa veramente fuori dal comune e faceva pensare che quel rapporto madre-figlia fosse molto pi stretto di quanto fosse abitudine in quegli ambienti. Cosa aveva portato Lady Ellen a rompere le convenzioni in quel modo e cosa pensava di lei la gente? E Sir Andrew? L'appoggiava, oppure trovava umiliante che la moglie si facesse carico di mansioni che spettavano ai domestici? Freddo com'era, non si poteva escludere nulla, eppure quella freddezza poteva essere solo una facciata dietro cui nascondere il suo lutto agli occhi del mondo.
Interessante. E tu avevi un buon rapporto, con Lady Ellen?
La tata annu orgogliosa. Oh s, lei era cos gentile. A volte, se non le servivano pi, mi regalava i suoi nastri per capelli o i suoi pettini.
C'erano cos tante domande che Charlotte avrebbe voluto farle: se Lady Ellen era una donna felice, se era felice con Sir Andrew. Cosa l'aveva spinta, in quella notte di marzo, ad andare al fiume e a... Ma con quelle domande avrebbe suscitato la diffidenza di Nora; invece lei aveva bisogno di averla dalla sua parte.
Che carina. La sua morte dev'essere stata un duro colpo per tutti.
Nora deglut. S, Miss. Sir Andrew  uscito di senno. Lui... lui non ci voleva credere, ha continuato a mandare gente a cercarla, ancora e ancora, anche quando non c'erano pi speranze. Noi abbiamo tentato di non dire niente a Miss Emily, ovvio, ma lei ha capito e... insomma, alla fine  stato impossibile.
In pochi minuti Charlotte aveva ottenuto un sacco di informazioni, eppure continuava ad avere la sensazione che Nora le stesse nascondendo qualcosa. Per doveva accontentarsi.
Un'ultima cosa: Emily ha sempre avuto gli incubi, oppure  una cosa che succede da dopo che  morta la madre?
Solo dopo che  morta Lady Ellen. Certo, prima era lei ad assisterla di notte, quindi io non posso saperlo, ma non ha mai detto nulla. No, sono sicura che tutto  iniziato dopo.
E succede spesso? Quanto spesso?
Nora si strinse nelle spalle. Be', dipende. A volte non succede per due, tre settimane. Altre, varie notti di seguito.
E chi si occupa di lei?
Se la sento, vado io. Altro non aggiunse. Ma Charlotte cap che il senso era che quando non la sentiva, la bambina restava in bala di se stessa e delle sue paure. Oppure cercava il conforto dell'istitutrice.
 la madre, che sogna?
Nora serr le labbra, sempre con l'intento di impedirsi di parlare.
Per favore me lo dica. Sono preoccupata, il sonnambulismo pu essere molto pericoloso.
La tata sembrava combattuta, poi disse: A volte non sa nemmeno lei cos'ha sognato. Altre racconta che qualcuno  entrato nella sua camera, una persona sconosciuta. E ogni tanto sogna anche la madre. Una notte... guard verso la porta, forse temendo che qualcuno potesse sentirla, una notte, quest'estate, ha gridato cos forte che l'ho sentita e mi sono precipitata da lei. Mi ha detto che aveva visto la madre. C'era la luna piena, e lei mi ha portato alla finestra mostrandomi un punto in fondo al giardino, tra gli alberi. Ecco, l'aveva vista l. Ne era sicura. Ha dei sogni davvero vividi.
S, in questo ti do ragione.  una bambina con una fantasia incredibile.
Charlotte guard fuori, pensierosa, i rami spogli degli alberi bui tagliuzzavano il cielo come forbici. Non l'aveva ancora visto, il giardino, ma ci sarebbe andata con Emily. Cos non avrebbe destato sospetti tra la servit e avrebbe potuto sondarlo con attenzione.
Grazie per la tua sincerit disse riconoscente.
Si figuri... ecco, se solo potesse non raccontare nulla a Sir Andrew... anzi a nessuno replic la bambinaia preoccupata. Aveva il terrore di far arrabbiare il suo datore di lavoro, e di perdere il posto.
Stai tranquilla, non dir nulla, a nessuno. Charlotte riflett qualche istante. Se ti viene in mente altro che potrebbe essere importante, per favore dimmelo. Un'ultima cosa: io non ho nulla in contrario al fatto che tu continui a spazzolare i capelli di Emily ogni sera. Per lei  una consolazione, e cos potete stare un po' insieme.
Lo sguardo di gratitudine di Nora quasi la trafisse. Grazie Miss Pauly  molto gentile da parte sua.
Charlotte si volt verso la porta. All'improvviso si rese conto di quanto fosse fredda quella stanza. Diede un'occhiata al minuscolo camino spento e poi alle mani di Nora, striate di rosso e di blu. Hai bisogno di legna, lo dico subito a Susan.
Usc e torn da Emily, che la stava aspettando con il quaderno chiuso, le mani congiunte e lo sguardo stupito.
Mi spiace, ci ho messo pi del previsto disse sedendosi al proprio tavolo con il quaderno. Poi lesse il breve componimento scritto dalla bambina. Doveva descrivere la sua giornata in tedesco, con frasi brevi e semplici; era stata brava.
Niente male, Emily, veramente... Vieni qui. La bambina si avvicin, e insieme rividero le frasi che contenevano alcuni errori, segnate in rosso, e quelle corrette, marcate di verde.
 difficile, il tedesco disse la piccola titubante.
S, hai ragione conferm Charlotte ridendo. Per, ecco... quando una lo impara da piccola non se ne accorge pi di tanto.
Ma lei sa bene anche l'inglese.
Be', non bene quanto te replic Charlotte. Il mio accento non lo perder mai. Nessuno mi scambierebbe per un'inglese. Richiuse il quaderno e lo restitu alla bambina. Se domani  bel tempo, potresti mostrarmi il giardino... che ne dici? Finora l'ho visto solo dalla finestra e mi piacerebbe farci una passeggiata.
Emily annu entusiasta. Volentieri. C' anche una piccola serra dove pap coltiva le piante tropicali. O perlomeno ci prova. Alcune crescono nonostante il freddo e l'umido.
Bello! Per non sono sicura che sia contento se entriamo, se lui non c'.
Be', basta che non tocchiamo e non rompiamo niente. Altrimenti lui non ha niente in contrario.
Allora va bene.
La mattina dopo, a colazione, Emily torn subito all'argomento "giardino".
Certo che lo facciamo, ma solo dopo che avrai finito i tuoi compiti.
Emily annu. Oggi sar bravissima, Frulein Pauly, glielo prometto. E quando stasera torner pap gli racconter dove l'ho portata.
Charlotte si rallegr della vitalit della bambina e non voleva rovinarle tutto.
Per entro mezzogiorno devi aver finito un sacco di cose.
Certo Frulein Pauly, io vado gi in classe.
Charlotte la segu con lo sguardo, sorridendo. Continuava a stupirsi delle innumerevoli sfaccettature di quella creatura. Com'era possibile che si fosse gi scrollata di dosso le paure notturne e riuscisse a lavorare concentrata? Forse aveva un carattere molto forte, maturato anzitempo durante gli anni della malattia. Charlotte aveva ancora davanti agli occhi l'episodio della sala da t a Dorking, una cosa del genere poteva risuccedere in qualunque momento.
Emily fu, di fatto, estremamente diligente, cos dopo pranzo imbacuccate in cappelli e sciarpe si avviarono verso il giardino.
Ecco, questa  la rimessa spieg Emily. Per la carrozza. E Wilkins qui ripara anche le cose che si sono rotte.
La porta era aperta, e Charlotte entr per vedere se c'era il cocchiere, che apparve nell'angolino pi nascosto inginocchiato accanto a una cassetta degli attrezzi. Appena sent i passi si gir di scatto.
Si alz, si pul le mani sui pantaloni e si tocc il cappello in segno di saluto.
Buongiorno Miss. State facendo una passeggiata?
S, mostrer il nostro giardino a Frulein Pauly disse guardando l'istitutrice impaziente.
Wilkins, volevo chiederle se domani verso le tre e mezzo pu portarci a Mickleham dal reverendo Morton.
Ma certo Miss.
Emily le tir una manica. Andiamo?
Charlotte salut Wilkins con un cenno della testa e poi usc con Emily dalla rimessa. Proseguirono lungo la casa, fino a quando la bambina non indic un campo delimitato da vecchi mattoni.
Questo  l'orto della cucina, per le erbe e le verdure spieg. Adesso non si vede granch, ovvio, ma la cuoca ha messo a seccare un sacco di piantine. Che d'inverno finiscono nei nostri piatti.
L'appezzamento era ancora pi vasto di quanto Charlotte avesse immaginato. Al centro del prato c'era una rotonda con arbusti di rose, che allungavano i loro rametti spogli e spinosi verso il cielo.
A primavera Wilkins le pota disse la bambina. Mai in autunno, perch i polloni difendono le piante dal freddo.
Wilkins  anche giardiniere? Non lo sapevo.
S, il grosso lo fa lui, dice sempre pap. Dei fiori, per, si occupa Mrs. Evans. Ecco, vede quella costruzione laggi? Quella  la serra.
Era un piccolo padiglione ottagonale con una torretta sul tetto. I sostegni di metallo erano stati verniciati di bianco ed erano ancora candidi; anche i vetri erano pulitissimi, tanto che si poteva vedere l'interno. Gi da fuori si capiva con quanto amore fosse mantenuta.
 bellissima disse Charlotte facendo il giro.
Pap  molto orgoglioso delle sue piante. Alcune producono frutti esotici che si possono mangiare. Ma solo d'estate.
Di nuovo quell'incredibile vitalit, quella smania di condividere qualcosa con il padre. Chiss perch lui non se ne preoccupava altrettanto.
Entrando si stup di quanto fosse calda l'aria, come se i vetri avessero catturato gli ultimi raggi di sole conservandoli per l'inverno. C'erano palme, cactus e varie altre piante che Charlotte non aveva mai visto.
Emily si ferm davanti a una pianta rampicante poco appariscente, i cui germogli ricadevano gi secchi e tristi. Questa  la passiflora, fa dei fiori bellissimi, bianchi e viola. E gli stami sembrano... riflett per ricordarsi la parola giusta, sembrano le stigmate di Ges, me l'ha detto pap. E d dei frutti che si chiamano maracuja.
Fece fare il giro a Charlotte e poi richiuse la porta con attenzione. L'istitutrice guard il grande olmo con i rami incurvati sull'erba che in estate doveva sembrare un meraviglioso baldacchino verde. A uno dei rami pi bassi era appesa un'altalena.
Vuoi fare un giro?
Emily salt su e inizi a spingersi per prendere velocit. Charlotte la guard per un po', poi concentr la sua attenzione verso il margine del bosco, verso il punto in cui Emily sosteneva di aver visto la madre. Per la prima volta not la porticina di ferro nella cinta muraria che divideva il bosco dal giardino.
Frulein Pauly, guardi quanto sono alta!
Io immaginavo sempre di salire fino al cielo comment Charlotte trasognata.
S, anch'io!
Quando Emily salt gi, Charlotte stava ancora fissando la porticina. Poi si riprese e si volt verso la piccola. Dove conduce quella porta?
Nel bosco. Esitava, era ovvio, e aveva cambiato umore. Si chiama Nicols Field. Emily si gir, voleva proseguire.
Si pu andare a passeggiare, l?
S, ma a me non piace.
Charlotte recep il messaggio e non fece altre domande; non voleva ferirla.
Ecco, guarda, lass c' la mia stanza. Infatti ho una vista magnifica.
Emily teneva il capo chino, e Charlotte sent un groppo in gola. Ma cosa ho fatto?, si disse. Ho gi passato il limite con quella banale domanda? D'un tratto si chiese che diritto avesse di indagare in quel modo, e si sent malissimo. Lei in fondo era l prima di tutto per insegnare a Emily, era quello il suo primo compito, il pi importante. Eppure sapeva che quella bambina stava soffrendo e che dietro il comprensibile dolore per la scomparsa della madre c'era dell'altro, qualcosa di pi oscuro, che lei non capiva. Non ancora.
Stavano per svoltare l'angolo della casa e terminare il loro giro quando sentirono scricchiolare la ghiaia del vialetto e videro una carrozza.
Pap?
Ma Wilkins non  andato a prenderlo in stazione?
S, ovvio. Emily si guard intorno stupita. Posso andare a vedere?
Certo, vai pure.
La bambina si mise a correre verso l'ingresso e Charlotte sent una voce maschile che la salutava. Sir Andrew. Doveva aver preso una carrozza a nolo.
Raggiunse Emily e vide il padrone di casa pagare il cocchiere, che poi gir e se ne and. Stava per salutarlo quando questi si volt verso di lei. Con occhi di ghiaccio.
Desidero parlarle nello studio, subito!
Charlotte si affrett di sopra. Si tolse cappotto e cappello e si sistem i capelli davanti allo specchio. Aveva il cuore in gola, quasi non riusciva a deglutire.
Cosa voleva dirle Sir Andrew? Lei non aveva fatto niente di male. Oppure in qualche modo lui era venuto a sapere delle sue indagini? In preda all'angoscia, ripens a tutte le persone con cui aveva parlato della defunta Lady Ellen: Miss Finch, Nora, l'anziana del cimitero di Dorking, Mrs. Evans, la moglie del reverendo... Si morse un labbro, fece un respiro profondo e usc dalla camera.
Lui la stava gi aspettando davanti al camino, un sigaro in una mano e un bicchiere di brandy nell'altra.
Prego, si sieda.
Charlotte obbed; non osava nemmeno guardarlo.
Quando si  candidata per questo posto, aveva delle referenze eccellenti.
Charlotte alz gli occhi stupita. S, Sir.
E io mi sono fidato.
Con tutto il rispetto, aveva forse motivo di dubitarne? Le mie referenze corrispondono al vero rispose lei sicura di s.
Non sto parlando delle sue esperienze di istitutrice. Del suo lavoro con Emily sono molto soddisfatto... sta facendo progressi.
Ma allora dove vuole arrivare?, si chiese impaziente.
Come lei sa, ho passato alcuni giorni a Londra. E ho incontrato l'ambasciatore inglese in Germania, tornato in patria per una vacanza. La squadr, ma lei sostenne lo sguardo. Abbiamo parlato. E io gli ho detto che avevo appena assunto un'istitutrice che aveva lavorato a Berlino.
Charlotte trattenne il fiato sperando che Sir Andrew non notasse la vena che le pulsava selvaggiamente sul collo. A tutto aveva pensato, tranne che lui ritirasse in ballo il suo passato.
Ha da dirmi qualcosa, in proposito?
Incroci quegli occhi azzurri di ghiaccio. Non mi sono resa colpevole di niente.
Lui sbatt il bicchiere sul tavolino. Poi, con cura, spunt il sigaro e lo accese con un fiammifero, girandolo intorno alla fiamma prima di fare il primo tiro. Quindi, tra le volute di fumo, la guard. Frulein Pauly, lei conosce il tenente Friedrich von Benkow?
Non passa un solo giorno in cui non pensi a te e non conservi la tua immagine nel cuore...
Scacci via i ricordi e annu. S, era il primogenito dell'ultima famiglia per cui ho lavorato. Insegnavo alle sue sorelle piccole.
E non c' niente che dovrebbe dirmi, nessuno scandalo... aggiunse Sir Andrew duro.
Charlotte raddrizz la schiena. Contegno, doveva mantenere il contegno. Aspetti, questo non  vero. Se fosse cos, la famiglia non mi avrebbe mai fornito quelle referenze eccellenti... non crede?
Per pare ne abbia parlato tutta Berlino, del fatto che il primogenito, l'erede del patrimonio di famiglia, voleva sposare l'istitutrice delle sorelle insist l'uomo deciso.
Charlotte si alz. Era impossibile replicare a quelle accuse da seduta.
S,  cos, lo voleva... ma purtroppo non ha perseguito questo proposito con sufficiente discrezione.
Sta cercando di giustificarsi?
Charlotte sent risvegliarsi il suo spirito combattivo. Se non voleva perdere il posto, e restare con Emily, doveva difendersi.
Per favore, Sir Andrew, mi ascolti. Dopo mi giudichi pure come vuole, ma prima ascolti la mia versione della storia.
Lui ci mise un po' a rispondere, poi fece un tiro di sigaro e annu. D'accordo, ma sia breve.
Non aveva previsto che il suo passato l'avrebbe riacciuffata, proprio in quel momento, ma era pronta a combattere. E se dopo avesse dovuto lasciare quella casa, lo avrebbe fatto a testa alta.
Ho lavorato per la famiglia von Benkow per quattro anni. E in quel periodo c' stato un... avvicinamento tra il loro primogenito Friedrich e me. Mi ha dimostrato il suo attaccamento a voce e per lettera e io... e io ricambiavo i suoi sentimenti, anche se non abbiamo mai fatto nulla che fosse contro il comune decoro. A un certo punto lui ha deciso di sposarmi. Io l'ho messo in guardia, gli ho detto che i suoi genitori sarebbero rimasti sconvolti e che non avrebbero mai dato il loro assenso, ma lui... non sono riuscita a dissuaderlo. L'ho pregato di aspettare e di riflettere bene sui suoi sentimenti. Ma lui non mi ha dato retta, anzi si  confidato con un amico. Cos presto si sono diffusi i primi pettegolezzi. I von Benkow sono una famiglia molto influente, il padre lavora a corte. E gli  arrivata voce che il suo primogenito voleva sposare l'istitutrice... Si ferm per respirare. Be', c' stata una scenata poco piacevole tra lui e i suoi genitori. Lo hanno costretto a fare un lungo viaggio all'estero, e mi hanno licenziata. Dopodich mi  stato impossibile trovare un altro posto a Berlino. Cos ho pregato la famiglia von Benkow di permettermi di trovare un impiego all'estero dandomi delle buone referenze, e cos  stato. Lo guard con aria di sfida. Ogni parola contenuta nella mia lettera di candidatura corrisponde a verit. Io stimo Emily come alunna e sto bene in questa casa. E continuer a fare del mio meglio, se mi permetter di proseguire con il mio lavoro.  tutto, Sir.
Sent bruciare gli occhi e strinse i denti per non piangere. Sir Andrew rest in silenzio, ma lei avvert il suo sguardo che la scrutava, tagliente come uno scalpello.
Posso andare, adesso? Si alz e si avvi verso la porta.
Vorrei tanto sapere come si  comportato, in proposito, quel giovanotto.
Il colpo and a segno, Charlotte dovette ammetterlo.
Si  piegato alla volont dei genitori, come si conviene a un figlio responsabile.
S, moralmente irreprensibile, ma non certo coraggioso.
Charlotte si gir ed ebbe l'impressione di percepire in lui un accenno di sorriso agli angoli della bocca.
Io non mi sono mai illusa di poter diventare sua moglie. Era lui il sognatore, non io.
Quelle parole le costarono una grande fatica, anche se erano vere. All'improvviso Charlotte si accorse con quale confidenza stava parlando al suo datore di lavoro.
Bene, continuer a insegnare a Emily. Ma la avverto che nella mia casa non tollerer amicizie maschili di nessun genere che possano dar adito a pettegolezzi. Se succeder, sar costretto ad allontanarla da Emily.
Charlotte annu. Grazie. Adesso se non le dispiace vorrei andare.
La sua dignitosa uscita di scena le cost un tale sforzo che, salendo le scale, le tremarono le ginocchia. Si dovette fermare e poggiarsi alla ringhiera. In qualche modo riusc a raggiungere il primo piano e quando apr la porta della torretta finalmente lasci libero sfogo alle lacrime.
Quella stessa sera, scrisse a Friedrich.
Gentile tenente von Benkow,
la ringrazio per le sue righe, ma la prego vivamente di non scrivermi pi. Ho trovato un buon impiego in Inghilterra e non voglio che mi vengano ricordati gli spiacevoli avvenimenti che ci riguardano.
Augurandole ogni bene possibile per il futuro, le porgo i miei
pi distinti saluti.
Charlotte Pauly
Piegando il foglio, le sfugg un'altra lacrima, che si asciug immediatamente. Quando port la busta di sotto a Susan, perch la spedisse il mattino seguente, fu come tagliare per sempre l'ultimo filo che la legava alla sua patria.

15. Liverpool, ottobre 1890.

La pioggia frustava il lastricato sul quale riflettevano le luci gialle dei lampioni, e il vento picchiava contro gli infissi del finestrino della carrozza, come insistendo per entrare. Tom Ashdown pag, scese e fece i pochi passi che lo separavano dalla porta d'ingresso prima di bussare.
Mary Lodge venne ad aprirgli di persona. Entri, svelto, c' un tempo terribile. Gli tenne aperta la porta e con sua grande sorpresa gli prese cappello e soprabito.
Mr. Ashdown, non mi guardi in quel modo, non  che i domestici siano scappati tutti a gambe levate. Il mio amato marito ha insistito per sostituirli tutti e io comunque in queste serate importanti preferisco accogliere gli ospiti di persona.
Sostituirli tutti?
La donna annu. Non solo. Ha anche buttato via la Bibbia di famiglia e diversi album di foto. E poi... si chin in avanti e si mise una mano davanti alla bocca per essere discreta, ha anche aperto la valigia di Mrs. Piper e ci ha frugato dentro. Di persona. Pu immaginare quanto mi sia vergognata, ma ha detto che erano precauzioni necessarie.
A Tom scapp da ridere, ma si contenne. Oliver Lodge era una personalit molto influente, un fisico di fama e un professore universitario, che non si occupava solo dello studio dell'elettromagnetismo, ma anche della Societ, e da molto tempo.
Mary Lodge apr la porta della sala e lo annunci, per poi ritirarsi. Il padrone di casa venne incontro all'ospite con la mano tesa. La barba grigia e i capelli brizzolati non lasciavano dubbi che fosse oltre i quaranta.
Mio caro Ashdown,  bello averla qui nonostante il tempo avverso. Myers  gi arrivato. Le ho preparato una scrivania l, spero sia tutto di suo gradimento. Su un tavolino erano stati predisposti con ordine una cartella da scrivania, fogli, portapenne, calamaio e carta assorbente, davanti a una sedia comoda.
Grazie.
La sala era calda e confortevole, nel camino un fuoco scoppiettante. Tom salut Fred Myers della Societ e poi si guard intorno.
Dov' la protagonista della serata, se  lecito chiedere?
Ho detto a Mrs. Piper di restare in camera fin quando non fossero arrivati tutti e non potessimo iniziare con la seduta spieg Lodge. Io e Fred abbiamo esaminato il suo stato di trance con dovizia di particolari nelle scorse settimane.
Proprio in quel momento qualcuno buss, e Mrs. Lodge entr con un vassoio di viveri e bevande per Tom, che lui accett con gratitudine.
Puoi dire a Mrs. Piper che iniziamo tra dieci minuti disse Lodge alla moglie per poi richiudere la porta.
Tom alz una mano. Posso chiedere che procedure avete usato? Per l'esame dello stato di trance, intendo...
Be', prima di tutto ci abbiamo parlato, le abbiamo afferrato una spalla, le abbiamo tossito in faccia. Poi... guard Tom per osservare la sua reazione, siamo passati a metodi meno garbati. L'abbiamo punzecchiata con uno spillo, le abbiamo sfiorato un braccio con un fiammifero appena spento e tenuto del carbonato d'ammonio sotto il naso.
Tom inarc un sopracciglio.  la procedura standard? Ecco, diciamo che mi sembra un po' troppo poco garbata.
Nel senso di poco scientifica? domand Lodge divertito. Be', a volte  necessario. Mrs. Piper non  un medium qualunque, uno di quelli che usano trucchetti da quattro soldi.
Non  un Charles Belvoir...  questo che intende?
Esatto rispose Myers. Un nostro collega americano, molto stimato, William James, l'ha definita "quel corvo bianco, che dimostra che non tutti i corvi sono neri".  un parere molto attendibile. Nessuno finora  riuscito a dimostrare che Mrs. Piper imbroglia. Non lavora con mobiletti, tende o altri accessori di scena usati da molti medium. Un altro nostro valido collega, Hodgson, l'ha osservata in cinquanta sedute nella sua patria e l'ha addirittura fatta seguire da detective privati, senza rilevare nulla di sospetto.  rimasto impressionato che non prenda soldi per le sue prestazioni e non abbia desiderio di fama. Ecco,  gi una grande differenza rispetto a tutti gli altri.
Myers annu. Proprio cos. Pensi, nonostante i metodi poco garbati non siamo riusciti a farla uscire dalla sua trance. Ma questo non dimostra ancora nulla.
Di solito comunica con un certo Phinuit, a quanto pare un medico francese spieg Lodge. Ma abbiamo indagato e non abbiamo trovato nessuna persona reale che corrisponda a questo nome e a questa descrizione.
L'ipotesi  che si tratti di una specie di seconda personalit disse Myers tenendo d'occhio la porta. Credo stiano arrivando le signore. Ashdown, ha altre domande?
No, a volte  meglio lasciare che queste cose sortiscano il loro effetto senza troppe spiegazioni.
Come a una parola d'ordine, bussarono di nuovo, e Mrs. Lodge apr la porta. Dietro di lei comparve una donna poco appariscente, che Tom giudic avere circa trent'anni, vestita in modo discreto e tradizionale. Diversa, insomma, dai soliti medium assetati di successo che volevano dare nell'occhio a tutti i costi e spesso non avevano altro da offrire a parte l'aspetto sopra le righe. Mrs. Piper era una comune madre di Boston, casalinga, di origini semplici e rispettabili. Quella sera Tom avrebbe davvero visto un essere umano dotato di poteri tali da entrare in contatto con l'aldil, ovunque esso fosse?
La voce era aspra e rumorosa, il contrario di quella di una donna minuta. Questo appartiene a uno dei suoi zii. Si rigir tra le mani l'orologio d'oro consegnatole da Lodge. Il proprietario di quest'orologio era molto affezionato a un altro zio. Che si chiama Robert. E adesso quest'orologio appartiene a lui.
Tom prendeva appunti, ma continuava ad alzare la testa per non distogliere gli occhi dalla donna. A che scopo Lodge le aveva messo in mano quell'orologio?
Lei continuava a toccare il metallo, come se potesse leggervi qualcosa. D'un tratto la voce si ammorbid. Questo  il mio orologio, e Robert  mio fratello, e io sono qui. Zio Jerry, il mio orologio.
Tom vide Lodge lanciare a Fred Myers un'occhiata agitata. Poi disse: Zio Jerry, raccontami qualcosa che sapete solo tu e Robert. Un segreto che non conosce nessun altro.
Poi Ashdown guard Mrs. Piper trattenendo il fiato; la donna si stava ancora rigirando l'orologio tra le mani, davanti e dietro, in un movimento infinito che sembrava un fiume dorato luccicante.
Ah, s, un piccolo segreto ci sarebbe. Da piccoli ci piaceva andare a fare il bagno al fiume. Per era pericoloso, una volta siamo quasi annegati. E poi un gatto, lo abbiamo ucciso nel campo di Smith. Perch io da bambino avevo un fucile, e anche un tesoro... una pelle lunga lunga, come quella di un serpente...
Dalla seduta con Mrs. Piper erano passate due settimane, Tom aveva scritto diverse recensioni teatrali, aveva lodato un libro di memorie di un pugile corrotto, e per il resto aveva ripensato alla strana storia dell'orologio dello zio Jerry.
Stavolta i membri della Societ anzich a Liverpool si erano riuniti a Londra.
Bene, come vedete ci siamo tutti. Con un ampio gesto Oliver Lodge indic Henry ed Eleanor Sidgwick, Frederick Myers e Richard Hodgson, forse il componente pi scettico in assoluto.
Tom salut i presenti e si sedette su una comoda poltrona, osservato da Mrs. Sidgwick con aria divertita.
Mr. Ashdown, non sapevo s'interessasse anche di boxe.
Infatti non m'interessa, ma sono in grado di apprezzare un bel libro. Quell'uomo non si risparmia nulla e riesce a condurci per mano in tutti gli angoli bui del suo mondo, senza alcuna vergogna. E questo  ammirevole.
Lodge si schiar la gola, e tutte le teste si voltarono verso di lui. Tutti voi avete sentito cosa ci ha detto Mrs. Piper a casa mia. Quello che devo dirvi io oggi vi sorprender almeno quanto ha sorpreso me, o cos spero. Una pausa a effetto. L'orologio d'oro che ho messo in mano a Mrs. Piper nel suo stato di trance lo tir fuori dalla tasca con un gesto fluido, appartiene a mio zio Robert. Che aveva un gemello di nome Jerry, morto vent'anni fa.
Tom e Fred Myers si guardarono.
Ho chiesto a mio zio di spedirmi qualcosa che appartenesse a Jerry, e lui mi ha mandato l'orologio. Nessuno, a parte me, era al corrente della sua esistenza e sapeva di chi fosse.
Be', s, notevole, non c' che dire osserv Henry Sidgwick. Ha avuto modo di riparlare con suo zio?
Ovvio. Si ricordava ancora dei bagni nel fiume. E la pelle di serpente... be', ce l'ha sempre con s.
La sala fu attraversata da un'ondata di mormorii.
Non si ricordava altro, ma  pur sempre una persona anziana. Lodge prese a camminare per la stanza avanti e indietro, con le mani incrociate dietro la schiena. Ma non ero ancora soddisfatto, allora ho scritto a uno zio pi giovane. Un'altra pausa. E lui si ricordava di tutti i dettagli menzionati da Mrs. Piper: del fiume che passava attraverso la ruota di un mulino, del fucile difficile da maneggiare, del gatto morto nel campo di Smith... del fatto che i suoi fratelli fossero tutt'altro che orgogliosi di quel gesto crudele e che avessero fatto di tutto perch non lo scoprisse nessuno.
In altre parole intervenne Tom, nessuno poteva saperlo.
Be', di sicuro nessuno che Mrs. Piper potesse conoscere conferm Eleanor Sidgwick.  impossibile che qualcuno glielo abbia detto. Oliver ha preso tutte le precauzioni del caso perch non accadesse.
Ma ancora non mi bastava prosegu Lodge. Volevo escludere con assoluta certezza che potesse aver scoperto qualcosa in qualche modo, perch insomma poteva immaginare che avrei chiesto ai miei parenti.
E? domand Hodgson, che finora era rimasto zitto, ma era andato fino in America apposta per smascherare quella donna.
Ho spedito un detective privato nel paese natale dei miei zii. Nessuno  andato l a fare domande su queste vecchie storie. E negli archivi locali non c' nessun indizio al riguardo. Quindi, miei cari signori e signore, alla fine ha vinto Mrs. Piper.
Tom torn a casa a piedi, anche se la strada era molto lunga. Quella serata lo aveva segnato nel profondo e voleva abbandonarsi ai suoi pensieri con calma all'aria fresca. Non fece caso alle carrozze e agli autobus trainati dai cavalli, ai passanti e ai garzoni dei giornali che strillavano annunciando l'uscita dell'edizione della sera.
Aveva appena ricevuto la prova dell'esistenza di una vita dopo la morte? Di spiriti che entravano in contatto con alcuni esseri viventi e parlavano attraverso di loro? Altrimenti come aveva fatto, Mrs. Piper, a scoprire tutte quelle vicende cos personali?
Alz gli occhi verso la notte buia, le stelle coperte dalle nuvole, e si sent travolto da un senso di solitudine ormai a lui familiare. Fin quando era rimasto seduto in quel salotto caldo circondato da fervidi studiosi e appassionati scacciafantasmi, si era sentito a suo agio ed era riuscito a vedere la questione da un punto di vista intellettuale.
Adesso, per, era di nuovo solo con se stesso, e tutte le questioni si erano riaperte. Era rimasto qualcosa di Lucy, dopo che era morta? La sua anima si era dissolta insieme al suo corpo, come credevano i materialisti, convinti che il mondo fosse un'entit spiegabile in tutto e per tutto in base alla ragione?
Sent un brivido lungo la schiena e si aggiust il cappotto pi stretto intorno al corpo.
Forse non esisteva nessuno spirito, cio nessuno che avesse sussurrato a Leonora Piper quelle informazioni. Ma allora doveva esserci un potere, un senso superiore, che non tutti gli esseri umani possedevano e che metteva in condizione di superare, con l'anima, i confini del tempo e dello spazio.

16. Mickleham, ottobre 1890.

Che carini che sono disse Charlotte mentre Emily se ne stava estasiata sulla porta della stalla con un coniglietto a chiazze bianche e nere in mano. Accarezzava quel pelo morbido come seta guardando i piccolini stringersi intorno a mamma coniglia. Un penetrante odore dolciastro di fieno appena tagliato le circondava.
Il reverendo Morton sorrideva, poi chiuse la porta della stalla e invit Charlotte ad accomodarsi in casa.
Con i bambini non  cos facile disse con un filo di voce. Perch insomma... naturalmente i conigli non li teniamo solo per accarezzarli.
Capisco. La cosa migliore sarebbe che Emily non si affezionasse a un cucciolo in particolare, ma... Lanci un'occhiata alla bambina, che aveva sprofondato il viso tra le lunghe orecchie dell'animale.
Si riferisce al fatto che ha appena subito una perdita grave...
Proprio questo, Mr. Morton.
Il reverendo esit. Ho riflettuto se regalargliene uno. Non stanno volentieri soli, ma quando lo sono diventano pi affettuosi.
Mmm... sa, non sarebbe male che Emily imparasse a prendersi la responsabilit per la vita di un essere vivente.
E imparasse che bisogna separarsi da essa.
Charlotte lo guard sorpresa. Davvero  convinto che ci si possa preparare a cose del genere?
S, ne sono convinto. In quanto parroco ho spesso a che fare con la morte e devo consolare persone che hanno perso dei cari. Cerco di far loro forza e di abituarmi all'idea che ogni cosa, su questa terra, prima o poi avr una fine.
Charlotte non ne era del tutto convinta. Io non credo che si possa essere pronti in ogni momento. E se fosse cos, non ci priverebbe della gioia di vivere? Come si pu regalare un coniglietto a una bambina perch si abitui all'idea che un giorno l'animaletto morir?
Mr. Morton inclin la testa. Si potrebbe invece dire che, sapendo che le cose non durano per sempre, ce le godiamo di pi. Immagini come sarebbe se avessimo sempre bel tempo. Si alzerebbe ogni mattina rallegrandosi del cielo azzurro e del gioco di riflessi dei raggi del sole sulle foglie verdi? Se diventasse un piacere scontato, non le scalderebbe pi il cuore.
Per fortuna proprio in quel momento li chiamarono per il t, perch Charlotte pensava che quel paragone non fosse del tutto appropriato e probabilmente ne avrebbe discusso a lungo con il reverendo.
Quella mattina, a colazione, scoprendo che sarebbe andata a vedere i conigli, Emily si era emozionata molto, e Charlotte sperava che in questo modo non si accorgesse che la maestra, durante le ore di lezione, aveva la testa da un'altra parte. La piccola invece lo aveva notato: pi volte l'aveva guardata, persa nei suoi pensieri, ed era stata costretta a schiarirsi la voce per riavere l'attenzione dell'istitutrice.
La notte precedente, infatti, dopo l'animata conversazione con Sir Andrew, Charlotte quasi non aveva chiuso occhio. Era stata travolta da migliaia di immagini, ricordi di Berlino, del volto di Friedrich, del mormorio delle persone che circolavano per la casa dei von Benkow. Si era risentita in bocca l'amarezza di una delusione che credeva di avere superato.
Comunque io non lo amo, Friedrich, aveva pensato, e forse non l'ho mai amato. Mi piacevano il suo fascino, le attenzioni che mi rivolgeva. L'idea dell'amore. Nient'altro.
Moralmente irreprensibile, ma non certo coraggioso. Con quelle poche parole Sir Andrew era di nuovo riuscito a sorprenderla. Appena credeva di conoscerlo un po', lui la spiazzava con un colpo a sorpresa. Aveva immaginato che, dopo aver saputo dei fatti di Berlino, l'avrebbe biasimata e probabilmente licenziata... invece aveva dimostrato comprensione, aveva persino sorriso.
Frulein Pauly, come lo preferisce, il suo t? le giunse amichevole la voce di Mrs. Morton, strappandola ai suoi pensieri.
Scusate. La moglie del parroco era accanto a lei con la teiera e le riemp la tazza. Lo prendo come lo prendete voi qui in Inghilterra. Con latte e zucchero.
Sul tavolo c'erano anche una torta alla frutta e degli scones con la crema e la marmellata di lamponi, che Emily guardava con occhi bramosi. L'incidente della sala da t sembrava non averle rovinato il gusto per quei dolcetti.
La stanza era calda e arredata con gusto. Alle pareti c'erano quadretti a punto croce di paesaggi inglesi dietro cui si nascondeva un grande talento, ma Charlotte not anche i souvenir che i Morton dovevano aver portato dall'India e che davano all'ambiente un'aria esotica: un ventaglio colorato, un elefante di legno dipinto, un tavolino a forma di stella con intarsi meravigliosi.
Mr. Morton si era gi congedato, perch doveva far visita ad alcuni malati, ma aveva detto a Emily che prima di andarsene poteva passare a salutare i coniglietti.
Le due donne parlarono dei progressi della bambina a lezione, e Charlotte raccont che avevano fatto un giro nei dintorni.
A primavera sar ancora pi bello disse Mrs. Morton. Quando fiorisce Box Hill, l si possono fare passeggiate meravigliose. Conosce Emma di Jane Austen? Ecco, c' una famosa scena in cui viene descritto un pic-nic proprio su quella collina.
Charlotte scosse la testa. No, ho letto solo Orgoglio e pregiudizio e mi  piaciuto moltissimo.
Purtroppo in Inghilterra siamo in pochi a leggerla. Io ho sempre adorato i romanzi di Miss Austen. Sarebbero delle letture adeguate anche per Emily, quando sar un po' pi grande. Se vuole posso prestarle Emma.
Grazie, lo leggerei volentieri.
Mentre erano sedute l in confidenza, d'un tratto Charlotte si ricord una cosa, e decise di chiedere alla padrona di casa. Per caso conosce un reverendo Horsley? L'ho incontrato in treno nel tragitto da Dover a Dorking, e ci siamo messi a parlare.
L'affabile moglie del parroco annu. S,  stato il predecessore di mio marito qui a Mickleham. Adesso ha preso una parrocchia vicino a Londra.
Charlotte diede una rapida occhiata a Emily. Se hai finito con il t, puoi andare a salutare i coniglietti. Non voglio tornare a casa troppo tardi.
La bambina si tampon educatamente la bocca con il tovagliolo, fece un inchino a Mrs. Morton e corse fuori seguita dallo sguardo delle due donne sorridenti.
Charlotte si schiar la voce. Quando ho detto a Mr. Horsley che avrei lavorato a Chalk Hill, lui all'improvviso  ammutolito. E mi  sembrato strano, visto che fino a quel momento era stato molto loquace e affabile. Ha detto che l'aveva conosciuta, Lady Ellen.
Mrs. Morton mise gi la sua tazza di t e si appoggi allo schienale, poi incroci le mani sul tavolo. Frulein Pauly disse titubante, si sta muovendo su un terreno pericoloso, se mi permette di dirglielo...
L'osservazione spiazz Charlotte. In che senso?
Perch la morte di Lady Ellen ha lasciato una ferita molto profonda in quella famiglia.
Questo lo capisco. Quando si perde una moglie e una madre in maniera cos tragica, un lungo periodo di lutto  pi che naturale. Ma io sono preoccupata per Emily. Non osa nemmeno pronunciare il nome della madre. E questo non le fa bene.
Mrs. Morton sospir. Mia cara, diventando l'istitutrice di Emily si  fatta carico di un compito molto difficile.  una bambina incantevole, intelligente, ma il passato grava su quella casa come un'ombra. Anche Sir Andrew ha enormi difficolt a superare la perdita. Esit. Non ne parla con nessuno. Il divieto infatti non vale solo per la gente della casa, ma per tutte le persone con cui ha a che fare.
Charlotte riflett. A quanto pareva finalmente stava parlando con una persona che non aveva alcuna remora a esprimere i suoi pensieri. Certo, la conosceva appena, ma le ispirava fiducia. Cos anche lei super ogni riserva.
Mrs. Morton, c' qualcos'altro che mi preoccupa. Emily dorme male. Temo che soffra di sonnambulismo. Di giorno riesce a nascondere le sue pene, ma la notte  in totale bala di esse. Charlotte raccont dello strano sogno della finestra aperta. Ho paura che reprima i suoi sentimenti al punto che prima o poi scoppier, con conseguenze imprevedibili.
Mrs. Morton alz gli occhi di colpo. Scoppier? Non sta un po' esagerando?
No, non credo. Potrebbe ammalarsi o avere un esaurimento nervoso. Succede quando le persone seppelliscono le loro sofferenze e paure nel profondo. Di certo ne avr sentito parlare. Lei e suo marito conoscete bene la miseria umana.
Mrs. Morton vers altro t. Io capisco le sue preoccupazioni per la piccola, ma non so come aiutarla.
Per esempio potrebbe raccontarmi qualcosa di sua madre. Charlotte serr le labbra, come se volesse evitare di rimangiarsi la sua richiesta. Non violerebbe il divieto di Sir Andrew aggiunse subito dopo. Non ne stiamo parlando n in sua presenza n in presenza di Emily, e io manterr il massimo riserbo.
Sapeva di avere rischiato; nella peggiore delle ipotesi, i Morton avrebbero raccontato al suo padrone di casa delle sue ricerche. E non ci voleva una grande fantasia a immaginarsi le conseguenze.
Tuttavia, l'audacia di Charlotte venne premiata. Mrs. Morton si sistem la gonna e la guard amichevole.
Come lei sa, non  da molto che viviamo qui, ma chieda pure, se posso le risponder volentieri. Con il tempo, qualcosa sono venuta a sapere riguardo a quella famiglia.
Charlotte respir sollevata. Prima Emily era spesso malata, vero?
Mrs. Morton annu. S, tutto il vicinato si  preoccupato per lei. Empatizzavano con i genitori, che avevano un'unica figlia cos cagionevole di salute.
Mi hanno detto che Lady Ellen era una madre fuori dal comune prosegu Charlotte. Che faceva molte cose con Emily, nonostante avessero una tata. Anche lei la pensa allo stesso modo?
S, per una donna del suo rango era davvero insolito. Mi hanno detto che restava a casa addirittura quando Sir Andrew veniva invitato alle serate di gala a Londra, che insomma non lo ha accompagnato quasi mai nei suoi viaggi. Pare fossero molto legate, cosa che io considero un bene. Mi perdoni la franchezza, ma anch'io ho educato i miei figli di persona, e le ore che ho trascorso con loro sono state impagabili. E con questo non intendo affatto sminuire il suo lavoro, ci mancherebbe...
Charlotte rise. Non si preoccupi, non me la prendo. A volte ho provato dispiacere per i bambini che vedono i genitori solo di sera, puliti e spazzolati a dovere, e poi vengono spediti a letto. Una bambina a cui davo lezioni, una sera ha incontrato la madre in camicia da notte e spettinata e... non l'ha riconosciuta.
Mrs. Morton rest scioccata. Davvero? Perch l'aveva vista sempre e solo agghindata?
Esatto. Charlotte si strinse nelle spalle. Per questo mi ha impressionato ancora di pi sapere che Lady Ellen fosse cos... cos diversa. In quel momento ripens all'incontro al cimitero, e lo raccont a Mrs. Morton.
La donna chin la testa, contrita. S,  terribile quando le persone non possono nemmeno congedarsi dalla persona amata. Io e mio marito sappiamo, per esperienza, che in questi casi i familiari ne soffrono moltissimo. Succede per esempio quando qualcuno muore per mare o nelle colonie, e non pu nemmeno essere seppellito in patria. Ai cari rimasti in questo mondo non resta neanche un posto in cui far loro visita o piangerli.
Per una tomba Lady Ellen ce l'ha.
La donna annu. Certo, immagino che Sir Andrew volesse a tutti i costi un angolo dedicato alla moglie defunta.
Charlotte aveva ancora un'ultima domanda, ma temeva di tirare troppo la corda. Mi hanno detto che quella sera il Mole era in piena, aveva piovuto molto e il corso d'acqua scorreva impetuoso. Quindi Lady Ellen doveva sapere il pericolo cui stava andando incontro.
Ha ragione. Mrs. Morton era arrossita e stava cercando nervosamente il suo fazzoletto. Ma  peccato parlare male dei defunti disse eludendo la domanda.
Mi scusi, non era mia intenzione.
S, le credo. Esit. In sostanza,  quello che pensa anche la gente della zona, ma nessuno ha il coraggio di dirlo per non provocare ulteriore dolore alla famiglia.
Charlotte poggi il tovagliolo di lato e si alz. Mrs. Morton, la ringrazio per la fiducia e l'aiuto. Spero di rivederla presto, e porga i miei pi calorosi saluti a suo marito.
Mrs. Morton and a prendere il libro che aveva promesso, chiam la cameriera perch portasse soprabiti e cappelli e accompagn Charlotte nella stalla. Prima di entrare, la donna la trattenne.
Frulein Pauly, faccia ci che le dice il suo cuore. Lei ha un cuore buono, le indicher la strada giusta. Che Dio la benedica.
Emily salut i coniglietti, strinse la mano a Mrs. Morton con un inchino, poi se ne andarono.
Sulla via del ritorno, mentre Emily continuava a fantasticare sui coniglietti, Charlotte non riusciva a togliersi dalla testa una frase che le aveva detto Mrs. Morton: In sostanza,  quello che pensa anche la gente della zona, ma nessuno ha il coraggio di dirlo.
I suoi sospetti erano stati confermati. Probabilmente Lady Ellen Clayworth si era tolta la vita. E questo spiegava molte cose, tanto per cominciare perch suo marito cercava in tutti i modi di seppellirne il ricordo. Ma sollevava una nuova, inquietante domanda: cosa l'aveva spinta a un gesto cos estremo?
Charlotte salt gi dal letto appena sent le voci agitate, e ancora mezza addormentata corse gi nel corridoio dove trov Susan e Nora in lacrime davanti alla stanza di Emily.
Io... io volevo solo prendere un bicchiere di latte in cucina balbett Susan. E l'ho sentita. Era gi fuori in cortile. Non so dove volesse andare, nel cuore della notte... con questo freddo!
Emily ha cercato di uscire disse Nora. Io e Susan l'abbiamo riportata di sopra. Lei non voleva, ha opposto resistenza, allora l'ho chiusa a chiave in camera.
Dalla stanza nessun rumore.
Charlotte ringrazi Susan e la risped a letto. Di' agli altri che  stato solo un incubo. Adesso ci pensiamo noi.
Appena la domestica fu scomparsa, Nora gir la chiave nella toppa e abbass lentamente la maniglia.
Emily si era raggomitolata ai piedi del letto, gli occhi sgranati puntati su qualcosa che solo lei poteva vedere. Le tende si gonfiavano al vento, la finestra era aperta.
Charlotte entr e la chiuse con un gesto deciso, mentre Nora rest immobile accanto al letto fissando la bambina.
Cosa sta guardando?
Charlotte si avvicin a loro. Non lo so. Sollev la coperta sulle spalle di Emily, ma non os risvegliarla dal suo stato di trance.
 tornata disse all'improvviso la piccola con voce rauca.  tornata a trovarmi.
Charlotte e Nora si guardarono. Una sola occhiata e si capirono al volo.
Nella stanza faceva freddo, ma Emily aveva la fronte imperlata di sudore. Mi ha parlato. Mi ha raccontato dell'acqua gelida.
Quelle parole si propagarono nella stanza come i cerchi creati da un sassolino lanciato in uno stagno, fino a riempirla.
All'inizio sembrava triste, poi  parsa pi felice. Vuole portarmi via con lei, ha detto cos. Presto. E tutto si sistemer. Ma io volevo andare gi stanotte.
Charlotte si volt rapida verso Nora. Va' a chiamare Sir Andrew.
La bambinaia la guard sconvolta. A quest'ora? Nel cuore della notte? Miss, non posso, non ho il coraggio.
Charlotte la squadr sospirando. Allora tu resta con Emily e non perderla di vista nemmeno un secondo. Torno subito.
Sal in camera di corsa a prendere una vestaglia, che indoss sopra la camicia da notte camminando. Si fece una treccia e se la gett oltre le spalle, mentre scendeva di nuovo di sotto.
La camera di Sir Andrew si trovava vicino alla biblioteca, affacciata sul giardino. Quando si ritrov con il batticuore davanti alla porta, le venne in mente una cosa: forse gi a marzo dormiva l... per questo non aveva sentito la moglie uscire di casa? Poi fece un respiro profondo e buss.
All'inizio nulla. Poco dopo, per, sent un rumore di passi.
Chi ? domand Sir Andrew ancora con la porta chiusa.
Sono io, Charlotte Pauly. Mi scusi se la disturbo, si tratta di Emily.
Rumori soffusi, poi Sir Andrew comparve davanti a lei in vestaglia. Si pass una mano sugli occhi, i capelli biondi arruffati.
Che  successo?
Charlotte rifer cos'era accaduto. Sir, non sapevo cosa fare. Non  un incubo come gli altri, ne sono sicura.
Lui chiuse la porta e la precedette nel salone dell'ingresso e poi su per le scale. Continuando a camminare, si volt e chiese: Quindi  uscita di casa da sola?.
Charlotte annu.
Davanti alla porta della camera della figlia, si ferm e aggiunse: Noi dobbiamo parlare.
Dopo, adesso dovrebbe occuparsi di sua figlia rispose Charlotte d'istinto.
Il viso dell'uomo fu attraversato da una strana espressione... forse stupore? Poi abbass la maniglia ed entr.
Emily era ancora ai piedi del letto, lo sguardo fisso davanti a s. Nora le era seduta accanto, su uno sgabello. Appena entrarono si sent sollevata e si strinse indosso lo scialle. Era un po' a disagio a farsi vedere in quello stato dal padrone.
Puoi andare. La conged con un unico cenno del capo. La tata super Charlotte e usc dalla stanza.
Sir Andrew si avvicin lentamente al letto, si mise seduto su un angolo e prese la mano della figlia. La accarezz e poi se la port alla guancia. Charlotte osserv senza fiato la cautela con cui si stava muovendo.
Cosa hai visto? domand con un filo di voce.
La bambina sembr risvegliarsi dal suo sonno profondo e volt appena la testa verso il padre.  tornata.
Chi  tornato?
Mamma.
Lui lasci la mano, come se bruciasse e alz gli occhi verso Charlotte. Era sconvolto: il volto pallido, i muscoli in evidenza sotto la pelle per la forza con cui stava serrando i denti.
La prego... Charlotte non riusc a dire altro.
Lui si volt di nuovo verso Emily, port delicatamente il braccio dietro la sua schiena e la strinse a s, fino a quando la piccola non si sciolse dalla sua rigidit e si appoggi sul petto del suo pap nascondendo il volto contro la spalla.
Ha perso la sua sciarpa preferita. La vorrebbe tanto riavere indietro. Era bellissima, color avorio, con pizzi di Bruxelles. E l'acqua era gelida, ha detto cos. Ma solo all'inizio. E mi ha chiesto se avevo ricevuto la sua lettera.

17. Londra, ottobre 1890.

Il treno stava per entrare nella Waterloo Station; oltre il fiume, le torri appuntite del Parlamento nel cielo nuvoloso, come se volessero bucare quel grigio denso. Di solito Sir Andrew guardava fuori dal finestrino sorridente: adorava la citt, era stata la moglie a volere che vivessero in campagna. Gli piaceva il brulichio per le strade, gli ingorghi di carrettini, carrozze e autobus, i fiumi di persone che si muovevano come una massa ondeggiante. In lontananza St. Paul, la cui cupola dorata nei giorni di bel tempo raccoglieva su di s tutti i raggi del sole.
Quella mattina, per, era salito sul treno con il cuore pesante. Voleva restare con la figlia, ma il suo proposito non poteva aspettare. Durante il viaggio era agitato, si era alzato e aveva iniziato a muoversi nello scompartimento, si era acceso una sigaretta per poi rispegnerla subito.
Da quando Frulein Pauly lo aveva svegliato nel cuore della notte, alle due e mezzo, il momento in cui si sentiva pi solo, aveva una morsa sul petto che lo faceva respirare a fatica. Annasp, come se fosse malato, ma sapeva benissimo che era solamente la sua anima a essere malata.
Aveva creduto veramente alla guarigione di Emily, ringraziando Dio infinite volte per averla fatta riprendere dagli anni bui dell'infanzia. E adesso, quando credeva che il peggio fosse passato, era arrivata quella ricaduta inaspettata. Con la differenza che a soffrire non era pi il corpo della sua piccolina, ma
lo spirito.
Quella stessa notte Frulein Pauly, incalzata dalle sue domande, gli aveva raccontato di altri episodi, che non le erano parsi cos gravi da metterlo al corrente. Non poteva rimproverarla per questo, lei doveva pensare all'educazione di Emily, non ammorbarlo con qualunque dettaglio. Tuttavia, le condizioni in cui aveva visto la figlia la scorsa notte lo avevano messo in uno stato di terribile agitazione.
Doveva parlarne con un medico, e gli era venuta in mente una persona. Ma facendolo avrebbe sollevato domande, domande spiacevoli, legate a cose che avrebbe preferito rimuovere.
Condivideva il parere dell'istitutrice che non si fosse trattato di un incubo come gli altri. Alcuni particolari, nel suo dolore, Emily poteva averli immaginati: l'acqua gelida, l'iniziale lotta per non annegare, la successiva pace.
Tuttavia, due cose proprio non riusciva a spiegarsi: Emily non sapeva nulla della sciarpa. E nemmeno della lettera d'addio che la moglie le aveva lasciato, bruciata da tempo tra le fiamme del camino.
Il dottor Martin Fenwick aveva uno studio in Harley Street, inconfutabile segno del suo successo. Chi lavorava in uno di quegli eleganti palazzi di epoca georgiana, con le loro sobrie facciate, poteva scegliersi i pazienti che voleva.
Sir Andrew e il dottor Fenwick erano andati a scuola insieme, per questo poteva presentarsi senza appuntamento.
Lo studio in cui lo condusse la segretaria era rivestito di legno scuro e odorava di fumo di pipa. Sir Andrew si chiese se a Fenwick piacesse cos o se era un modo per mettere a proprio agio i pazienti.
Il medico, capelli radi e ingrigiti anzitempo che lo facevano sembrare molto pi vecchio, si alz dalla sua poltrona e and incontro al vecchio amico.
Clayworth, qual buon vento... Lo scrut oltre gli occhiali, scivolati gi sulla punta del naso importante. Nessun problema a casa, spero...
Dopo che si furono seduti e la segretaria ebbe portato il t, Fenwick poggi i gomiti sulla scrivania e congiunse le punte delle dita. Che  successo? Dai, parla. Non credo che tu sia venuto fin qui per ricordare i vecchi tempi.
No, hai ragione. Sir Andrew ebbe qualche attimo di esitazione. Si tratta di Emily.
L'amico lo guard sgomento. La piccola  di nuovo malata? Ma mi avevi scritto che era migliorata...
Infatti era cos. Fisicamente sta bene, cresce forte e robusta. Di nuovo una pausa. Era ancora pi difficile di quanto temesse.
Allora cosa c'? Fenwick serv il t e fece scivolare una delle due tazze verso l'amico.
Lui inizi a raccontare, cominciando dagli episodi che gli aveva riferito Frulein Pauly.
Be', succede spesso che dopo una grave perdita un bambino abbia gli incubi. L'anima ci mette un po' a rielaborare. Sono passati soltanto sei mesi da... da quando  morta la madre.
Sir Andrew bevve un sorso di t per guadagnare tempo e quasi si bruci la lingua. Il suo sguardo cadde sul teschio poggiato su un ripiano della libreria alle spalle del medico. Ma distolse gli occhi: quell'oggetto lo angosciava.
Fenwick si appoggi allo schienale e chiese: E com', questa istitutrice?.
Sir Andrew rest stupito. Be', finora mi ha fatto un'ottima impressione. Emily sta imparando tanto e si trova bene. Di recente, una sera in cui avevo ospiti, hanno suonato un pezzo al pianoforte a quattro mani.  una persona aperta, con mille interessi, ma educata e premurosa. No, non mi posso proprio lamentare.
Il dottore rest zitto continuando a giocare con una penna che si trovava sul tavolo.
Che c'? Perch non dici niente? domand Sir Andrew impaziente.
Sembra che ti aspetti un consiglio, da me...
Be' s, un consiglio da medico.
Clayworth, io sono un internista. Dell'animo dei bambini non ne capisco nulla.
S, ma la conosci, l'hai visitata in passato.
Certo, escludendo qualunque malattia seria, come tu ben sai. Era debole e vulnerabile, ma questa cagionevolezza adesso  passata, sta crescendo. E questa  una cosa buona.
Sir Andrew si pass una mano sul mento, pensieroso. S.
Per?
Non riesco a darmi pace. Non  stato solo un incubo.
Hai gi preso in considerazione l'ipotesi che possa soffrire di sonnambulismo? L'istitutrice ha detto di aver trovato la finestra aperta, di notte, per ben due volte... Forse  stata Emily ad aprirla, senza rendersene conto. Capita spesso, proprio nei bambini, e bisogna tenerli d'occhio, perch potrebbero mettersi in pericolo.
Si alz e dallo scaffale prese un libro, dalla cui rilegatura in pelle blu scuro piuttosto usurata si capiva che era una delle sue letture preferite.
Te lo posso lasciare per un paio di giorni. Parla del sonnambulismo; forse troverai risposta alle tue domande.
Sir Andrew diede un'occhiata fugace al libro e poi si guard le mani.
Non  tutto, vero? Dai, sputa il rospo disse Fenwick, per la prima volta con un tono di voce un po' impaziente. Ho la sala d'aspetto piena. Altrimenti dobbiamo rivederci stasera e discutere la cosa davanti a un bicchiere di brandy e un bel sigaro.
No, no,  come dici tu, hai ragione, potrebbe essere una giustificazione plausibile. Eppure... Sir Andrew si morse un labbro e guard il soffitto. Se gli avesse detto tutto, il suo amico lo avrebbe preso per pazzo? Poi si fece coraggio e con un filo di voce raccont quello che aveva detto Emily, la notte precedente.
A un certo punto, Fenwick alz un braccio. Un momento, con calma. Dove vuoi arrivare?
Non lo so, maledizione! Si chin in avanti, come temendo che potessero sentirli, anche se la pesante porta in quercia era chiusa.  come se ci fosse una connessione tra Emily e la madre. Come se le avesse detto delle cose.
Potrebbe averlo saputo da chiunque... dai domestici, dal reverendo, tutto  possibile. Quando succedono disgrazie simili la gente non fa altro che sparlare e non sempre fa caso a chi li sta ascoltando.
Ho dato ordine alla servit di non parlare con Emily della madre, un ordine tassativo. E finora non ho avuto motivo di dubitare della loro obbedienza.
Fenwick sospir. Amico mio, ti stai muovendo su un terreno pericoloso, spero tu te ne renda conto. In queste cose nessun medico potr aiutarti.
Sir Andrew si strinse nelle spalle rassegnato. Non voglio scocciarti troppo... Eppure qualcosa lo fece rimanere incollato alla sedia, schiacciato dal peso dei pensieri non pronunciati. Quando parlava della madre, lo faceva con una tale vitalit e immediatezza, come se... come se avesse assistito di persona alla morte di Ellen.
Era la prima volta, dopo mesi, che pronunciava il nome della moglie, e gli sembr come la parola di una lingua straniera. Si sent avvampare. Probabilmente stava compromettendo per sempre il suo rapporto con Fenwick, come anche la fama di persona ragionevole. Era l, seduto, immobile, non osava nemmeno alzare lo sguardo, per il timore di leggere compassione negli occhi dell'amico.
Poi lo sent alzarsi, affacciarsi in corridoio e parlare con la segretaria. Ancora una decina di minuti... s, altrimenti devono tornare pi tardi,  un'emergenza.
La porta si richiuse, i passi si riavvicinarono al tavolo. La poltrona di pelle scricchiol, Fenwick era di nuovo seduto. Stai dicendo che vede fantasmi?
Sir Andrew chiuse gli occhi per la vergogna. Raccontarlo gli sembrava ridicolo tanto quanto pensarlo. Cosa lo aveva spinto a oltrepassare i confini della ragione? Avrebbe tanto voluto alzarsi e andarsene, ma poi ripens alla figlia, seduta sul letto, gli occhi sgranati, come se vedesse cose che nessun altro poteva vedere.
Fenwick riemp la pipa e lo guard impaziente.
Non so se "fantasmi" sia la parola giusta, ma... s, l'impressione  quella.
Il medico rest in silenzio per qualche minuto, lo sguardo fisso sulle mani poggiate sul piano del tavolo, quasi prive di vita. Poi spinse il libro verso l'amico. Leggilo. Forse ti baster, cosa che mi auguro dal profondo del cuore. In caso contrario... Prese carta e penna e annot qualcosa su un foglietto che poi gli porse.
In caso contrario, puoi provare qui. Molti li considerano folli, ma io no. Sono scienziati seri.
Sir Andrew prese il foglio e lesse un nome e un indirizzo:
Dr. Henry Sidgwick
Societ per la ricerca psichica
9, Buckingham Street
Adelphi, London W.C.

18. Chalk Hill, ottobre 1890.

Quando Emily aveva affondato la testa sulla spalla del padre, Charlotte era rimasta immobile. Anche Sir Andrew, di schiena, quasi non si era mosso; solo la sua mano accarezzava il corpicino della figlia.
Si era agitata, sentita un'intrusa, ma non aveva osato spezzare quel silenzio. Quando la bambina si era addormentata - non sapeva quanto ci avesse messo, ricordava solo che i propri piedi erano diventati gelidi - Sir Andrew l'aveva messa a letto e coperta, poi si era alzato.
Fuori, in corridoio, l'aveva guardata con il suo solito sguardo indecifrabile.
Frulein Pauly, lo so che  tardi, ma la pregherei comunque di raccontarmi tutto, nei dettagli.  importante. Domattina devo prendere il primo treno per Londra e non so quando torner.
La conversazione era durata pi di un'ora; lui aveva addirittura preso appunti.
Il mattino dopo Charlotte aveva lasciato dormire la bambina - perch ne aveva bisogno, ma anche perch non sapeva come comportarsi. Dopo aver parlato con Sir Andrew si era rigirata nel letto a lungo, continuando a vedere il viso della piccola: gli occhi sgranati, i capelli scompigliati, lo sguardo puntato nel nulla.
Charlotte aveva capito che era stato un errore, da parte di Sir Andrew, rendere tab il nome della moglie dopo la sua morte e vietare alla figlia di parlarne. Le sofferenze non si guarivano con la rimozione.
Ormai era vestita e guard l'orologio. Le otto. Non aveva fame, ma non sapeva cosa fare. Dalla finestra vide Wilkins parcheggiare la carrozza in cortile, probabilmente aveva gi portato Sir Andrew a Dorking. Con chi voleva parlare, a Londra? C'entrava Emily?
Continu a camminare agitata per la stanza, quella stanza che all'arrivo le era sembrata cos perfetta; non era cambiata, era sempre confortevole e luminosa, ma qualcosa era cambiato dentro di lei.
Quando era seduta, o ancora distesa a letto sveglia, aveva l'impressione di sentire una presenza, un qualcosa che al suo arrivo non c'era. In realt lei era una persona di buonsenso che diffidava dei pensieri irrazionali, ma quella sensazione sinistra cresceva dentro di lei. All'improvviso le torn in mente la notte dopo la serata di gala, quei rumori strani dietro la porta. Non se l'era sentita di andare a controllare le scale, ma adesso era mattina, non c'era motivo di avere paura.
Charlotte prese una lampada a petrolio, apr la porta e inizi a scendere la scala a chiocciola. Arrivata alla porta nascosta dalla tappezzeria si ferm e fece una cosa che fino a quel momento non aveva mai osato fare: accese la lampada e inizi a scendere ancora pi gi, su quei gradini che sembravano infiniti. A ogni passo sentiva pi freddo, e l'umidit entrarle pi a fondo nelle ossa. Si ferm, si gir titubante, poi prosegu. Nessuna porta, solo pareti spoglie e sporche, umide, gelide. Era gi in cantina, al di sotto del livello del suolo.
Alla fine arriv a una porta di legno rivestita in ferro che sembrava vecchissima. Prov ad aprirla, la maniglia era gelida, ma la porta era chiusa. Si chin e illumin la serratura, ma non vide nulla. Annus, ma l'aria era cos fredda che le tolse il respiro. Si tir indietro e il tacco di una scarpa s'impigli nella gonna. Stava per tornare sui suoi passi, quando sent un rumore.
Un fruscio, quasi impercettibile. Forse un animale, un topo, dietro la porta; in fondo era in cantina. Oppure una domestica scesa dalla cucina a prendere dei viveri. Doveva esserci una spiegazione, eppure Charlotte ebbe un brivido.
Deglut e si volt di nuovo verso le scale. Inizi a salire, costringendosi a non correre, per non rischiare di cadere. Quando fu di nuovo in camera, aveva ancora il cuore in gola.
Anche quella mattina Emily all'inizio non disse nulla riguardo alla nottata precedente, ma sembrava pi pallida e silenziosa del solito. Lavor diligentemente, ma Charlotte la sorprese un paio di volte con la penna in mano a guardare fuori dalla finestra, gli occhi pieni di aspettative.
Sir Andrew torn da Londra in serata. Anche lui silenzioso. La confidenza creatasi dal comune aiuto a Emily era gi svanita. Non disse cosa avesse fatto a Londra o se avesse deciso qualcosa in merito alla figlia. Charlotte si sent insicura, non sapeva come prenderlo quando lui si mostrava cos chiuso nei suoi confronti.
Tre giorni dopo, Emily era ancora stranamente taciturna, allora Charlotte le chiese con dolcezza: Emily, cos'hai? Ripensi alla notte in cui hai avuto quel brutto incubo?.
La bambina la guard, come di ritorno da un viaggio in un paese lontano, le cui immagini la tenevano ancora prigioniera. Che incubo?
Dai, sai benissimo di cosa parlo. Charlotte avvicin la sedia al banco di Emily e si sedette accanto a lei. Quando avevi paura e parlavi della tua mamma.
Ma non era un incubo disse la piccola piano, e si gir verso la finestra. Era l veramente. Altrimenti non avrebbe potuto raccontarmi del fiume. Che prima era gelido, poi l'acqua l'ha cullata, come delle mani che tengono un neonato. Ha detto cos.
Charlotte sent un nodo alla gola, faceva fatica a deglutire. Era come se il tempo si fosse fermato, se in quel momento qualcosa fosse irrimediabilmente cambiato, come se fosse caduta la barriera che divideva la vita in un prima e dopo. Le bruciavano gli occhi, ce la stava mettendo tutta per non piangere. Emily stava impazzendo? Gli incubi e le escursioni notturne erano le avvisaglie di una malattia mentale? No, non poteva essere, succedeva agli adulti o agli anziani, non ai bambini di otto anni.
Certi sogni sono cos vividi che  difficile distinguerli dalla realt. Guard la bimba sforzandosi di sorridere. Una volta io ho sognato che mi regalavano un gatto, poteva dormire nel letto con me. Lo accarezzavo, lui faceva le fusa, sentivo il pelo morbido tra le dita... poi mi sono svegliata e l'ho cercato nel letto, ma non l'ho trovato. Allora sono corsa da mia sorella e ho pianto per ore per il mio gatto perduto.
Fu cos veloce che Charlotte non riusc a reagire. Emily scatt in piedi e rovesci la sedia, spalanc la porta e scomparve in corridoio. L'istitutrice sent i passi della bambina sulle scale e le corse dietro. Il portone principale era gi aperto, la bambina era stata velocissima. Senza nemmeno mettersi il cappotto, la donna corse fuori e si guard intorno nel cortile esterno. Wilkins arriv con un martello in mano e la guard stupito. Posso esserle d'aiuto?
Miss Emily  appena uscita di casa. L'ha vista?
Lui scosse la testa e pos il martello. Lei cerchi in giardino,
io controllo in strada.
Charlotte si addentr nel giardino. La serra. La raggiunse di corsa e apr la porta di scatto. Quella vegetazione rigogliosa offriva tanti buoni nascondigli. Poi si precipit al vecchio olmo con l'altalena su cui Emily si era divertita tanto. Ma anche l, nessuna traccia.
Dove poteva essere andata, in quella manciata di minuti? Sper che non fosse arrivata alla provinciale e alle rotaie del treno.
Vide spuntare Wilkins da dietro l'angolo, scuotendo la testa. Perlomeno non era in strada. Charlotte si ferm, si port un dito alle labbra, e rimase in ascolto, come se potesse sentire
il respiro di Emily e seguirlo come un indice puntato nella direzione giusta. Wilkins invece continuava a stringersi nelle spalle.
Charlotte stava per rientrare a chiamare rinforzi, quando con la coda dell'occhio intercett un movimento in fondo al giardino. L dove c'era la porticina di ferro tra le mura. Fece cenno a Wilkins di stare indietro e non farsi vedere, e si avvicin lentamente. A un certo punto riconobbe la piccola sagoma con il vestito scuro, seduta in un angolino vicino alla porta. Charlotte tratteneva quasi il respiro per non spaventarla. Poi, a pochi metri dalla piccola, disse: Emily, posso venire da te?.
Nessuna risposta. Lo prese per un s e si avvicin, ancora pi lenta e prudente di prima.
Alla fine la distanza fu cos esigua che si inginocchi e allung una mano verso la spalla della bambina. Lei si raggomitol per terra, la testa piegata sulle ginocchia, e non la guard.
Mi dispiace. Tu sei scappata perch io non ti ho creduto. Vero?
Un cenno di assenso, quasi impercettibile.
Perdonami. Ho sbagliato a raccontarti del mio sogno. Avrei dovuto continuare ad ascoltarti.
All'inizio non riusc a identificare il rumore, poi cap che erano denti, la bambina che digrignava i denti per il freddo. Cos la prese in braccio, delicatamente, e la riport a casa attraverso il giardino con Wilkins al seguito.
Cos' successo? domand Mrs. Evans, ferma sulla porta spalancata con gli occhi sgranati.
C' bisogno di una coperta e di una bevanda calda rispose Charlotte decisa. Sir Andrew...  in casa? Lo chiami, per favore.
Con queste parole super la governante sbalordita ed entr in salotto, dove adagi la bambina sul divano e la copr con una coperta, portata da Susan. Le accarezz i capelli, poi arriv Mrs. Evans con il vassoio.
Sir Andrew arriva subito. Ha tutto quello di cui ha bisogno?
Charlotte annu, e la governante si ritir.
Poco dopo arriv il padrone di casa, che si precipit subito dalla figlia. Le accarezz i capelli, quindi scrut Charlotte con durezza. Cos' avvenuto?
Preferirei raccontarglielo a quattr'occhi.
Il suo sguardo era diffidente, ma and verso la porta. In biblioteca.
Charlotte si mise a sedere vicino alla bambina e le diede la cioccolata calda portata dalla governante. Torno subito. Vuoi che chiami Nora?
Emily prese la tazza con entrambe le mani, come se si volesse scaldare con essa, bevve un sorso e chiuse gli occhi sfinita. S, per favore rispose con un filo di voce.
Dopo che si furono chiusi la porta alle spalle, Sir Andrew si appoggi alla scrivania con le braccia incrociate e la scrut. Mi dica cos' successo.
Charlotte obbed, disse cosa aveva fatto senza cercare di mettersi in una luce migliore.
Forse  stato stupido raccontarle del sogno. Emily si  sentita incompresa, ha pensato che non le credessi.
L per l Sir Andrew non disse nulla, fece solo un paio di respiri profondi.
Anche Charlotte sospir sfinita. Il lavoro non le aveva mai dato quei problemi, nessuna bambina aveva suscitato in lei sentimenti del genere. Per niente al mondo avrebbe voluto perdere quel posto, ma si sentiva terribilmente combattuta tra i suoi doveri nei confronti di Emily e quelli nei confronti del padre.
Ha fatto la cosa giusta disse infine Sir Andrew con voce roca scostandosi dalla scrivania e avvicinandosi agli scaffali alti fino al soffitto, come per cercare consiglio in un libro. Al suo posto, mi sarei comportato allo stesso modo.
Charlotte chiuse gli occhi qualche istante, sollevata. S, ma adesso che facciamo? Temo per la sua sicurezza. Insomma, se Emily scappa di nuovo e noi non ce ne accorgiamo... Esit. Era come se fosse a un passo dal baratro. Fatti coraggio, si disse. Sir Andrew, le posso fare una domanda?
Prego.
Sua moglie, quella notte...  andata al fiume passando per la porticina di ferro nelle mura? Il cuore le batteva cos forte da farle male.
Lui si gir di scatto, e lei vide il dolore nei suoi occhi.
S. Lo disse a fatica. Ma non capisco perch la cosa debba riguardarla.
Charlotte abbass gli occhi. Era una reazione che aveva immaginato, ma non poteva mollare, non in quel momento.
Infatti non mi riguarda, per niente. Ma  l che ho trovato Emily. E non credo che sia un caso. E l'altro giorno mi ha detto che il bosco non le piace.
Sir Andrew torn alla scrivania e poggi le mani sullo schienale della poltrona. Poi la guard con occhi cos penetranti che lei fu costretta a deglutire. La gola riarsa.
 sempre l che si torna, non  vero? disse senza nascondere l'amarezza nella voce. Tutto quello che accade inizia e finisce con la madre.
Charlotte lo guard stupita. In quelle parole percep una nota diversa, non era dolore o lutto, era quasi ostilit. Te lo stai solo immaginando, la mise in guardia la sua razionalit. Era il suo modo per esprimere impotenza.
Sono giorni che mi torturo cercando di capire cos'abbia Emily. Poco fa, ho capito che non sono solo sogni. C' qualcosa di pi. Una sofferenza interiore o un qualcosa che la nostra - come posso dire - che la nostra razionalit non  in grado di capire.
Strinse le mani a pugno e abbass la testa. La voce era cos debole che Charlotte dovette tendere le orecchie per capirlo.
Le dir una cosa, che in realt volevo tenermi per me. Tre giorni fa, quando sono stato a Londra, sono andato da un medico, mio amico, e gli ho raccontato di Emily.  rimasto a bocca aperta, come noi, ovvio. Salutandomi mi ha dato questo. Tir fuori un foglietto dal taschino del panciotto e lo mise sul tavolo. Charlotte si avvicin per leggere.
Dr. Henry Sidgwick
Societ per la ricerca psichica
9, Buckingham Street
Adelphi, London W.C.
Lei alz lo sguardo. Lui lo abbass.
Ma chi ? E di che genere di societ si tratta?
 un gruppo di scienziati che studia i fenomeni soprannaturali.
Fenomeni soprannaturali? ripet lei esitante. Ma perch?
Lui alz lo sguardo, e lei rivide il dolore nei suoi occhi. Perch Emily ha parlato della sciarpa color avorio della madre. Che abbiamo trovato sulla riva del Mole. E di una lettera, che la madre di fatto le ha lasciato.
Charlotte lo guard con il respiro mozzato.
Sono cose che non le avevo mai detto. E lei sa benissimo che tutti, qui in casa, hanno il divieto di parlare della morte di mia moglie e di qualunque cosa possa essere legata a essa. Ecco: allora come ha fatto Emily a scoprirlo?
Se non dalla madre in persona?, complet la frase Charlotte tra s e s. La sua testa inizi a vorticare. Davvero il padre credeva che la figlia avesse contatti con gli spiriti? Che vedesse la madre morta o che perlomeno ne avvertisse la presenza? Tutto a un tratto ripens alla sua prima sera in Inghilterra, quando aveva sorpreso Mrs. Ingram in quella seduta spiritica. Rivide quello che aveva intravisto attraverso la finestra: il salotto con le candele accese, le due donne, il bicchiere girato sul tavolino, quegli strani rituali. Davvero voleva sottoporre Emily a procedure che l'avrebbero confusa ancora di pi?
Be'? osserv Sir Andrew. Cosa... cosa ne pensa?
Io... insomma neanch'io riesco a spiegarmi tutto questo disse Charlotte sentendosi impotente. Non mi era mai capitata una cosa simile. Come sono state le malattie precedenti di Emily? Anche allora vedeva cose che non esistevano?
Lui si strinse nelle spalle. Allora non rientrava tra i miei compiti prendermi cura di mia figlia.
Di nuovo quel tono impersonale, gelido, con cui le si era rivolto cos spesso. Charlotte si sent avvampare: rabbia, semplicemente rabbia. Serr i denti per non dire cose di cui si sarebbe pentita.
Pensavo che magari sua moglie gliene avesse parlato, era lei che si occupava di Emily, mi hanno detto.
Il silenzio cadde come un macigno tra di loro.
Comunque non ha mai parlato di visioni o cose simili disse infine, sforzandosi di rispondere. Le ricordo, per, che io non ho nessuna intenzione di parlare con lei di mia moglie. Esit. Mi perdoni se sono cos duro, ma questa situazione mi angoscia da morire. Di solito, i problemi li risolvo con il cervello.
A quanto pare in certi casi non  possibile. Altrimenti non mi avrebbe mostrato questo. Charlotte indic il foglietto, ancora sulla scrivania. Com' che dice il vostro grande drammaturgo? "Ci son pi cose in cielo e in terra...".
Gi, e proprio in quella tragedia c' anche un fantasma...
Charlotte rest impassibile. Se mi permette, adesso tornerei da Emily. Non sta a me decidere se si deve rivolgere a questi signori oppure no. Io spero solo che Emily non debba soffrire ancora di pi.
Lui non rispose, allora lei si gir e abbandon la stanza. Solo quando la porta si fu richiusa alle sue spalle, si appoggi al muro e chiuse gli occhi.

19.

Nel pomeriggio Charlotte affid Emily a Nora, assegnandole un compito di disegno che non la stancasse troppo ma comunque la occupasse in maniera sensata. Poi disse a Mrs. Evans che avrebbe fatto una lunga passeggiata. Non aveva pi visto Sir Andrew dopo la chiacchierata della mattina; era andato a Reigate per pranzare con alcuni amici del partito.
Charlotte sentiva di non poter rimanere in quella casa un secondo di pi. Gli eventi degli ultimi giorni l'avevano scossa come un terremoto, e poteva riflettere con calma solo allontanandosi un po' da Chalk Hill. S'incammin verso London Road a passi decisi. Aveva una meta precisa, da raggiungere a piedi.
Faceva freddo, ma un freddo secco, e si era coperta bene in modo che il gelo non disturbasse i suoi pensieri. Quel giorno non aveva occhi per il paesaggio.
Ripens al foglietto che le aveva mostrato Sir Andrew. Fenomeni soprannaturali? Quindi secondo lui Emily vedeva fantasmi? Charlotte non poteva crederci. D'altro lato, per, quello che era successo a Dover il giorno del suo arrivo in Inghilterra adesso le sembrava una specie di presagio. Se una donna semplice come Mrs. Ingram organizzava una seduta spiritica a casa sua, forse in quel Paese avere a che fare con il soprannaturale era una specie di costume. E comunque con le sue spiegazioni razionali ormai era finita in un vicolo cieco.
Fin dall'inizio aveva percepito un'ombra sulla casa lungo la Crabtree Lane. Adesso sapeva che era qualcosa di pi del comprensibile lutto per una persona cara defunta, che erano successe - e stavano continuando a succedere - cose che l'intelletto umano non poteva spiegare.
Perch Lady Ellen si era suicidata? Cosa si nascondeva dietro la finestra aperta e le strane visite che, a quanto pareva, Emily riceveva? Cosa aveva sentito, lei stessa, quella notte sulle scale dietro la porta della propria stanza? E davvero Sir Andrew, un politico tutto d'un pezzo, credeva in un possibile collegamento con l'aldil?
La storia dei fantasmi a Charlotte pareva cos assurda che avrebbe tanto voluto riderci sopra, ma la risata le rest bloccata in gola. In gioco, infatti, c'era il benessere di una bambina che le stava a cuore. Le stava a cuore da morire. Qualunque cosa avesse fatto in futuro Sir Andrew, e per quanto strani fossero stati i suoi sforzi, Charlotte non si sarebbe lasciata confondere. Sarebbe rimasta a Chalk Hill, al fianco di Emily, per scoprire cos'era successo veramente in quella casa.
Si ferm per attraversare London Road, imbocc il ponte sul Mole e poi gir a sinistra verso Mickleham. Si ricordava la strada da quando Wilkins le aveva portate dal reverendo; il piccolo centro non era difficile da raggiungere.
Charlotte sentiva gi i muscoli dei polpacci indolenziti. Da tempo non camminava pi a quel passo sostenuto, con Emily non poteva. In quel momento, per, con la meta ben chiara in testa, non bad al dolore, ma gio del vento fresco che le tirava il cappello e le faceva tremolare la gonna, che scompigliava le chiome degli alberi strappando loro le ultime foglie, e lasciandole cadere su Charlotte come una pioggia giallo- bruna. Presto avrebbe vissuto il suo primo inverno inglese. Di certo non cos freddo e nevoso come quelli di Berlino. Era stato l'unico periodo dell'anno in cui non aveva amato quella citt; secondo lei, infatti, Berlino era bella solo quando il suo maestoso grigiore e la nera miseria erano smorzati dai colori estivi. D'inverno gli alberi e gli arbusti spogli davano al Tiergarten un aspetto desolato e i tigli del grande viale sembravano scope giganti.
Doveva scrivere alla madre, si ripropose, e alle sue sorelle. Tutto a un tratto sent rimorso per non aver mandato almeno due righe subito dopo il suo arrivo; chiss com'erano preoccupate. Era l gi da un mese e non aveva ancora dato notizie.
Per quanto, non poteva certo confidar loro quello che stava succedendo in quella casa. Era una storia troppo strana, nemmeno lei sapeva cosa pensare. Semplicemente, avrebbe scritto che stava bene, raccontato del posto e della gente, della sua alunna e della bella casa, delle persone simpatiche che aveva conosciuto.
Eppure avrebbe tanto voluto avere qualcuno con cui condividere tutto. Un'amica in grado di darle un consiglio e di considerare le cose in maniera obiettiva. Ma la solitudine faceva parte del suo lavoro, in quel momento le fu pi chiaro che mai. Quanto sembravano pi semplici i problemi quando uno li esprimeva a parole ripensandoci a mente fredda. Quando parlava con Sir Andrew, per esempio, doveva comunque restare in guardia, soppesare ogni frase, per non rischiare di finire in una trappola. Fiducia e sincerit senza riserve erano escluse.
Finalmente spuntarono le prime case di Mickleham, tra cui svettava il campanile quadrato con il tettuccio di St. Michael and All Angels. Bel nome per una chiesa, pens Charlotte.
Ai margini del paese si ferm e si guard intorno con attenzione. Doveva assolutamente evitare i Morton, se voleva perseguire il suo obiettivo.
Si ferm ancora una volta, un po' spaesata. Quando si cerca qualcosa in un posto, questo appare sempre pi grande del previsto. Poi ripens alle parole di Emily. Com' che aveva detto?
S, un po' fuori Mickleham. In una vecchia casa.
 gentile da parte sua aiutarmi gracchi l'anziana con voce rauca spuntando da sotto l'ampio scialle avvolto intorno alle spalle e alla testa. Sembrava una strega uscita dalle favole dei fratelli Grimm.
Appena aveva visto quella casetta modesta Charlotte aveva pensato che poteva essere proprio quella, la casa di Tilly Burke. Si era avvicinata come se ci fosse finita per caso, camminando lentamente, poi aveva visto il reverendo procedere con passo deciso verso la chiesa e aveva fatto marcia indietro.
Poi, quando era sparito, si era riavvicinata alla casetta con il giardino inselvatichito, la porta azzurra un po' scrostata, e in un angolo era comparsa la sagoma china di Tilly Burke. Con entrambe le mani teneva un telo chiuso, pieno di legna.
Charlotte era entrata nel giardino e si era avvicinata alla donna. Posso aiutarla?
Ora era dentro la casa, dotata di un minuscolo angolo cucina. A un altro angolo, il letto, diviso dal resto dell'ambiente da una tenda, accanto una porta chiusa. I mobili, semplici, erano mal assemblati, ma tutto sommato lo spazio era ben riscaldato e risultava abbastanza confortevole. Sul tavolo dei fiori secchi erano infilati in una brocca di terracotta. Una pentola bolliva sul fuoco.
Lo poggi pure in quel cestino le disse Tilly Burke, e Charlotte obbed. Poi aggiunse un ceppo, e la fiamma si alz all'istante.
Si stava chiedendo se la donna l'avesse riconosciuta, visto che si erano gi viste nella sala da t, ma la risposta non si fece attendere.
La sua faccia mi torna conosciuta, non so da dove.
S, sono l'istitutrice di Emily Clayworth. Ci siamo incontrate a Dorking, alla sala da t.
L'anziana si sedette su una panca sospirando e alz gli occhi verso la ragazza.  ancora cos triste?
La domanda colp nel segno e la trafisse.
Perch me lo chiede?
L'acqua sta salendo. Gli spiriti danzano sul Mole. Portando con loro la tristezza.
 pazza, pens Charlotte, ma le sue parole avevano un che di ipnotico a cui era impossibile sottrarsi.
Sta bene si limit a rispondere. Avvicin una sedia alla panca e si mise a sedere. Forse avrebbe potuto cavare qualcosa di buono da quelle parole insensate, filtrandole come in un setaccio quando si cerca l'oro tra la sabbia.
Lei conosceva la madre, Lady Ellen, vero?
Tilly Burke aveva inclinato la testa di lato e si era messa a canticchiare. Charlotte ebbe il timore che non avesse sentito la domanda o facesse finta di non averla capita, ma poi si rese conto che con quella donna serviva una sola cosa: pazienza.
Era una ragazza bellissima. Sempre felice. Ballava benissimo.
L'anziana gir la testa ed emise una specie di brontolio. Da bambina, lo era... sempre felice.  stato quando si  sposata che  diventata triste.
Charlotte quasi non osava respirare, per paura che Tilly Burke potesse distrarsi e non dire pi nulla. Nessuno aveva mai parlato del matrimonio dei Clayworth.
A volte veniva da me e parlavamo dei vecchi tempi. Quando tutto era ancora giovane e verde e gli spiriti del fiume ancora non l'avevano mai resa triste.
Ma non era felice di avere una figlia? domand Charlotte prudente.
Una lunga pausa.
Per lei la piccola era tutto, il suo respiro, la sua stella, la sua margheritina. Non la lasciava mai sola. Se la portava dietro anche dalla vecchia Tilly.
Una volta siamo andate a trovarla. Ma a me lei non piace.
 una bambina incantevole.
S. Come la madre. E triste.
Charlotte gir la testa delusa. Si era aspettata cos tanto da quella visita, ma l'anziana sembrava troppo poco lucida perch lei potesse ottenerne qualcosa di utile.
Il fiume se l' portata via. Lei lo aveva detto che non le piaceva vivere vicino al fiume. Lo sentiva, di notte, la chiamava, di continuo. Le faceva paura. E la attirava, anche. Sono stati gli spiriti.
Charlotte si sentiva un po' come Cenerentola. Le parole confuse di Tilly Burke erano come ceneri, e le braci di verit che vi ardevano dentro erano come lenti attraverso cui vedere la realt con occhi diversi. Di nuovo gli spiriti.
Quindi secondo lei Lady Ellen non era molto felice, da sposata. Charlotte era certa che, se anche la donna avesse raccontato a qualcuno di quella conversazione, nessuno le avrebbe dato credito.
Lui la voleva mandare via.
Charlotte ebbe un sussulto e squadr l'anziana, ma lei sembr non prestarle la minima attenzione.
 venuta da me piangendo. Doveva andarsene. Era lui che lo voleva. Tilly Burke lasci cadere le braccia lungo il corpo e inizi a dondolarsi avanti e indietro. Aveva paura. Ma io non potevo aiutarla. E poi gli spiriti l'hanno chiamata.
A cena, che Charlotte condivise con Emily e Sir Andrew, riusc a stento a nascondere la sua agitazione. La visita da Tilly Burke l'aveva scossa e sperava che nessuno lo notasse. La bambina sembrava stare meglio e raccont dei disegni che aveva fatto nel pomeriggio.
E lei, Frulein Pauly,  andata a passeggio?
S, ho camminato un bel po', fino a Mickleham e ritorno.
 andata a trovare i Morton? chiese la bambina.
Charlotte scosse la testa. No, oggi no. Volevo fare un giro.
Sir Andrew la guard sospettoso.  tornata tardi. Per una donna non  n appropriato n raccomandabile andare in giro da sola con il buio.
Charlotte si sent avvampare. S, lo so, ho perso il senso del tempo. Quando mi sono resa conto dell'ora sono tornata indietro subito. E lei? Spero che abbia passato un bel pomeriggio.
Lui fece un tiepido sorriso. S, per quanto possa essere bello un pranzo in cui si parla di politica. Abbiamo discusso dello smantellamento delle fogne e dell'imminente modernizzazione dei binari del treno. E anche di asfaltare la strada principale.
Charlotte si chiese se quelle cose lo divertissero sul serio: come al solito, faceva fatica a decifrare il suo umore.
Da quanto tempo fa il deputato? domand in tono cortese.
Sette anni rispose lui, e bevve un sorso di vino rosso.
Lo stimava pi o meno a met della trentina, quindi aveva iniziato presto la carriera politica.
Ogni volta che pap va a Londra, pu sentire i rintocchi del Big Ben disse Emily orgogliosa. Poi, notando l'espressione interrogativa di Charlotte, aggiunse:  la grande campana della torre dell'orologio, al Parlamento. Pap ha promesso di portare anche me un giorno, cos li potr sentire anch'io. Lo guard con la coda dell'occhio, in attesa di ricevere conferma di quella promessa.
S, s si limit a commentare Sir Andrew distratto. Forse non aveva sentito bene quello che aveva appena detto la figlia? Se non avesse mantenuto quella promessa, lei ci sarebbe rimasta malissimo.
A ogni modo, Charlotte fu grata di quella conversazione leggera che la stava distogliendo dai propri pensieri. Tuttavia, quando nella sala torn il silenzio risent la voce roca di Tilly Burke che vaneggiava di acqua del fiume e di spiriti, dando corda alle proprie folli fantasie intrecciate di certo a qualche verit che non dava pace a Charlotte.
Si gir verso Sir Andrew, che proprio in quell'attimo alz gli occhi dal piatto. I loro sguardi s'incrociarono. E lei cap che anche i suoi pensieri non erano a quel tavolo.
Charlotte entr nella camera e vide una scena a lei familiare: Nora spazzolava i capelli a Emily. La bambinaia si gir e sorrise. Ho quasi finito.
Non c' nessuna fretta. Volevo solo augurare la buonanotte a Emily e chiederti se, quando hai finito, puoi venire un attimo di l, nell'aula.
Certo, Miss.
Charlotte accarezz la bambina su una guancia. Buonanotte piccolina. Lo sai che non sei sola.
Emily si morse un labbro.
Che c'?
Nora smise di spazzolarla e guard la bambina con aria interrogativa.
Io... io... insomma, pap ha detto che devo chiedere scusa. Perch sono scappata. Frulein Pauly, mi dispiace tanto per averla fatta preoccupare. Non succeder pi.
Charlotte deglut, sentendo risuonare in quelle parole la durezza che il padre doveva aver usato con lei. Non si era aspettata delle scuse e anzi si arrabbi della superficialit di giudizio dell'uomo.
Si inginocchi davanti alla sedia di Emily e le prese le mani. Non ti devi scusare, piccolina, ma ti ringrazio. Succede che una persona non stia bene e abbia paura. La squadr. Promettimi solo che la prossima volta che avrai paura non scapperai, ma verrai da me, o andrai da Nora, o dal tuo pap. D'accordo?
Visto che Emily non rispondeva, Charlotte mise un dito sotto il mento della bambina e le tir su la testa. Me lo prometti?
S arriv finalmente la risposta, appena sussurrata.
Bene. Si alz e si sistem la gonna. Poi annu verso Nora e usc dalla camera.
Dieci minuti dopo, la tata buss alla porta dell'aula, dove l'istitutrice stava correggendo un dettato di tedesco fatto da Emily quella mattina. Frasi semplici, ma quasi tutte senza errori, facevano pensare che quella bambina fosse portata per le lingue. Considerando poi le condizioni in cui lo aveva svolto, era davvero un lavoro eccellente.
Prego, entra.
Nora entr e la guard con espressione interrogativa. Charlotte indic una sedia. Aveva riflettuto a lungo su come affrontare l'argomento, ma non le era venuta in mente nessun'altra via pi diplomatica.
Come puoi immaginare, io e Sir Andrew ci stiamo scervellando su cosa ci sia che non va in Emily. Siamo molto preoccupati.
Io anche disse la tata annuendo decisa. Non l'ho mai vista cos, nemmeno da piccola, quando era sempre malata.
Proprio per questo sto cercando di capire che origine abbiano questi... attacchi, sogni, o comunque vogliamo chiamarli.
Certo Miss.
Conosci Tilly Burke?
A quel nome, l'atmosfera nella stanza cambi all'improvviso, come in estate prima di un temporale. L per l Charlotte non riusc a capirne il motivo, ma lo sent.
La pazza di Mickleham?
S, quella.
Be', la conoscono tutti, qui in zona. Non ci sta con la testa. Dice solo cose senza senso. Miss, non deve credere a quello che dice.
Per mi hanno detto che conosceva bene Lady Ellen.
S,  stata la sua bambinaia. Ma molto prima che io arrivassi in questa casa.
Charlotte percep le resistenze con cui Nora stava rispondendo alle sue domande. Quella donna la metteva a disagio? Oppure sapeva qualcosa su di lei che non voleva dire?
A Dorking ho sentito dire che Lady Ellen ogni tanto le faceva visita, a Mickleham, anche dopo che si era sposata e viveva qui a Chalk Hill con la famiglia.
S, pu essere.
Be', non c' niente di male nel fare visita a ex domestici, magari aiutarli se sono in difficolt... disse Charlotte con l'intento di gettare un ponte alla tata.
Non so se le abbia dato soldi.
Non  qui che voglio arrivare, pens Charlotte. Non le interessava sapere se Lady Ellen o qualcun altro avessero dato soldi a Tilly Burke; l'unica cosa che voleva sapere era quale parte di verit si nascondeva dietro i suoi sproloqui sul fiume e gli spiriti. Ma non era facile strappare risposte a Nora.
L'ho incontrata. Mi ha detto un sacco di scemenze,  vero. Ma ho l'impressione che nelle sue parole ci fosse anche qualcosa di fondato.
La bambinaia la guard sospettosa. Nessuno crede a quella vecchia.
Mi ha addirittura detto che Sir Andrew voleva mandare via la moglie.  vero?
Lo sguardo di Nora valse pi di qualunque risposta. Adesso, se non le dispiace, vorrei ritirarmi. Si alz e si avvi verso la porta. Charlotte non fece nulla per trattenerla.
Quando fu sola, in camera, arrivarono le lacrime. Non le piaceva mostrare i propri sentimenti; persino quando Friedrich l'aveva lasciata abbandonandola allo scherno della buona societ berlinese era riuscita a controllarsi. In quel momento, per, la solitudine la avvolse come un cappotto gelido, e lei nascose la testa tra le braccia.
Ma cosa era mai successo in quella famiglia? Per la prima volta Charlotte fu indecisa su come proseguire il proprio lavoro. Certo, aveva gi avuto a che fare con bambini difficili o maleducati, ma erano problemi che si risolvevano con scelte razionali. Con Emily non bastava, quella bambina le era entrata nel cuore. E si sentiva impotente rispetto all'enorme dolore che pesava su quella casa.
Poi le torn in mente il foglietto mostratole da Sir Andrew. Davvero voleva far esaminare la figlia da un esperto di fenomeni soprannaturali? Come poteva uno scienziato credere a cose del genere? Oppure era solo il gesto impotente di un padre disperato?
Avrebbe tanto voluto uscire, scappare via e camminare fino a quando non si fosse ritrovata allo stremo delle forze per piombare nel letto sfinita. Ma ormai l'ora era troppo tarda.
Charlotte si svest, si lav e si mise la camicia da notte. Poi prese a camminare avanti e indietro per la stanza, per stancarsi, ma quel movimento non fece altro che agitarla ancora di pi. Cos si ferm e si guard intorno. Quella camera... l Lady Ellen aveva trascorso ore e ore della sua vita. Era possibile che una persona lasciasse un'impronta nello spazio in cui aveva vissuto, che vi rimanesse qualcosa della sua personalit anche se non ci abitava pi? Anche se non era pi in vita?
Charlotte respir profondamente. Poi mise un cuscino per terra sedendocisi sopra a gambe incrociate. Congiunse le mani in grembo e chiuse gli occhi. Cerc di evocare la presenza della donna cresciuta in quella camera: con cosa aveva giocato? Di cosa aveva avuto paura? Quali erano stati i suoi sogni, da ragazza? Sposare Sir Andrew Clayworth? Avere dei bambini? Oppure erano state altre immagini ad affollare la sua fantasia?
Charlotte era seduta in silenzio, sentiva solo il suo respiro e il fruscio degli alberi nel vento. Si sent molto pi calma di quanto non fosse stata negli ultimi giorni. Poi si costrinse a ripensare a Lady Ellen. Cosa l'aveva spinta, quella notte, ad andare nel bosco attraverso quella porticina del giardino, a imboccare il sentiero per il fiume e a porre fine, l, alla sua giovane vita? Forse stava fuggendo da qualcosa... oppure, al contrario, qualcosa l'aveva attirata l.
Verso il fiume e verso gli spiriti.
Di colpo riapr gli occhi e si guard intorno. La luce era diversa... no, era solo perch aveva tenuto chiusi gli occhi cos a lungo. Per caso lo sguardo le cadde su un angolo in basso, vicino all'armadio, e l rimase. Un'asse del pavimento sembrava leggermente sconnessa. Charlotte si avvicin e pass una mano su quel punto. S, c'era un'asse pi alta delle altre. Scorse la mano per l'intera lunghezza e trov una rientranza lasciata da un nodo del legno. Charlotte ci mise un dito dentro e tir... prima con cautela, poi pi decisamente, finch l'asse non si sollev. Tanto da poterci infilare una mano.
Una boccetta di vetro da farmacia. Trasparente e senza scritte. Charlotte l'avvicin alla lampada a gas e osserv i cristalli bianchi luccicanti all'interno. Cos'erano? Non sale, i grani erano troppo grossi. Tolse il tappo e annus. Nessun odore. Poi fece scivolare un chicco sul palmo della mano, bagn la punta di un dito con la saliva, tocc la strana sostanza e lecc. Leggermente dolce, ma non zucchero. Richiuse la boccetta e la poggi per terra pensierosa.
Rimise le dita dentro l'apertura e frug ancora, nient'altro. Un po' delusa, riprese in mano la boccetta, la soppes e la rimise dentro.
Quanto sarebbe stato pratico se, l sotto, avesse trovato degli appunti segreti! Un diario o delle lettere che potessero rivelarle qualcosa sulla donna che era cresciuta felice in quella casa ed era diventata triste dopo aver sposato Sir Andrew Clayworth...
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FINE Parte 1.